L’umanità napoletana

Qualche giorno fa stavo comprando sfogliate in un celebre negozio di Napoli, quando s’è sentito un urlo provenire dalla strada. Io e il commesso siamo usciti e a circa una decina di metri dal negozio abbiamo visto una certa concitazione che faceva perno su un gruppo di donne, una carrozzina, un neonato e una bambina piccola.

Abbiamo abbastanza capito che la carrozzina, per il fondo non perfettamente connesso della strada, s’era parzialmente scombinata, e il neonato sarebbe caduto per terra a faccia in giù, se la bambina piccola non l’avesse ripreso all’ultimo.

Il commesso allora ha fatto entrare la combriccola nel negozio (e ripeto, non era l’unico negozio aperto in quel momento, e non stiamo parlando nemmeno di una cosa accaduta di fronte al negozio): signora, vi prego venite qua, mettetevi seduta, che avete preso uno spavento.

La madre in effetti era terrea in volto, il neonato un po’ paonazzo, la bambina piangeva perché s’era presa un enorme spavento e aveva percepito benissimo tutta la tensione intorno a lei.

Sono state un po’ sedute, mentre io e il commesso le guardavamo, poi una di queste donne adulte ha chiesto al commesso se poteva pulirgli il ciuccio del neonato, che era caduto per terra. Il commesso l’ha preso, l’ha passato con l’acqua bollente della macchina del caffè, quindi l’ha sciacquato, e l’ha dato alla signora, sempre tenendolo con quelle pinze che si usano per prendere i dolci.

Poi le signore hanno scelto di proseguire e tornare a casa, anche se il commesso ha insistito nel dire che potevano trattenersi (in realtà il locale era in chiusura, ma avrebbe evidentemente lasciato aperto).

Ecco, io mi sono commosso a vedere questo gesto. Sopratutto perché ho pensato a quando, nell’estate di due anni fa, un giovane ragazzo venne pestato da quattro farabutti vicino al Coming Out, e quando i suoi amici lo portarono, sanguinante (corse il rischio di perdere un occhio) ad una vicina gelateria, questi rifiutarono pure di dargli un fazzoletto (ogni volta che passo davanti alla gelateria sputo per terra. Vorrei pisciarci sopra ma pare che non si possa, norme di legge).

Detto questo, e di questo senso di umanità che a Napoli si può scoprire (anzi, ri-scoprire, una volta queste cose succedevano pure qui), dico che il negozio in cui ho assistito a questo bel gesto è Carraturo, quello che trovate a Piazzetta del Nilo (o San Nilo, o Nilo, tanto una ce ne è), le sfogliate sono notevoli (mica ero lì per beneficenza) e sono tra i pochi che ancora fanno i biscotti all’amarena.

Poi non dite che non vi ho avvisato, che finite a mangiare chissà che cose da turisti chissà dove.

(Apriamo il dibattito sulle sfogliate napoletane? E’ meglio Attanasio? E’ meglio Scaturchio (che si fa pagare il 70% in più di Carraturo? E’ meglio un altro dei Carraturo, tutti ovviamente unica sede? C’è qualcuno che ancora mi manca? Ma voi la sfogliata la preferite con o senza canditi? Frolla o riccia? Ma che il commesso era pure un bel ragazzo ce lo vogliamo dire?)

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Pubblicato il 23 luglio 2012, in Fatti miei con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Categoricamente dico la mia sulle sfogliatelle, e non ammetto repliche: Carraturo a Porta Capuana :)
    (Da Carraturo a Porta Capuana va assaggiato anche il rustico, caldo caldo)
    La sfogliatella comunque si preferisce a seconda dei momenti. Per me, per esempio, frolla a colazione, riccia nel pomeriggio.

  2. E Pintauro dove lo metti? per me sono le migliori sfogliatelle di Napoli. Ricce.

  3. Pintauro è tutta fama. Sono passati i suoi tempi.

  4. Guarda, lo scettro delle sfogliatelle, così come della pizza, del babbà o di altre specialità, a Napoli passa di mano abbastanza spesso. Scaturchio, per esempio, era il santuario della sfogliatella quando io ero piccolo, ora non lo è più. Lo stesso Pintauro aveva una fama strepitosa, ora fa sfogliatelle eccezionali, ma non le migliori di Napoli. Io ho citato carraturo a Porta Capuana, ma sono due anni che non mi magno la sua sfogliatella, quindi chi sa, anche quello é sceso nella classifica. Posso però affermare con certezza che la peggiore sfogliatella (bisunta e grassa) ultimamente l’ho mangiata da Roscigno a Via Foria :)

  5. Noi ci dividiamo al 50% tra frolla e riccia. Adoriamo Napoli, inutile dirlo. Ci siamo stati lo scorso weekend! Ma tu stai là? Quando riusciamo a vederci?

  6. Urge l’organizzazione di un tour i cui partecipanti voteranno le sfogliatelle migliori del … diciamo 2° semestre 2012. Solo persone seriamente intenzionate. Occorrerà un ing. per l’organizzazione, ma chi….ohWait! ;-)

  7. Abbiamo provato (che si usa il plurale maiestatis quando ci vuole) la sfogliata di Carraturo a Porta Capuana.
    Ci ha convinto la cottura, che ha dato vita ad un passaggio uniforme tra la parte più esterna e quella interna, perfettamente amalgamate e senza punti di rottura.
    Ci ha meno convinto la presenza dei canditi, che seppure di due gusti diversi erano piccoli e quasi privi di sapore, in questo il Carraturo di via Croce è più avanti.

    Grazie per il suggerimento :)

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