La Grande Bellezza

Un film bellissimo e feroce, sull’insipienza e la superficialità disperata e disperante della classe intellettuale italiana.

Jep Gambardella, romano d’adozione, all’attivo un romanzo scritto quaranta anni fa, passa da un momento all’altro della sua vita, da una festa all’altra, da un salotto culturale ad una performance, e tutto intorno a lui è niente. Persone banali, discorsi banali, da cui lui si distanzia con un cinismo questo sì molto da romano; non privo di una sua etica e di una sua estetica, ma troppo stanco e troppo stufato da tutto e da tutti per potersi appassionare.

E’ un personaggio tragico ed eroico, reso in un modo eccezionale da Toni Servillo che ha quello sguardo e quel tono di voce beffardo e sornione, che si muove in una Roma meravigliosa e bellissima, fotografata in un modo che lascia senza fiato. Una bellezza maestosa, storica, ma distante dai personaggi, che si muovono in questo luogo senza tempo senza poterne assaporare mai niente, senza entrarci per davvero in contatto.

Nella casa di Jep, con vista sul teatro di Marcello, la sua piccola corte si lascia andare a riflessioni banali, ad auto-celebrazioni e auto-costruzioni. Magistrale, nel senso proprio di esempio di capacità artistica senza uguali, il modo in cui invece Jep de-costruisce il mito di una sua commensale, donna impegnata di sinistra.

Lei che era impegnata fin dall’università, lei che ha scritto undici romanzi e la storia ufficiale del Partito, lei che segue i suoi quattro figli, lei che con il marito Eusebio ha un percorso e un progetto di vita. Lei che è una donna che si impegna.

Oddio, quante ne abbiamo viste così? Quante persone così capaci a celebrarsi? Così strafottenti e tronfie? Che dobbiamo stare a parlare della nota giornalista che sul noto giornale di sinistra dice che se una ragazza viene stuprata da quattro compagni di scuola è perché s’è vestita male?

Tornando al film, questa commensale provoca Jep, sfidandolo a dire cosa di quel suo raccontarsi non sia vero, lei non teme la verità, lei è una “donna con le palle”.

Ed eccola la donna con le palle: che all’università scambiava i pompini per impegno politico, che ha scritto undici insignificanti libercoli pubblicati da case editrici vicine al Partito e recensiti da giornali vicini al Partito, e solo perché amante del segretario del Partito, che lascia i suoi figli alle tre tate, al cuoco, all’autista e al cameriere. Quanto ad Eusebio, lo san tutti che ama Arnaldo, e ogni giorno pranzano insieme al tal ristorante, con un tavolo riservato per loro.

Questo è Jep, semplice e schietto, ma non cattivo. Perché poi aggiunge che la differenza tra lei e gli altri commensali è che loro sanno di essere dei poveri disperati, che hanno rinunciato a raccontarsi per quello che non sono, e che tirano semplicemente a campare.

Non è cattivo Jep, è un disilluso storico. In questo mi ricorda, si parva licet, il conte di Salina del Gattopardo, che lascia che la figlia si sposi con il ricco erede dei commercianti arricchiti, i Sedara di Donnafugata, perché nel nuovo Regno d’Italia contano i piccioli per fare politica, e ce ne vorranno tanti per farla a Torino.

La Grande Bellezza è un film eccezionale in questa sua capacità di raccontare, in modo poi asciutto e senza compiacimenti, senza retorica e senza cercare colpi di scena, il disfacimento di una società, la mancanza dell’etica della classe dirigente, sopratutto la mancanza di senso degli intellettuali, che stancamente si trascinano da una performance ad un vernissage, applaudendo ed andando in estasi davanti al niente. Anche qui, eccezionale il modo in cui Jep sfotte, durante una intervista, l’artista d’avanguardia che vive di vibrazioni. E che saranno mai ‘ste vibrazioni? Come sono fatte? Dove si trovano? La poverina avrà una crisi di nervi, messa di fronte alla sua povertà di idee.

Penso che questo sia un film che un giorno gli storici vedranno per capire quale era l’Italia di questi disgraziati anni duemila. Aggiungo una cosa, per quei miei cortesi lettori che non vivono in Italia: trovate il modo di vederlo e di farlo vedere ai vostri amici non italiani, è il modo migliore di spiegare tante cose su questa società.

Voto: 10.

Annunci

Pubblicato il 29 ottobre 2013, in recensioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Qui c’è un tuo cortese lettore che non vive in Italia, che lo ha già visto in un cinema di Francoforte in una platea gremita di italiani e pochi tedeschi (c’erano i sottotitoli in tedesco), e che condivide ogni virgola di quello che hai scritto in questo post, tranne forse il desiderio di farlo vedere ai tedeschi, e non perché il film non possa essere apprezzato all’estero, ma perché non può essere apprezzato dai tedeschi. La critica crucca ha fatto La Grande Bellezza a fette, credimi, nell’ambito di un rinnovato protezionismo culturale che gli fa fare schifo qualsiasi cosa provenga da luoghi che hanno storicamente pesato in determinati settori. Si tengano i polpettoni che Wim Wenders sta sfornando ormai da una quindicina di anni a questa parte.
    La Grande Bellezza è un film bellissimo che voglio rivedere al più presto.

  2. Il Principe di Salina orchestra il matrimonio del *nipote* Tancredi con Angelica, *figlia* dei Sedara. La figlia del Principe è Concetta, che in tutto questo vedrà svanire i suoi sogni di matrimonio con il cugino Tancredi.

    Non l’ho visto anche se lo proiettavano qui vicino, temevo un film di tre ore compiaciuto. Lo recupererò, visto che di te mi fido.

    • Quando scrivevo del Gattopardo avevo la sensazione di aver scritto una castroneria, ma non capivo quale. Però poi ho pensato, con affetto, che almeno una lettrice se ne sarebbe accorta, e non mi deludi mai :*

  3. Marta è arrivata prima di me! (tra l’altro “Il Gattopardo” di Visconti, diverso e bello quanto il libro, è nelle sale restaurato proprio in questi giorni e l’occasione di vederlo sul grande schermo è una di quelle cose meritevoli anche del rinvio di una vacanza tanto che è bello) Mi accontenterò di rilevare che la casa di Jep Gambardella non si affaccia sul Teatro di Marcellp ma sul Colosseo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: