Beni sostitutivi

Sarà e sicuramente è che proprio quando esci da una seduta di terapia e stai sottosopra, allora vuol dire che la seduta è stata efficace. Ma così sottosopra, mai stato. Nel senso che, oltre ad alzare la voce durante la seduta stessa, sono stato i due giorni successivi circa a parlare da solo, tanto era altissima ed evidentissima l’incazzatura.

Ma tanto alta da dirmi che se è così non ho intenzione di continuare, che se devo pagare per sentirmi trattare così preferisco starmene a casa a rincoglionire davanti alla televisione, e che nella mia terapia si parla di quello che voglio io, senza giudizi e pregiudizi morali, sessisti e sessuofobi.

Perché anche che uno dovesse cavare un dente, non è che cavarlo senza anestesia sia un modo migliore di procedere. Sopratutto perché se poi uno ci prende il vizio, a cavare i denti in questo modo, poi ottiene che uno cambia dentista. A me pare che ci siamo spinti veramente troppo in là.

Poi magari l’incazzatura mi passa; di sicuro, se non conoscessi la mia terapeuta ormai da anni, e avessi visto uno spettacolino così con chiunque altro, avrei salutato e cambiato clima, io voglio prima essere compreso, poi aiutato e solo in fondo, se proprio serve, giudicato; che discutere degli effetti dei miei problemi e non delle cause mi pare un modo da fare ad cazzum.

Comunque, ho sublimato l’incazzatura comprando un prosciutto intero (un prosciutto di montagna spagnolo) da 7 kg: costa esattamente come una seduta di psicoterapia, ma almeno me lo mangio.

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Pubblicato il 26 novembre 2011, in Fatti miei con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 9 commenti.

  1. ho sublimato l’incazzatura comprando un prosciutto intero (un prosciutto di montagna spagnolo) da 7 kg: costa esattamente come una seduta di psicoterapia, ma almeno me lo mangio.
    —–
    Mi pare sano.

    Quando ero in chemioterapia, a ogni pasto saltato o ridotto ai minimi termini qualcosa andava nel “fondo-ristorante”: e alla fine della terapia mi sono fatta una cena in un tre stelle Michelin.

  2. uh. io uso il san daniele come antidepressivo. questo non credo lo sapessi (ancora).

  3. Rimango basito dal fatto che qui, pur trovando ogni tanto dei post con riflessioni sugli andamenti economici mondiali non banali e anzi qualche volta illuminanti, si parli di prosciutto spagnolo di montagna, invece di sostenere l’asfittica economia nazionale.

    Per scrivere questo commento ho avvicinato con troppa foga la mano alla scrivania colpendone lo spigolo. Ora mi dolgon… mi duolgon… mi doglion… mi fanno un male cane i diti.

    • A parte che la Spagna sta messa peggio di noi, e in Europa ci si aiuta tutti (capito Frau Merkel? Che poi quando la Cina farà il botto, vedi se non ti farà comodo avere un mercato europeo); ma la mia psicoterapia per quanto costosa, non è così costosa da consentirmi un intero prosciutto di Parma :)

  4. I prosciutti spagnoli sono pieni di nitrati. Meglio la seduta. O almeno Parma e San Daniele forever :)

    • Il mondo dei prosciutti spagnoli è molto variegato, ho assaggiato cose deliziose e altre molto più popolari; questo mi pare discreto, più buono di un nostro medio prosciutto di montagna.

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