Sul Pride

Sarà anche che, sballottato tra casa adottiva e casa putativa, seguo poco le notizie e quando torno su ho molte cose da fare, ma certo che una domanda mi viene proprio da pormela: ma del Gay Pride a Bologna, è fregato qualcosa a qualcuno?

Non solo le solite foto, solite facce, soliti slogan, solite provocazioni, ma questa volta anche meno del solito, un sostanziale disinteresse da parte dei media, anche quelli di bandiera come Gay.it che parlano di “migliaia alla manifestazione”.

Se quelli bisognosi di una legge sulle coppie di fatto sono milioni, il fatto che ce ne siano solo migliaia a marciare, per di più nel disinteresse assoluto, come può incidere sull’agenda pubblica?

Manco a dire che la politica è auto-referenziale, che potrebbero scendere duecentomila persone per il V-day che anni dopo seminano il terrore nella casta con il Movimento 5 Stelle, è che la capacità di parlare alla società italiana, come movimento gay, lesbo, bisex, trans, fate quel che vi pare, è del tutto assente.

Ci siamo fatti la festicciola tra amici. Bisogna radicalmente ripensare al messaggio che si vuole comunicare. E in genere, c’è un messaggio quando c’è una sorgente, uno che parla e lo emette. E l’uno significa che c’è una identità politica, qui quale identità c’è?

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Pubblicato il 10 giugno 2012, in Fatti nostri, gay con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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