War Horse

War Horse è, intanto e certamente, un bel film, sul tema del coraggio. Se la storia è incentrata sulle vicende di un cavallo che a seguito dello scoppio della Prima Guerra Mondiale viene requisito dall’esercito inglese arriva tra Francia e Germania, il modo in cui i vari personaggi umani interagiscono con questo animale rappresenta tutte le possibili declinazioni del coraggio. Non tutte positive o eroiche, anzi anche fini a se stesse, irrazionali e folli, chiuse in un’etica che si può forse capire solo pensando al tempo di guerra, una guerra che viene vista con gli occhi di questi umani e con le loro piccole miserie e grandi gesta di coraggio.

Questo sarebbe bastato a farne un film esemplare, bellissimo e struggente, ampiamente da premio Oscar, grazie ad una sceneggiatura che è un orologio svizzero e degli attori molto capaci (bellissima la voce calda e profonda di Jeremy Irvine, che interpreta Albert Narracott, il primo giovane proprietario di questo animale, su cui scommette tantissimo della sua stessa vita; peraltro sono pronto a scommettere mie parti anatomiche a scelta che nel doppiaggio italiano sarà resa come la voce stridula di un ragazzino “che così il pubblico capisce che è giovane”).

Purtroppo, questo sarebbe e non è bastato perché poi siamo andati a sbattere contro la regia di Steven Spielberg. Il quale si deve essere ben stufato di fare il regista mettendoci tutto se stesso, e si accontenta di fare un bel film, con tutte le precisioni tecniche e stilistiche, ma in cui comunque manca quel salto epico che era invece già pronto e servito su un piatto d’argento. Sì, bellissime le scene finali, una notevole citazione di Sentieri Selvaggi di John Ford, ma stiamo sempre dalle parti del virtuosismo e non dell’intensità. C’è un bravo professionista alla regia, non un artista che può trasmettere qualcosa.

Non per negare troppo qualcosa al film, che rimane un bel film, con alcune splendide parti  come l’incontro tra i due soldati, verso la fine del film, descrive benissimo il clima incredibile e quasi inspiegabile che c’era tra gli opposti eserciti della Grande Guerra, non essendo affatto una licenza stilistica ma un atto di verità storica che viene reso credibile da una sceneggiatura elaborata da mani esperte.

Rimane un po’ di dispiacere, diciamo così, pensando quello che poteva essere; considerando che lo spettacolo teatrale a Londra è stato un successo clamoroso, e che un giorno in platea, confusa tra la folla che solo alla fine l’ha riconosciuta, c’era anche Sua Maestà Elisabetta II, e la critica si è sperticata in elogi infiniti.

Voto: 7.5 (e poteva essere 9.5, Steven mettiti a fare il produttore e lascia la cinepresa a chi c’ha più voglia di emozionarsi)

Annunci

Pubblicato il 7 febbraio 2012, in recensioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. In Italian c’è la voce da ragazzino “che così il pubblico capisce che è giovane”, da vecchio “così il pubblico capisce che è saggio”, da ragazza “che così il pubblico capisce che alla fine ci starà”, da amico “che così il pubblico capisce che è simpatico”, da nonna “che così il pubblico capisce che è tenera”, e così via… Si dà alla gente ciò che la gente vuole.

    • Io non penso che il pubblico americano sia pieno di raffinati intellettuali poliglotti e mitteleuropei con una formazione robusta sulla filosofia patristica, e in Italia c’abbiamo masse incolte, e di conseguenza non credo che sia “ciò che la gente vuole”.

      E’ più che il mondo dei doppiatori italiani è un mondo innanzitutto fatto di parentele, e in cui poi lavora chi in genere non era così bravo da poter fare l’attore, il regista o lo sceneggiatore, e allora cerca la dovuta compensazione, appunto convinto che il pubblico sia ignorante solo perché non ha capito che genio c’aveva davanti la macchina da presa, riducendolo a fare il doppiatore.

      Esempio da “Northern Exposure”, bellissima serie tradotta come “Un Medico tra gli Orsi” (capito, fa ridere, battuta spiritosa): “Guarda questo firmamento” diventa “Guarda il cielo”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: