Cominciamo a fare pulizia

Giusto per sottolineare che ho tolto il blog di Leonardo dal blogroll, per manifesta omofobia.

Perché, se nella discussione sui pro e sui contro della lista outing, mi devo sentire fare l’esempio che uno come me, il giorno che Leonardo si candidasse in circoscrizione, gli chiederebbe pure la colonscopia, come a dire che in fondo sempre froci siamo e sempre al culo pensiamo (capito? la colonscopia, mica le analisi del sangue o il voto di maturità), beh – a parte fargli presente che ho avuto a che fare con culi che erano opere d’arte, degni di ogni venerazione, tanto per rassicurarlo sul fatto che lui può dormire sicuro – mi passa la voglia di fargli anche quella poca pubblicità che posso.

L’unica cosa pietosa è che certe cose sono scritte in italiano, lingua che fuori d’Italia, misericordia, non parla quasi nessuno.

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Pubblicato il 26 settembre 2011, in gay con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Paolo, va bene pensare sempre al culo, ma il feticismo delle colonscopie è una cosa di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza. Ho parlato di colonscopia perché è la cosa più intrusiva che si possa fare a un corpo umano cosciente, secondo me. Poi il giochino di vedere omofobia in qualsiasi cosa secondo me ha stancato da un pezzo, ma il blogroll è il tuo, e io cercherò in qualche modo di sopravvivere.

    • Sì sì, il feticismo delle colonscopie…

      Sai quale è la cosa più intrusiva che si può fare ad un corpo umano? Calpestarne la dignità. Come fai tu con i tuoi esempi, che certo tu li fai per dire, lo sanno tutti che tu mica sei omofobo. Solo che non riesci mai a dimostrarlo, diciamo.

  2. Guarda, io sulla faccenda ho solo una critica: troppi nomi (si perdono nel rumore di fondo), troppe poche prove – ma perché con le prove la cosa sarebbe stata più incisiva, non altro.

    Però è anche ora che i gay italiani inizino a usare l’opzione “nucleare” dell’outing. Perché sì, forse senza ce la possiamo fare – ma a costi immani.

    Giusto oggi discutevo con una conoscente (inglese di madre italiana, etero e “straight ally”) dello stato dei diritti gay in Italia. La sua prima domanda è stata “dov’è la sinistra?”. Quando le ho raccontato dei parlamentari di sinistra che hanno boicottato la legge Concia per non scontentare i cattolici si è messa le mani nei capelli.

    E per tutti quelli che parlano di “correttezza”, mi viene in mente un passo di “Guerra e Pace” di quel noto guerrafondaio di Lev Tolstoj ;-), in cui si immaginano due duellanti – il primo si mette in posizione, il secondo lo prende a randellate; il primo pretende di aver vinto perché ha usato le regole, il secondo ha vinto perché è l’unico ancora in piedi. Tolstoj sostiene che il secondo è quello che ha ragione. Va bene, lui parlava della guerriglia russa nelle guerre napoleoniche: ma il paragone secondo me regge anche nel caso presente…

  1. Pingback: Sulla faccenda dell’outing. | resto del mondo

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