Contro gli islamo-fascisti

I. I giovani di Piazza Taksim non stanno combattendo una battaglia perché sono tutti ambientalisti. La verità è che quel parco, proprio perché vicino alla piazza, è un luogo in cui ci si può fare una canna in relativa libertà, fare un po’ di sesso e simili. E’ questo, di converso, il motivo per cui Erdogan vuole eliminarlo, e si sta tanto impegnando. Per fare questo ha fatto un accordo con chi ha i soldi e con chi ha il potere religioso, volendo costruire lì un centro commerciale e una moschea. Non certo una biblioteca per gli studi filosofici. Nei giorni precedenti gli scontri, peraltro, erano apparsi inviti a non baciarsi in metropolitana e simili, quindi si tratta di uno scontro che va ben oltre quello di un singolo spazio di libertà.

II. Erdogan è un islamo-fascista, che sta attuando una repressione feroce, usando gas che sono troppo forti per essere dei semplici lacrimogeni, lasciando libera la polizia di stuprare quelli che vengono arrestati, arrestando in blocco pure gli avvocati che vanno a manifestare davanti al tribunale per chiedere tutele per i loro assistiti.

III. C’è una involuzione democratica forte in Turchia, visto che il presidente della Repubblica, l’unico che era disposto ad una trattativa, è sparito da alcune ore e non rilascia dichiarazioni. Se non è questo un golpe strisciante, non so cosa ci vuole perché lo sia.

IV. Ma l’Europa, esiste per davvero? Perché se esiste, forse farebbe bene a dire qualcosa. Certo, considerando che ci siamo stati quasi zitti con Assad, che di suoi ne ha ammazzati duecento-trecentomila, per confronto ad Erdogan che finora ne ha ammazzati solo quattro o cinque, potremmo dare un bel premio di difensore per la democrazia, ma è anche vero che se l’Europa dicesse “Hai rotto il cazzo”, questo darebbe l’occasione alle forze turche di intervenire.

V. Per forze turche, intendo l’esercito, di cui è evidente che si rende necessario l’ennesimo colpo di Stato per la difesa della laicità del Paese. Una bella sfilata di carri armati per le strade di Ankara.

VI. Certo che è pieno di intellettuali che parlano dell’Islam come di una cosa incompatibile con la democrazia, poi guarda un po’, quando c’è uno che si copre con l’Islam per fare una strage di stato, allora si girano dall’altra parte e parlano d’altro: l’idea che ci siano dei giovani musulmani che vogliono le loro libertà civili è incomprensibile a questi tromboni de’ noantri: e poi ti pare che i plutocrati di qui, e i loro prezzolati editorialisti, si mettono a litigare con i plutocrati di là?

(Scrivo tutto questo che sono le otto di sera. Se la polizia entra nel parco stanotte, si rischia il massacro)

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Pubblicato il 11 giugno 2013, in Fatti miei con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Certo che invocare i carri armati, su cui mi trovi d’accordo, come espressione di liberta’ e’ un bel segnale del tumultuoso scenario internazionale che ci vede come europei veramente al gradino piu’ basso della scala del pollaio, la’, dove si accumula lo “shtako”.

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