Non è manco fastidio o voglia di tirarsela

La dinamica relazionale risulta sempre questa: conosco qualcuno, il qualcuno è molto, abbastanza o comunque un po’ interessato a me, mentre io molto poco, giusto buono per un’uscita serale o direttamente nel letto, quindi dopo una, due o tre settimane di varie combinazioni di uscite e passaggi diretti il soggetto in questione comincia a capire che lui pensava fosse amore, magari in un angolo del suo cosciente realizza che gli avevo ben detto che non avevo nessuna voglia di avere una relazione che mi leghi a Roma, a quel punto la proiezione che ha fatto su di me si sfascia; peraltro l’addio avviene in modo così mediato che manco è un addio, tipo nessuno dei due cellulari che squilla, nessun messaggio da nessuna parte, e la cosa mi lascia un senso di ineluttabile ovvietà per cui manco capisco da cosa nasca il dramma, tutto altrui (il dramma c’è, prima o poi la rabbia altrui e la frustrazione emergono tutte, manco me ne fregasse qualcosa di starli a sentire, peraltro). Sono io che non contribuisco per niente a creare un pathos dell’addio, lasciando l’altro a parlare da solo.

E’ un fenomeno di restringimento, cioè queste persone che conosco manco arrivano ad avere una voce che li identifichi per nome e cognome in rubrica telefonica, manco conoscono il mio cognome, non sanno che ho un blog, insomma diventa proprio un così è se vi pare, e se non vi pare ciccia; i nomi stanno tutti nella stessa sezione della rubrica del cellulare perché così faccio prima a cancellarli, e non hanno mai fatto il salto per cui da nome+nick diventano nome+cognome.

L’ultimo personaggio s’è offeso perché avevo deciso di andare in vacanza a Barcellona, città che ho scelto anche per la sua vita gaya, e dopo un suo attento lavoro di intelligence su un mio profilo in un sito di annunci mi ha comunicato che non sapeva che avessimo concordato d’avere altri partner durante le vacanze.

Io manco mi sono urtato per la mancanza di fiducia e l’indebita indagine; manco gli ho risposto che, di mio, non sapevo che avessimo un accordo di qualsiasi tipo; tantomeno gli ho precisato che non è che aspettavo le vacanze per fare quello che mi pareva: perché sarebbe stata una fatica inutile e uno scocciarsi, un dare importanza ad un comportamento generato da una proiezione che, appunto dandogli importanza, diventava un elemento reale, e io credo di essere assai inabile ad ospitare proiezioni altrui in questi tempi, e vorrei continuare così.

A me, più passa il tempo più tempo ci vuole perché una persona mi possa conquistare, e tutta la frenesia dell’ora e subito, del ci conosciamo Lunedì e per il fine settimana stiamo già insieme mi pare una cosa comica, del tutto avulsa dalla mia attuale sensibilità; mi pare solo di essere circondato e di entrare in contatto con persone che in qualche modo si devono pur riempire la vita.

Mi si dirà: se è così, è anche perché non hai conosciuto una persona che ti ha fatto battere il cuore, e forse è anche perché non vuoi trovarla e non senti di doverla trovare qui ed adesso, perché pensi che sarebbe riprovare a mettere in piedi uno schema relazionale che hai già vissuto e che va archiviato senza rimpianti.

Ma sì infatti, lo penso pure io. Quello che mi lascia perplesso è che gli altri spesso non lo capiscano; si sentono di dover assolutamente avere una relazione (visto anche che fornisce il maschio nel letto in pianta stabile, elemento che pur qualcosa vale) per sentirsi impegnati, e io invece mi sento soffocato all’idea del dove andiamo nel prossimo settimana quando ci vediamo ciao ti ho mandato un messaggio non mi hai risposto.

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Pubblicato il 9 luglio 2011 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 10 commenti.

  1. Illuminante ma un po’ triste…
    Sicuro di non inviare messaggi contraddittori?

    Comunque ti garantisco che il colpo di fulmine esiste, e se incontri qualcuno che ti interessa davvero, bastano anche solo 5 minuti. E parlo per esperienza personale :)

  2. Cambiare psicoterapeuta, no?

    • Questa me la devi spiegare, sono molto curioso di sapere cosa trovi di così insalubre nel mio comportamento per suggerirmi di cambiare psicoterapeuta (non dico nemmeno quali siano i tuoi titoli per avanzare tale proposta, sono sicuro che li avrai).

  3. Scrivi da persona che non sta bene con se stessa. E’ da un po’ che ti seguo, non sei un ragazzino, dovresti essere più consapevole di te stesso. Ma il tuo io pare poggiare su basi un po’ fragiline.

  4. Nel tuo caso è psichiatria. La psicologia non ti serve più.

  5. Un po’ strano sembra anche a me questo post… Sicuro di stare bene Paolo?

    • Più che altro, sicuro che ci conosciamo? Perché il tuo tono suggerisce una consuetudine che non mi pare esista, ne potrebbe certamente esistere dato il tuo tono.

      Però mica sfuggo la domanda: io non sto bene, ma molto oltre, il mio equilibrio psichico è certificato. Parlaci ora del tuo, Jolly, che stiamo tutti in ansia :D

  6. “il mio equilibrio psichico è certificato”. HAHAHAHAHAHAHAHHA!!!!

    Direi che ci possiamo fermare qui. Basta leggerti, e capire che la “certificazione” ce l’hai nella testolina tua ;)))

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