Aldo Busi, di nuovo sull’outing, e ce ne è come sempre bisogno

(io, veramente, preferirei occuparmi d’altro, giusto perché mi piacerebbe pensare che il mondo gay italiano fosse in grado di fare un minimo di elaborazione culturale sulla questione e si liberasse dell’omofobia interiorizzata che scorre invece potente in esso; dico che preferirei perché è una inutile ed amara illusione, e di gay che condannano l’outing di queste merde ho perso il conto)

 

Aldo Busi per Dagospia

Ogni commento-tipo negativo e precisino sull’inutilità o beceraggine o mero gossip dell’outing e sul rispetto per quella sacrosanta scemenza chiamata “diritto alla privacy” che dovrebbe far venire il vomito anche al comune cittadino, figuriamoci a un uomo pubblico; ogni commento-tipo dall’interessato snobismo o pelosetto garantismo contro l’outing che è stato appena fatto in Italia per la prima volta, ma meglio-tardi-che-mai; ogni commento-tipo di sufficienza con attoriale alzatina di spalle a borderò è così poco logico nello sviluppare nel tempo ciò che contempla logicamente un’emotività una volta additata al disprezzo della piazza, “incolpata” e messa alla gogna del ridicolo e della discriminazione “a prescindere”, e non tiene conto del risultato raggiunto contro questi politici suppostamente dalla doppia vita e di sicuro omofobi (e contro quelli in riserva per la lista a venire, già in linea di partenza, spero): provare la paura e il senso di minaccia e di ricatto pendente che hanno fatto provare a milioni di altri cittadini rovinandogli l’esistenza della semplice e unica vita che conducono e che hanno.

Lo spirito di sana e dovuta vendetta tira un sospiro di sollievo nel sapere che ora anch’essi sono sotto la stessa lente d’ingrandimento, e deformante, con cui hanno focalizzato e bruciato tante vite altrui per farsi belli e pararsi il culo, che ogni loro spostamento, prenotazione di camera d’albergo, fine settimana per un’imprevista sessione di lavori extra, e persino sguardo, sculettamento, sorriso forzato, camicia a fantasia, doppiopetto troppo insistito, trucco di disinvoltura alla faccia di tolla machista che portano in giro verrà monitorato e passato al setaccio senza più alcuna garanzia di omertà come prima;

è civilmente consolante sapere che l’omofobia in Italia non resterà mai più impunita, siano essi gay o no o puttanieri di trans e poi mariti e padri di comodo; io non credo che le loro vite “private” non siano state sconvolte o almeno scombussolate un bel po’, malgrado la complicità delle mogli o dei trans o dei marchettoni di alto bordo, tutta gente prezzolata, su cui possano contare, e se scricchiola l’impalcatura lì, comincia a venire giù anche parecchio del resto carrieristico ideologico che li ha fatti salire finora impunemente;

da quattro giorni, per l’appunto, gli untori sono stati unti: è una gran bella lezione, un avvertimento a chi si prepara a fare l’untore per fare carriera politica (per esempio, a quanti votano leggi contro la droga e la prostituzione e poi sono i primi pusher/tossici e puttanieri).

Sanno che da oggi l’omofobia rischia di diventare agli occhi dell’opinione pubblica, che vota, un crimine da delinquenti senza risorse e già un po’ dementi di troppo anche per fare i parlamentari o i ministri, che quella vacca grassa è smunta per sempre e che forse è meglio non insistere o magari a qualcuno verrà in mente un’idea un tantino più macabra, alla quale do fin da ora il mio grato plauso.

Per ora, sommando l’odore dei peti per aria, sono stati solo rose e fiori, o ex bellezze al bagno.
Aldo Busi

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Pubblicato il 26 settembre 2011, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Fantastico Aldo.

  2. m’ero perso questi interventi di Aldo Busi su questo tema, dopo aver visto la lista di nomi, senza grandi sorprese (vista la vox-populi gaya) tranne per alcuni che mi erano del tutto sconosciuti, ho letto qualche commento in proposito qui e là dove se ne parlava.
    Premetto che la penso esattamente come Aldo Busi, mi ha lasciato perplesso leggere i commenti di tutti questi “difensori della Privacy” un tanto al kilo, che prima si sperticano in lamentele per la presunta violazione della privacy, e poi pretenderebbero che si pubblicassero a sostegno della lista prove documentali quali foto, video eccetera che comporterebbero, queste si, una vera violazione della privacy passabile di querela.
    Se uno qualsiasi delle persone della lista si sentisse diffamato potrebbe semplicemente fare querela, contro ignoti al momento, ma non mi pare che nessuno di loro l’abbia fatto perché questo comporterebbe il rischio, in un secondo momento, di far uscire proprio quelle prove documentali a sostegno della fondatezza di quanto suggerito dalla lista.

    E soprattutto, non vedo perché dobbiamo preoccuparci di usare sempre le buone maniere quando queste persone ci prendono a pesci in faccia tutte le volte che lo vogliono, in tanti modi diversi.

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