Il sorbetto al limone

Sono a Milano qualche giorno (more on this later) e stasera sono andato a cena in un ristorante, trovato con tripadvisor.

Il cameriere. Marò. Un bono di quelli, questo metro ed ottantacinque di maschio, con due belle spalle, un culetto fantastico, e una voce. Una voce. Maronna do carmine. Una voce così bassa e profonda che resuscita un morto.

E’ amore a prima vista, e quindi cerco di cominciare a capire se sia gay pure lui. In effetti la sensazione c’è tutta, per cui provo a cercare di attaccare bottone.

Il primo gancio viene dal suo collega, che commentando su un altro tavolo a voce troppo alta si lascia sfuggire che ci sono due lesbiche. Allora io lo sento, e sorrido, e il cameriere bono si scusa per lui. Ma no si figuri. Solo che, ecco, dica al suo collega di non avere fantasie su quelle due. No sa, se sono lesbiche, non c’è molta speranza. Ah, lei lo sa per esperienza? Non esattamente. Che poi sono pure insieme. Ecco, dica al suo collega di stare attento che quelle diventano manesche.

Comunque, mi rendo conto che questa linea di discussione potrebbe avermi fatto passare per un eterosessuale che partecipa alle fantasie di un altro etero, e mentre scanso il proposito di tagliarmi le vene con un coltello per il guaio in cui mi sono cacciato, cerco di recuperare con il cameriere bono.

Il quale, bisogna dire, mi lancia pure lui qualche segnale, e allora come era l’antipasto, e come era il primo, e come il secondo, e cosa vuole per dolce, e tra una di queste cose e l’altra passa per un attimo dal “lei” al “tu”, e io ovviamente colgo la palla al balzo.

Poi lui torna a darmi del lei, quindi io penso che non sappia esattamente come reagire, e allora quando arriva a chiedermi del dolce gli dico proprio che possiamo darci del tu, e lui dice un “sì certo” quasi di sollievo.

E’ gaaaaaaayyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy :)

Allora cominciamo a parlare, intanto il locale si è quasi svuotato, e quanti giorni mi fermo a Milano, e sì sono di Roma si sente dall’accento, insomma un po’ di chit chat solo che io mica so come dirgli che vorrei volentieri rotolarmi con lui finché il Sole non esaurisce il suo combustibile e diventa una nana rossa, anzi peggio pur di mantenere la conversazione me sto’ a magna’ ‘sto cazzo de sorbetto al limone che me farebbe pure un po’ schifo e sto sazio che mo’ scoppio.

Insomma alla fine lui mi dice che è calabrese, e io con un guizzo: “anche il mio ex lo era”.

Un attimo di silenzio, lui mi guarda, poi ripete per avere conferma e per essere sicuro di aver capito bene, e mi dice “il mio invece di Milano”.

Allora io sto tipo in modalità “Amo questa città da bere”, cioè ero pure pronto al cambio di residenza in due giorni, sì facciamo sesso qui ora sui tavolino con la nonnina che è venuta a festeggiare il compleanno che ci vedesse pure, intanto continuiamo un po’ a parlare, a questo punto il prossimo passo è cercare di sedurlo, intanto ormai siamo rimasti tipo in tre nel locale compreso un assai perplesso proprietario, per cui a malincuore pago, e mentre gli firmo la ricevuta gli chiedo a che ora chiudono, lui capisce il retroterra della sottilissima domanda, solo che manco mi risponde.

Mi comincio a preoccupare, anzi è pure sparito, io sono praticamente costretto ad alzarmi, poi lo incrocio e allora lo saluto e mi butto in avanti chiedendogli a che ora chiudono, potrei ripassare.

La sua risposta… beh ecco ora sono qui a scrivere.

Ma che cazzo.

A questo punto vorrei dire solo una cosa.

Il sorbetto faceva schifo.

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Pubblicato il 17 ottobre 2012 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 5 commenti.

  1. Spezzo un’arancia a favore della tua autostima. Ho fatto il cameriere secoli fa, so che alla fine di una lunghissima giornata passata a trottare dalla cucina ai tavoli hai le gambe che ti implorano riposo e i neuroni che minacciano di abbandonarti per sempre se non li fai dormi’, e il letto lo vedi solo come luogo dove sprofondare in coma profondo e nient’altro. Rotolarti fino all’esaurimento del combustibile solare in questa situazione è una prospettiva esclusa a priori anche se a fare trattative sul tuo dopolavoro ci sono Brad Pitt e Colin Farrell che mettono sul piatto una cosa a tre.
    Poi c’è anche la possibilità che lui fosse fidanzato e fedele. Come dice Aldo Busi, il luogo comune più grossolano sull’omosessualità è considerare il gay senpre sessualmente a caccia :)

  2. Io invece spezzo la tua autostima (e l’arancia me la mangio che mi piace). Sì, la conversazione col cliente è piacevole, bla bla bla.
    -le porto un sorbetto al limone?
    -Sì certo
    -(così ti si allappa quella bocca e ti cheti)
    -(così mi rinfresco e non esaurisco il combustibile solare prima del tempo)

    Mi sa che non gli garbavi troppo. Buonanotte. ;-)
    (a che servono gli amichi sennò?).

  3. Il sorbetto al limone, che serve solitamente come digestivo, è stato in questo caso indigesto. Il cameriere che lo fa annusare però è da radiare dall’albo dei gay. Ora voglio nome e indirizzo del ristorante così da evitarlo in segno di solidarietà :D

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