Barcellona/ C’era un cinese

Senti cinese, io te rispetto, tu sei un grande erede d’un grande impero. Sei l’erede de una curtura millenaria, ao’ ammazza se nun so’ forti i cinesi, tutti i samurai i vasi Ming, a muraja cinese, ‘anvedi ‘sti cinesi. Io proprio te rispetto cinese, la via della seta e qua me so’ pure comprato i coltelli che vendono in televisione fatti come quelli degli antichi guerrieri cinesi. Perché vedi cinese, io te rispetto, te e la tua grande curtura e il tuo grande popolo, ammazza quanti sete cinesi, e tutta la robba mejo viene dalla Cina.

Però, cinese, guardame dritto nelle palle degli occhi e lassate fa’ una domanda, sempre con grande rispetto cinese, te e il tuo grande popolo e la tua grande nazione.

Ma me devi dì una cosa, cinese. Tu, esattamente, perché al buffet dell’albergo, quando hai deciso che te volevi magnà er prociutto, bono er prosciutto vero cinese? ammazza quanto sete forti, perché quando te sei voluto da magnà er prociutto, perché cinese te sei alzato, e con la tua grande sapienza millenaria in fatto de armi, hai preso er prociutto e te se messo a tajallo de lato, e non da sopra dov’era già che iniziato, e tu capisci cinese che ce sarà stato un motivo, tu cinese e il tuo grande popolo de guerrieri.

No che poi nun solo te sei messo a tajà de lato, ma j’hai fatto pure er buco a quel prociutto, che è arrivata la cameriera e n’artro po’ se mette a piagne, tu cinese sei un uomo cattivo, me fai piagne la cameriera e me lasci senza prociutto, che dar giorno doppo hanno messo un salamino e gnente più prociutto. Ma secondo te cinese, tu che hai una curtura de millenni dietro le spalle, che relazione ce sta’ tra la fetta de prociutto e er prociutto propriamente detto? Nun te’ v’è in mente che essendo che quella fetta c’ha una certa dimensione, nun po’ esse che esse da venì da sopra, e nun der lato che verebbe, ner caso, una fetta de prociutto bona pe’ foderacce er divano de casa che c’hai a Pechino?

E te ne sei tornato ar posto tuo, facendo finta de gnente, perché tu cinese me sa che sei ‘nsacco paraculo. Dimme cinese, che me sbajo cinese?

E già che ce sto’ cinese, te vorei dì ‘na cosa, a te e ar grande popolo dei grandi vasi Ming: quelle so’ COTICHE! Nun se magneno! Se fanno co’ li facioli! A cineseeeeeeeee!

 

 

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Pubblicato il 15 agosto 2011, in Preferisco ridere con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. miticoooo! :-)
    a Tarifa un cinese al tavolo accanto a fatto un rutto a chiusura pasto che la signora cinese di fronte a lui aveva i capelli a tubo!

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