Il vicino napoletano

Per vicino, inteso come uno che ti abita vicino, a Napoli si può intendere sia chi sta sullo stesso pianerottolo che, più interessantemente, chi abita dall’altro lato della strada. A parte alcune vie larghe come gli standard romani, il centro antico (da non confondere con il centro storico, che è propriamente quello dei Quartieri Spagnoli, a cui comunque queste considerazioni sulla strettezza delle vie si applicano anche rafforzate) è appunto fatto di strade mai troppo larghe (ci passano un’auto e un motorino affiancati), e in certi casi anche più strette (diciamo due motorini affiancati, con prudenza); questo fa sì che si crei una certa qual forma di vicinanza con chi ti abita di fronte.

In particolare, quando tu sei gay e davanti a te c’è questo bel giovanotto che se ne gira spesso in mutande per casa, la vicinanza è alquanto interessata.

Diciamo subito che è un bell’uomo, direi sui 30-35 anni, con i tipici tratti da maschio mediterraneo. A differenza di molti suoi concittadini, è piuttosto snello, direi anzi magro, con due spalle larghe e un fisico leggermente palestrato, quel tonico che si apprezza sempre. Moro di carnagione, poco peloso, l’ho conosciuto un giorno che l’ho visto che si rollava una canna: non direttamente, ma per il riflesso che c’era sul vetro della sua finestra, tanto per dire la vicinanza.

Questo bell’esemplare ha degli orari strani, mi sono convinto che faccia un qualche lavoro notturno, visto che spesso esce di casa sul tardi; non so quando rincasi, ma la mattina riesce a dormire, beato lui, anche alle otto o nove, quando il sole entra dalle finestre e la via comincia ad essere animata.

Qualche volta che ho aperto la finestra me lo sono trovato davanti, e i saluti si limitano purtroppo da parte sua a spesso un cenno del capo o ad un saluto formale quasi mormorato, io invece sono passato subito al ciao e anzi il caldo ha reso necessario andarmene in giro per casa in mutande, anche per saggiare le sue reazioni.

Se non m’è parso molto spiaciuto, manco si è mostrato mai troppo interessato, per cui spesso la dinamica è che io me ne sto in mutande in finestra, lui se ne sta in pantaloncini corti (quando fa meno caldo) o in mutande (quando fa più caldo), a circa tre metri di distanza l’uno dall’altro, lui sta in finestra parlando al cellulare, ma poi finisce così; ed io lo inviterei volentierissimamente a prendersi un caffè a casa mia. E non penso che mi vestirei per l’ospite, sarebbe un peccato anzi si mettesse comodo pure lui :)

Ieri, per esempio, era proprio in finestra, parlava al telefono (parla spesso in finestra), con questi pantaloncini simpaticamente un po’ calati sul davanti, giusto per vedere un po’ di pelo che spuntava. Giusto che non ero da solo, sennò avrei cominciato pure io a spuntare qualcosa :D

Mentre purtroppo, le nostre giornate vanno avanti in questo limbo di incomunicabilità, io che gli sfilerei volentieri quel poco che indossa e lui che rimane abbastanza algido. Non capisco quanto sia timidezza, quanto sia che vivendo in casa con il padre e quello che presumo sia il nonno (o forse uno zio) non si senta a suo agio a spingersi in avanti, quanto sia invece quella brutta cosa chiamata eterosessualità.

Che, di sicuro, non credo che lui mi pensi eterosessuale, visto che se mi ha mai visto in compagnia di qualcuno in casa non erano certamente donne.

Non so perché mi piaccia così tanto. Penso che se lo vedessi in palestra lo troverei semplicemente un ragazzo carino, ma non ci sbaverei tanto come faccio adesso; forse è l’idea che sia così vicino eppure così lontano, che se ne stia a dormire a pochi metri da me probabilmente in mutande, insomma tutto il quadro di vederlo ma di non averlo che lo rende intrigante, di un desiderio che probabilmente non verrà mai appagato e che se invece lo fosse, finirebbe subito.

Certo che se oltre a lui, nel palazzo di fronte, ci fossero altri bei giovanotti… e invece è l’unico caso di interesse. Poi ovvio che si fissa.

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Pubblicato il 23 luglio 2012, in Fatti miei con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. ahaha fantastico! ma perché non scrivi più spesso? mi mancavano i tuoi racconti! ma di questo baldo giovine mediterraneo in abiti succinti manco una foto? =)

  2. My dear, non hai più 15 anni, te lo ricordi, vero? ;-)

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