Gli alberi che danno frutti

Per una serie di motivi psicofisici, avevo la positiva sensazione che queste vacanze fossero state particolarmente rigenerative.

Poi negli ultimi giorni ho cominciato a chiedermi dove si fermasse questo meccanismo, che viene sempre scatenato in me dal visitare un paese o una città diverse dal mio quotidiano vivere; se cioè è un meccanismo che spazza via solo le cose di cui posso liberarmi o se è un meccanismo per azzerare tutto, vedere qualcosa di nuovo, lasciarsi ammaliare ma poi non andare mai oltre.

Pensavo molto di più alla prima ipotesi che non alla seconda, e giusto per aiutarmi a vederla così oggi si sono verificate quelle serie di coincidenze che in certi giorni si verificano in modo così continuativo che diventano quei giorni che io chiamo di cuspide, in cui la realtà si scuote per inviarti un messaggio.

Tutto quello che è successo oggi, 29 Agosto, è riconducibile a quanto accaduto in un breve arco temporale, che va dal 30 di Dicembre al 1 di Gennaio di quest’anno, ne è la perfetta spiegazione e conclusione, come appunto si deve alla conclusione di un ciclo.

La prima cosa accaduta in quei giorni è stata che ero al lavoro, sono arrivato fino al 30 Dicembre per una urgenza, mi sono dovuto occupare di una cosa di cui non sapevo niente e questo ha significato lavorare insieme ad un collega che ha molto apprezzato il mio impegno, ed è nato un rapporto di grande cordialità.

Metto da parte un attimo il collega per dire cosa è successo dopo. Questo lavoro mi causò uno stress piuttosto grande, per cui mi venne una febbre intestinale, e saltai la festa di Capodanno. Una festa a cui ero stato invitato in quanto frequentavo all’epoca un tipo, e una festa in cui una coppia fece una brutta litigata, anche propiziata dai presenti.

Quando poi ci fu la rottura con questo tipo (la chiamo rottura per comodità) la cosa che più mi spiacque fu proprio che non sarei rimasto in contatto con questa coppia, però mi rassegnai agli eventi.

Bene, questi due elementi (che sono legati da causa ed effetto) oggi si sono ripresentati, proprio risolvendosi.

Nel senso che il collega mi ha portato una specialità alimentare, che gli avevo chiesto, dalle sue vacanze. Poi, oggi è il compleanno di un mio amico, allora per fargli un regalo sono andato in un certo centro commerciale e ho scelto di regalargli anche il DVD di un film che all’epoca vidi proprio con il tipo, e che al tipo piacque per niente (giudicato lento, detto da uno che poi in quanto a velocità non era un fulmine di guerra).

All’uscita dagli acquisti, ho incrociato per caso proprio quella coppia! Siamo stati a chiacchierare un po’ (manco sapevano della “rottura”, io le ho rassicurate sulla scarsa rilevanza degli avvenimenti) e questa volta ho dato loro il mio telefono, così potremo rimanere in contatto.

Uno direbbe che è “curioso” che due eventi che si sono incrociati così per caso si incrocino nuovamente oggi. Ma io non credo alle coincidenze quindi non parlo di “curioso”.

Penso invece che sia stato un forte meccanismo inconscio che mi abbia voluto rendere chiaro come le cose importanti che facciamo e i contatti che creiamo, se sono fatti con la giusta disposizione d’animo, sono alberi che prima o poi danno frutti. Che quindi in questo senso espormi e lasciarmi contaminare e trasportare via dal prossimo viaggio è un modo per seminare nuovi frutti, per tornare sì cambiato ma in realtà più simile a me.

Pubblicato il 29 agosto 2011 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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