Trovatevi un lavoro

Parto da questa storia riportata tra l’altro dal Post :

Devo essere onesta con me stessa: rischierei di fare male due cose, la deputata e la mamma. Preferisco dedicarmi a mia figlia, nascerà tra tre mesi. È più importante». Il 7 giugno la democratica Marilena Parenti, 37 anni, lombarda di Brembio, ha ricevuto una telefonata inaspettata di Dario Franceschini: «Complimenti! Entri a Montecitorio, al posto di Antonello Soro, che va alla Privacy». «Sono onorata Dario, ma temo di non poter accettare. La vita mi ha portato da un’ altra parte». «Sei proprio sicura?», ha provato a dissuaderla il capogruppo. «Prenditi un po’ di tempo per pensarci», l’ ha consigliata persino il segretario Pierluigi Bersani. «Ne abbiamo parlato più volte, erano un po’ stupiti. Il mio compagno mi ha detto che mi avrebbe supportata qualsiasi decisione avessi preso, ma io sentivo che non lo volevo più fare. Ho detto no. Una scelta privata». Marilena Parenti non ha mai messo piede a Montecitorio. Nei prossimi giorni l’ aula accetterà le sue dimissioni. Quando si candidò nel 2008 aveva 32 anni ed era nello slancio di una promettente carriera politica: baby-consigliere comunale Ds, consigliere provinciale, presidente del Pd a Lodi a trent’ anni. Fu ben inserita nella lista della circoscrizione Lombardia 3, risultando poi la prima dei non eletti. Ma quattro anni possono essere tanti nella vita di una persona. Con una laurea in lettere nell’ agosto del 2008 è emigrataa Londra, trovando un lavoro da recruit manager in Expedia, con responsabilità per tutta l’Europa. A Londra lavorava già il suo compagno, italiano:a febbraio la scoperta di essere incinta.

Questo mi conferma un pensiero, e cioè che questi posti ambitissimi da politici e politicanti siano tali solo per chi non è riuscito a fare niente di meglio nella vita, e basta pensare alla differenza tra uno Scilipoti qualsiasi che crede di dover stare lì per merito e diritto divino, per la sua conoscenza delle lingue, per il contributo importante che ha dato alla crescita del paese, per i posti di lavoro che ha creato, e una Parenti, di cui basta leggere il profilo su twitter per capire che, purtroppo, le persone serie non hanno questa grande ambizione di andare in questo Parlamento, e che nell’arco di quattro anni hanno trovato qualcosa di meglio da fare e l’hanno fatto, mentre molti altri omuncoli hanno passato il tempo a brigare.

E non solo gli ultimi quattro anni, potete prendere qualsiasi tema della cosiddetta agenda politica (legge elettorale, riforma costituzionale, debito pubblico, contrasto alla mafia, crescita, disoccupazione giovanile, burocrazia) e vedete che sono esattamente gli stessi temi di venti anni fa, sempre allo stesso livello di dettaglio, giusto chiacchiere per tenersi impegnati durante la giornata.

E ancora oggi dobbiamo sentire le pensose elucubrazioni di D’Alema, uno nato vecchio che era vecchio venti anni fa e oggi è la parodia di se stesso, poi a seguire c’è Veltroni e la sua sensibilità artistica che prima o poi lascerà traccia, sicuro, e Rutelli e Bindi e Bersani e basta, basta, basta.

Trovatevi un lavoro. Seriously.

Sono le storie come quella della Parenti che mi fanno pensare che l’idea del Movimento 5 Stelle a limitare l’eleggibilità a due legislature non sia affatto sbagliata: se hai qualcosa da dire e da fare, la fai che hai dieci anni per farla, e se sei un parolaio contaballe non te ne basteranno venti per concludere qualcosa.

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Pubblicato il 16 agosto 2012, in Fatti miei con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Certo come no, un lavoro…

    I patrimonî, la rendita immobiliare urbana, la rendita finanziaria, posti da dirigenti in azienda private, consulenze esterne per aziende a cui sono stati fatti in modo più o meno formale dei favori, legami con gruppi industriali e finanziari italiani ed esteri. E tutto spesso in modo trasparente e regolare, anche perché in buona parte sono pressati dalla stampa e dai magistrati dal dente avvelenato.

    L’immagine di un dirigente politico che dopo anni di attività parlamentare ad alti livelli (magari con ruoli di governo, che è quello il discrimine) smette di fare politica attiva e va in un centro per l’impiego nella zona della sua residenza o si mette a leggere “Porta Portese” è comunque divertente, una bella battuta estiva.

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