La solita tentazione mercatista del PD, che condanna al fallimento

Quello che avviene sui mercati finanziari è semplicemente lo scontro tra i poteri finanziari e quelli politici, con i poteri politici in affanno. Avendo scritto tutto questo negli ultimi anni, a parte sottolineare per l’ennesima volta che la crisi economica non è ancora cominciata, vorrei guardare un po’ il contesto e anche un po’ in avanti.

Sentire dire da un esponente del PD che anche i mercati votano, e che i mercati hanno sfiduciato Berlusconi che quindi se ne deve andare, mi fa rabbrividire.

Perché, intanto, Berlusconi ha accettato le elezioni e le ha vinte, che ci piaccia o no, mentre la grande finanza risponde solo a se stessa. Poi perché la suddetta grande finanza se ne frega altamente della condizione dei più deboli, ora non penso che Berlusconi sia uno che si spiaccia più di tanto, ma rimane comunque una persona e non un ircocervo, sempre a differenza dei poteri autocrati e senza volto.

Inoltre, perché l’Italia in questo scontro ci è finita in mezzo per la sua debolezza, non per la sua forza; non è un caso che ogni volta che in Europa qualcuno prova a regolare, anche timidamente, i poteri finanziari, dalle agenzie di rating ai fondi speculativi, poi subito si scateni una tempesta; e guardate che per far scendere parecchio l’indice di una borsa come quella di Milano ci vogliono manone esperte, ma sono cose che si sono sempre fatte, senza dover introdurre la categoria del giudizio definitivo.

Penso, da un po’ di tempo, che la battaglia per l’euro si combatterà in Italia, perché solo se l’Italia rimarrà nell’euro allora questa sarà una moneta con un’ambizione unificante e di prospettiva mondiale, altrimenti sarà una comoda intesa franco-tedesca, con i francesi peraltro in affanno. Però è da provinciali pensare che il tema in discussione, oggi, sia Berlusconi che è cattivo, Tremonti che è buono però gli impediscono di fare le cose giuste e allora facciamo il governissimo.

Qui la questione è cosa vogliamo fare di un capitalismo che ha perso la sua spinta propulsiva, che aumenta solo le diseguaglianze, che ha generato dei mostri che non si riescono a controllare; qui il punto è se pensiamo che, di fronte ai tagli allo stato sociale che imperverseranno in Europa nei prossimi anni, le società europee se ne staranno buone o ci saranno le rivoluzioni; qui il punto è decidere se vogliamo uscire dal debito o se abbiamo accettato senza nessuna critica e nessuna riflessione storica il mantra che il debito pubblico vada sempre pagato; qui la questione è se vogliamo spostare risorse dalla rendita parassitaria alle nuove generazioni, che sono allo stremo, tirano a campare e si adattano a qualsiasi lavoro pur di sopravvivere, solo che un giorno si incazzeranno e allora scorrerà il sangue.

Su queste cose, il PD che pensa? Oppure sono talmente coglioni da credere che i mercati siano loro alleati?

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Pubblicato il 12 luglio 2011, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. A me fa paura questo capitalismo morente, fondato ormai solo sulle economie emergenti, le uniche che continuano a crescere). Faro’ un post sulla bolla immobiliare in corso in Australia, alimentata dalla Cina in primis.

    Se esplode la Cina casca il mondo intero, si salvi chi puo’.

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