La Gatta Morta

Nel variegato e già sufficientemente rutilante mondo gay, particolare spazio ha il più famigerato e pericoloso dei suoi abitanti: la Gatta Morta.

Più fastidioso di un’epidemia di piattole geneticamente modificate per essere simili a sanguisughe e secernenti cianoacrilato, letale come la Morte Nera di Guerre Stellari, adorabile come la carta vetrata al posto della carta igienica, la Gatta Morta è il flagello contro chiunque, prima o poi, si trova a fare i conti.

Alcuni, fortunati, riescono a scansarla, altri invece hanno la sfortuna di trovarsela costantemente attaccata ai coglioni, senza nessuna possibilità di un distacco naturale: se va bene si porta via un pezzetto di pelle, in una zona peraltro sensibilissima già di suo.

La Gatta Morta è identificabile da due proprietà: nessuna Gatta Morta sarebbe tale se non le avesse.

La prima proprietà è “sai, sono fidanzato”, tutto declinato in una serie di varianti via via rafforzative (ad esempio, parla del suo “lui”, del “marito”, del “compagno con cui ho un progetto di vita”) e la seconda è, semplicemente, la fame di cazzo, veicolata in modo però molto più indiretto.

Nessuna di queste due proprietà sarebbe particolarmente significativa in sé; è la combinazione e continuo rimescolamento che la Gatta Morta esercita per sua intrinseca natura a renderla simpatica come un felino attaccato con le unghie al sacco scrotale.

Sostanzialmente, qui non si parla del più o meno sentimentalmente impegnato che cerca la scappatella; la Gatta Morta è quello che sempre promette, promette, seduce, si avvicina, perché vuole essere sedotto, vuole essere rassicurato che se casomai decidesse di cambiare aria troverebbe qualcuno.

Ma tutto questo richiede che il qualcuno (che, nella testa della Gatta Morta, è uno fortunatissimo ad essere stato scelto) si presti rigidamente al copione. Perché alla Gatta Morta non interessa conoscere qualcuno, per nessuno motivo, se non per convincersi che per lei una possibilità c’è ancora.

Così, qualsiasi cosa voi diciate, sappiate che andrete incontro ad una reazione isterica. Badate, una reazione isterica sempre camuffata, perché la Gatta Morta sa che se esplodesse tutti direbbero: poverina, si vede che non è felice con il proprio fidanzato/lui/marito/compagno di progetto ecc… Invece lei è felice perché sa amare.

Però, nel contempo, la Gatta Morta non può nemmeno non esporsi, visto che la fame di cui sopra è un altro suo tratto distintivo.

Il risultato, è che qualsiasi comunicazione voi avrete, sarà destinata a scontrarsi contro un covo di isterismi faticosamente trattenuti.

Vediamo un esempio. Supponiamo che voi, durante una conversazione, ve ne usciate con un “Ci prendiamo un caffè?” e che la Gatta Morta vi dica “No guarda ho gli operai in casa”. Vedete già che la Gatta Morta sta già pensando che voi non volevate prendere un caffè ad un bar, ma circa essere serviti a letto (il suo) dopo una notte di passione (si sa, in fondo la Gatta Morta è romantica. Solo che non ha elaborato il processo romantico e ha un’idea di relazione da romanzo Harmony). Allora voi gli dite “Pensavo di prenderlo al bar in effetti, magari mi inviterai a casa una prossima volta”, e la risposta (sottilmente sprezzante) diventa: “Ma scherzi?? C’è il mio compagno/fidanzato/ecc… a casa!”

Come si può notare, qualsiasi risposta voi possiate dare porta sempre a quello: voi non potete che pensare di portarvela a letto (del resto, si sa, è bellissima, romanticissima e poi c’ha pure il fidanzato/compagno/marito ecc.., quindi lei sì che sa come si ha una relazione, cosa che la rende evidentemente pure più ambita) per cui voi non stavate proponendo un caffè, ma una penetrazione.

Allora, penserete voi lettori, basta lasciar perdere che la cosa finisce lì. Ennò no no no, la Gatta Morta non accetterà lo smacco; o meglio, visto che ha fatto passare il principio che voi in realtà la stiate sognando la notte, tornerà all’attacco alla prima occasione. Sempre, senza essere invitata. Che, in fondo, voi siete sempre dei personaggi secondari nel suo spettacolo.

Così, potrebbe arrivarvi la proposta di, chessò, andare in palestra insieme. Ora uno potrebbe pure chiedersi perché il caffè non vada bene e la palestra sì (in fondo, se il tuo ragazzo è così tanto geloso, forse non dovresti invitarmi a farmi una doccia con te), ma qui fareste già l’errore di non capire la natura schizoide della Gatta Morta: vi vuole invitare proprio per prendervi le misure (è anche il motivo per cui a prendere un caffè non ha voglia, mica si capisce quanto ce l’avete grosso da come girate lo zucchero nella tazzina).

Allora, voi pazientemente spiegate che non vi va, e la Gatta Morta si innervosisce: ecchè? Ti sto offrendo questa occasione unica e tu me la neghi? Ovviamente non dirà mai così, dirà sempre che no fare sport fa tanto bene (in genere, la Gatta Morta è una che in palestra ci va, a fare cosa non si sa, i muscoli sono usualmente assenti). Allora voi, ancora più pazienti, spiegate perché quella palestra non va bene, e la risposta sarà uno sprezzante: “Ma tu non ti rilassi mai?”.

Perché, avrete capito, la Gatta Morta va in palestra per rilassarsi. Anzi, per rilassssarrsssssssiiii. Siete voi strani che non ci andate. Anzi, avete qualcosa che non va se non andate in palestra con lei.

Anche qui, siete cascati ora nella stessa trappola di cui sopra. Se continuate a dire di no, allora siete voi che avete qualcosa che non va, come potete rifiutare un’occasione del genere? Siete asociali, antisportivi e pure privi di buon gusto, che in quella palestra “è pieno di boni” (chiaro il concetto di rilassamento della Gatta Morta? Vedere qualche tocco di maschio nudo, occhieggiare un po’, poi correre a casa dal marito/compagno/fidanzato/ecc…)

Se invece diceste di sì, peggio per voi. Perché, statene certi, comincerà ad avere impegni inderogabili e non rinviabili, quindi alla fine sarete voi che chiederete di andare in palestra insieme. Anzi, così deve essere, perché in questo modo si confermerà di essere ancora sulla piazza.

Peraltro, non è nemmeno da rispondere sì o no, visto che da un vostro cortese rifiuto è venuto un giudizio su di voi che nessuno ha chiesto. E guai a farglielo notare, che si è mai visto un attore che cambia la sua parte in commedia?

Così, cari lettori, sappiate che contro la Gatta Morta, purtroppo, non esiste rimedio. Dovete rassegnarvi alle sue smancerie, e l’unica cosa che potete fare è quella di liquidarla subito quando la incontrate, raccontate pure voi di improbabili fidanzati, gite, missioni di lavoro, servizi segreti, complotti alieni, quello che vi pare ma datevi sempre costantemente impegnati.

Dopo un po’, mai troppo poco, la Gatta Morta passerà le proprie attenzioni a qualche altro fortunato, che forse a differenza vostra capirà che IoSonoUnaPersonaChePuòAmareEdAma (tutta una parola).

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Pubblicato il 29 novembre 2011 su Fatti nostri, gay. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. mai troppo poco passerà le attenzioni a qualcun’altro??? e perché dovrebbe far passare cosi tanto tempo?

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