La speranza

Credo che chiunque sia stato a New York, e abbia visitato il memoriale dell’Undici Settembre, oggi si sia commosso.

Io mi sono commosso, ripensando a quell’ossario, a quel luogo reso consacrato da tutte quelle vittime, al memoriale in cui il biglietto per entrare è una spilla – che conservo ed indosso da allora ogni Undici Settembre – dove ci sono i dispensatori di fazzoletti in ogni stanza, dove tu vedi questa parete coperta dalle foto di tutte queste persone, e poi l’angolo con un pezzo di fusoliera d’aereo completamente piegato, e il signore che spiega il perché e il percome e tu non riesci manco a parlare e manco a chiedergli come possa fare a farlo, che ti verrebbe da piangere come un agnellino.

Gli statunitensi che erano per strada e scandivano “U-S-A” erano i cittadini di una azione che nel 2001 è stata stuprata, persone che hanno visto la loro vita cambiare, che si sono trovati sempre in prima linea senza certo volerlo, con le madri che piangevano i figli morti al fronte e i padri che perdevano il posto di lavoro.

In tutto questo, hanno mostrato una caparbietà, una ostinazione ed un ottimismo che li ha portati a scegliere la speranza incarnata da un giovane uomo di colore, che si è presentato a loro dicendo che lui ha parenti sparsi su tre continenti.

Queste foto, questi volti, saranno rivisti e ricordati nei tempi a venire, come oggi noi vediamo le folle che celebravano la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Qui la fine è ancora lontana, ma oggi possiamo avere una speranza.

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Pubblicato il 2 maggio 2011, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Ti rispondo con una citazione di un grande americano. Lui sì, non quelli che ieri esultavano per le strade. Questi ultimi, per me, rappresentano la parte peggiore dell’America.

    “I mourn the loss of thousands of precious lives, but I will not rejoice in the death of one, not even an enemy. Returning hate for hate multiplies hate, adding deeper darkness to a night already devoid of stars. Darkness cannot drive out darkness: only light can do that. Hate cannot drive out hate: only love can do that.”
    ~ Martin Luther King, Jr.

  2. Se non ho compreso male quelli che ieri esultavano sarebbero la parte peggiore dei nordamericani perchè se fossero la parte migliore avrebbero fatto delle veglie per la morte di Osama?
    Quando leggo messaggi come quello di Marco ho sempre la sensazione che per alcune persone gli unici americani degni di rispetto siano sempre e solo americani morti.

    Luigi

  3. Io mi meraviglio solo che qualcuno creda davvero a questa bufala della morte di Osama e ci spenda commenti e discussioni. E mi chiedo anche, dopo dieci anni di mistificazioni, propaganda e menzogne sull’undici settembre e oltre, che altro debba accadere ancora perché le persone, in un sussulto di dignità, capiscano finalmente di essere quotidianamente presi per il culo e smettano di abboccare a qualsiasi scemenza venga vomitata a livello planetario dai cosiddetti “mezzi di informazione”.
    Saluti scettici.

  4. A me, quelli che esultano nelle strade per la morte di Bin Laden, ricordano ne più ne meno le folle che l’undici settembre esultavano a Gaza, al Cairo, a Damasco o a Teheran. Credono forse di avere fatto un passo avanti?

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