Le Idi di Marzo

Il governatore Mike Morris (George Clooney in una delle sue migliori interpretazioni) concorre alle primarie del partito democratico; è un candidato progressista, moderno, che vuole l’auto elettrica entro dieci anni dal suo insediamento per liberarsi dalla schiavità saudita, è per l’aborto, a favore dei matrimoni gay, è ateo e per la libertà di religione, anzi la Costituzione è la sua religione.

Nelle primarie in Ohio, si scontra contro il senatore Pullman, che potrebbe addirittura essere sostenuto dai repubblicani che lo preferirebbero nella corsa per la Casa Bianca, perché sarebbe un candidato battibile (in alcuni stati americani le primarie sono aperte e può votare anche chi non si è iscritto come elettore di quel partito; nelle elezioni del 2008 l’ultra-destra repubblicana di Rush Limbaugh fece una campagna perché i repubblicani fossero andati a votare, dove possibile, per Hillary Clinton, considerata una candidata assai meno difficile da battere di Obama).

Nella campagna di Morris, si scontrano le due personalità del capo campagna, Paul Zara (Paul Giamatti) e del giovane Stephen Meyers (Ryan Gosling) e i segreti, errori e bugie che i due si trovano a brandire l’uno contro l’altro.

Le Idi di Marzo è un film sulla perdita dell’innocenza nella politica, e anzi forse la perdita dovuta  all’ingresso dell’età adulta, come testimonia la storia della giovane stagista che finisce stritolata nei meccanismi feroci di uno scontro di potere a base di ricatti, tranelli e menzogne.

Non saprei dire se si tratti di un film con un intento istruttivo, visto che contro quel genere di coperture della verità come quelle operate dai presunti idealisti del film non c’è niente da fare, anzi la stessa giornalista del New York Times prenderà un granchio colossale.

Presunti idealisti assai più pericolosi dei pragmatici, e in questo il film mi fa molto pensare ad Un Americano Tranquillo di Graham Greene, e non credo di fare un complimento eccessivo al film, che anzi se li merita tutti, anche per alcune finezze di sceneggiatura (come per la risposta che Morris dà quando gli si chiede conto di cosa farebbe lui, contrario alla pena di morte, se la moglie venisse uccisa e si trovasse di fronte l’assassino: Morris dà la stessa risposta che diede un vero grande politico, Mario Cuomo: lo ammazzerei con le mie stesse mani, ma questo non può rendere legittima la pena di morte e due errori non fanno una cosa giusta).

Voto: 8

Annunci

Pubblicato il 28 dicembre 2011, in recensioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: