San Pietroburgo/ Cose da fare e da non fare

San Pietroburgo è una monumentale, splendida, neoclassica, ex capitale dell’impero zarista, costruita su un terreno paludoso (la cui bonifica costò migliaia di morti) come sfida agli svedesi da parte dello zar Pietro il Grande (detto così anche per la sua altezza superiore ai due metri, lo zar peraltro era piuttosto bruttarello con una capoccetta piccola piccola su cotanto corpo).

E’ una città molto grande, con questi palazzi lunghi anche centinaia di metri, viali congruenti e che riesce ad assorbire al suo interno la Neva, che in alcuni punti la attraversa con una larghezza di un chilometro. Questo vuol dire che c’è molto da camminare e da vedere. E’ anche una città economica, tolti i costi fissi dell’aereo e del visto, per cui alla fine è consigliato soggiornare almeno dieci giorni, e per vedere tutto (tutte le regge imperiali e alcuni dei musei di secondo piano) credo che sia meglio puntare su quattordici giorni.

Alcune cose da fare e da non fare:

  • l’Ermitage è una tappa obbligata, un museo bellissimo e gigantesco, purtroppo terribilmente affollato di crocieristi. Per vedere tutte le 300 e passa sale che lo compongono, dovreste camminare per 24 km, quindi è indispensabile fare il biglietto (online) che copre due giorni consecutivi. Se dovete visitarlo, considerate che la maggior parte delle indicazioni sono SOLO in russo, che ci sono intere sezioni non in inglese, e che l’audioguida copre solo la parte della pinacoteca, ed è peraltro abbastanza modesta. Il consiglio è quello di ricorrere alla guida di Mosca e San Pietroburgo del Touring Club, bellissima, da affiancare alla Lonely Planet per le informazioni pratiche e i posti dove mangiare;
  • il Museo Russo è di più agevole visita, e ha anche delle schede in inglese. Considerate che ci sono molti altri musei da vedere, quello di Zoologia con un mammut, la kunstkamera se ve la sentite di vedere aborti di natura (nel senso letterale del termine), quello dell’Artico e dell’Antartico, quello di Dostojevskji, di Nabokov, della Polizia Politica, della Politica e della Polizia (sono tre musei diversi), quello entografico su tutti i popoli dell’impero russo  e altri che mi sfuggono;
  • Ci sono sette cattedrali a San Pietroburgo, direi che quelle due o tre più importanti vanno viste (cattedrale di Kazan, e Chiesa del Sangue Versato, con i suoi settemila metri quadri di affreschi che la coprono completamente); ricordate che molti di questi posti sono di estrema devozione per il popolo russo, quindi siate rispettosi e non invadenti;
  • Mangiare, come già scritto, si mangia bene. Questo anche perché il turismo di San Pietroburgo è sopratutto interno, troverete un sacco di russi con i tratti orientaleggianti, mentre il turismo di crociera non si ferma la sera. Una buona guida come la Lonely Planet aiuta molto a scegliere dove andare;
  • Turismo interno vuol dire che il biglietto per gli stranieri nei musei ed attrazioni costa 3-4-5 volte più del costo per i russi, evitate di offendervi perché è evidente che i tenori di vita non sono gli stessi;
  • La metropolitana è una cosa da visitare in sé, sia per la tecnologia con cui è costruita (i russi erano particolarmente capaci nel settore dell’automazione, per cui il vagone della metro si ferma in corrispondenza delle porte di ingresso, una cosa che Roma avrà tra qualche anno con la metro C), sia per la profondità in cui va, sia per alcune stazioni molto belle. Il biglietto su tessera magnetica non conviene, ma è meglio fare scorta di gettoni da usare per evitare le file presso le biglietterie;
  • A San Pietroburgo si parla molto poco e molto male l’inglese, quindi anche se le indicazioni viarie sono traslitterate (quando ci sono…) è opportuno che sappiate almeno leggere il cirillico, perché sennò si fa difficile;
  • A proposito di lingue, il sito delle ferrovie non è in inglese, i terminali self-service non sono in inglese, e gli impiegati non lo parlano. Quindi, se volete fare un viaggio fuori città, o sapete il russo, o l’albergo si impietosisce per voi e vi aiuta, o pagate delle assai laute commissioni di mediazione linguistica, usualmente superiori e di molto al costo del biglietto stesso;
  • Gli alberghi hanno un sistema di classificazione in stelle assai più conveniente del nostro, quindi prendete un albergo che sia almeno 3 stelle, meglio 4, e non avrete alcun particolare lusso; sotto, andate a rischiare cose sgradevoli;
  • Da San Pietroburgo vale sicuramente la pena fare alcune escursioni per le regge imperiali. Noi abbiamo visto Pushkin (decisamente bello), a circa 30 km dalla città, e Peterhof, che si raggiunge in battello perché si affaccia sul Golfo di Finlandia (terribilmente pieno di turisti). Considerate bene tempi ed orari perché i viaggiatori che non sono in gruppi organizzati possono entrare solo in alcune fasce orarie;
  • Siamo anche stati a Veliky Novgorod, una delle più antiche città russe, la prima ad avere un Cremlino, con alcune chiese bizantine che sono state aperte letteralmente solo per noi. Oltre al biglietto ferroviario, ha richiesto partire alle 7.40 con un treno che c’ha messo tre ore per arrivare, ma ne è valsa la pena.

In conclusione, è stata una vacanza bellissima, con una città che non è ancora affatto aperta al turismo occidentale di massa. Lo è in molti suoi caratteri e monumenti, ovunque troverete le tracce degli architetti italiani e napoletani che l’hanno costruita così, c’è tutta la ricchezza dei suoi musei, della nazione che c’è dietro, degli zar, ma c’è anche da pagare il prezzo di una città non adatta a chi non sa cavarsela da solo o non parla un po’ di russo.

Nota importante: in Russia è in vigore una legge, ispirata proprio ad una ordinanza della città di San Pietroburgo, che sostanzialmente punisce tutti i comportamenti omoaffettivi quando avvengono in presenza di minori. E’ una legge che si presta molto ad interpretazioni fin troppo larghe, e che purtroppo trova radice e sostegno nella popolazione. Quindi, siate estremamente prudenti nelle vostre manifestazioni di affetto pubbliche. Molte organizzazioni di diritti gay hanno proposto di boicottare i viaggi in Russia per protesta contro la legge, noi abbiamo scelto di andare perché il mio compagno parla e studia russo, quindi non era per noi una meta come un’altra.

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Pubblicato il 27 agosto 2013, in viaggi con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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