E che volete pure il sangue?

Se queste mattine passate per Piazza Garibaldi a Napoli, potreste imbattervi nel camioncino dell’Avis che vi chiede se volete donare il sangue (l’altro posto dove potete trovarlo è su via Toledo, davanti al Banco di Napoli).

Cosa che è successa a me, pochi giorni fa. Vengo avvicinato da questo ragazzetto che mi chiede se voglio donare il sangue.

Io gli replico “Gli omosessuali non possono”.

Lui rimane spiazzato, mi dice di no e io sbotto: “E invece sì, ci sono regioni d’Italia in cui vale questa cosa e voi non fate niente per contrastarla”.

Perché quando nella Lombardia di CL e Formigoni c’è l’ospedale che rifiuta le donazioni di sangue degli omosessuali (in quanto tali), non è che l’Avis comincia un picchettaggio all’ingresso dell’ospedale. No no, la mafietta del mettiamoci d’accordo vince su tutto.

Tornando al mio incontro con l’Avis, il ragazzetto che mi ha avvicinato, dopo che gli ho detto che fa parte di una associazione che discrimina,  mi guarda con un’aria come per dirmi che anche lui è gay, quindi potrebbe spiegarmi meglio le cose.

Cosa che mi ha ulteriormente indispettito, e così ho tirato dritto.

Perché se vogliono pure il mio sangue, ecco, io mi sa tanto che non glielo dò. E se proprio devo darlo, vado direttamente al centro trasfusionale dell’ospedale, non passo per la mafietta.

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Pubblicato il 31 gennaio 2013, in Fatti miei con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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