Come Berlusconi si salverà

Diciamo che il problema di Berlusconi è come scampare dalle condanne che si stanno accumulando, questa è la sua preoccupazione principale e questo sarà il suo unico criterio di azione nei prossimi mesi. Proprio a partire da questo criterio, anzi da questa premessa razionale, viene subito fuori che il governo non è destinato a cadere, visto che è l’unica posizione di potere che per ora detiene insieme al PD, e visto che farlo cadere non porterebbe certo alla sospensione dei processi, delle condanne o delle interdizioni, anzi renderebbe più facile la nascita di un governo o senza il PDL (ma con il M5S) o anche senza Berlusconi, cose che ovviamente Berlusconi non può preferire alla situazione attuale.

Allora cosa si può fare? La cosa più assennata da fare è una bella riforma costituzionale, anzi una riformona, ben escogitata per far contento il PD ed essere non digeribile al M5S. Questo perché, una volta che la riforma sarà stata discussa e concordata con il PD, questo partito si troverà a dover scegliere se farla passare o lasciarla cadere. Per farla passare, a quel punto, non potrà che contare sul sostegno del PDL, che sarà graziosamente fornito in cambio di un salvacondotto per Berlusconi (ottenibile tramite una bella amnistia che risolverebbe un sacco di guai in casa PD, a cominciare da quel Penati che gli sta tanto a venire voglia di parlare, e tacciamo di MPS). A quel punto, quindi, il PD potrebbe presentarsi ai suoi elettori e dire quello che oggi non ha il coraggio di dire, e cioè che vuole salvare Berlusconi per salvare sè stesso, ma potendo presentare la cosa con la graziosa confezione della riforma istituzionale: compagni, vi pare che ormai che abbiamo ammodernato lo Stato, ci lasciamo bloccare da una vicenda personale? Il PD non potrebbe contare sui voti dei M5S, perché la riforma non sarebbe di loro gradimento, e dovrebbe per forza ingoiare l’amaro boccone dell’amnistia (che poi, appunto, tanto amaro non sarebbe).

Per far questo, è meglio una Commissione Bicamerale per le riforme; visto il precedente negativo di quella presieduta da D’Alema, si troverà un agile sostituto.

C’è poco da fare, Berlusconi conosce benissimo i suoi polli, e sa come fargli credere, per l’ennesima volta, di stare a fare un accordo a loro favorevole, quando invece avrà tutto quello che vuole. Un (presunto) togliattiano come D’Alema già gongola all’idea di un accordo di questo tipo.

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Pubblicato il 15 maggio 2013, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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