Fino a quando…

Fino a quando l’idea di socialità gay sarà quella di andare a rintanarsi nella strada gay o nel villaggio gay, dove al chiuso e al protetto si può fare tutto quello che si vuole (che, diciamo, non è esattamente che si vada al villaggio gay per prendere un succo di frutta e vedere le stelle, anzi fortuna che ci sono i boschetti nei paraggi per consumare l’ammmore); fino a quando le cosiddette associazioni gay saranno dei paraventi fiscali per far pagare meno tasse a chi chiede un sacco di soldi per l’ingresso alle suddette; fino a quando ci sarà questa idea che la socialità gay vada vissuta al chiuso, in spazi controllati e protetti, dove si può fare tutto, come contrappasso al fatto che fuori non si deve fare niente; fino a quando i gestori di queste attività commerciali, che fanno guadagnare milioni di euro l’anno, saranno responsabili di un business e quindi legati alla concessione di favori politici; fino a quando queste attività non saranno così libere da poterle chiudere per protesta; fino a tutti questi quando, non vi stupite che all’apertura del Gay Village c’è qualcuno fuori che aspetta con le mazze e i bastoni; che se tu organizzi la tonnara e ti vesti da tonno, è proprio previsto che fai una brutta fine.

Veramente, seriously, non mi rompete il cazzo con l’idea di tolleranza, con l’idea di essere liberi, con quanto è bello il Gay Village, con quanto gentile è Imma Battaglia, con quanti soldi dona alla causa gay, perché anche nel farsi fottere bisogna provare una certa temperanza.

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Pubblicato il 29 giugno 2011, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Contemporaneamente, finché ci saranno quelli che ti aspettano con il bastone, un certo numero di locali in cui puoi tener la mano alla tua dolce metà senza attirare l’attenzione sarà naturale.

    Poi bisogna anche uscire dal Gay Village (di Roma e non) e far casino. Ma ogni tanto un po’ di quiete per sé la si vuole.

  2. non è vero! ci sono state diverse aggressioni in pieno centro, per strada. una recente al pigneto. una a siena a piazza del campo. una a milano in zona duomo.
    e poi scusa, se uno vuole menare uno che vota Pd, logico che lo aspetti fuori della sezione del Pd. ma non è che per questo diciamo che il problema è che quelli del pd si riuniscono sempre in questi postacci!

    • Il parallelo non regge perché quelli del PD non vengono menati all’uscita delle loro sedi (vengono “penati” casomai).

      Sulle aggressioni che avvengono non ho niente da dire; io parlo dei comunicati a mezzo stampa, che hanno margini di verità da esplorare.

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