La Vita di Adele

(l’ora è tarda e avrei sonno, ma siccome mi è rimasto qui…)

La Vita di Adele è un film brutto, noioso, raccogliticcio e non raccolto, che inspiegabilmente (ma in realtà spiegabilmentissimamente) ha conquistato la critica.

E’ un film sull’amore di Adele per Emma, due donne un po’ diverse per età, abbastanza diverse per scelte di vita e famiglie di provenienza. Insomma Adele, che conosciamo adolescente, conosce Emma dopo un abbozzo di relazione molto insoddisfacente con un ragazzo, e capisce che è lesbica. Le due si amano, convivono, rompono, e la vita continua.  Vari pianti nel mezzo.

La vicenda copre diversi anni, visto che conosciamo Adele quando è studentessa di liceo e poi la salutiamo quando insegna a scuola, quindi almeno un po’ di anni di università devono essere passati. Ma non è che succeda molto altro, a parte quello già detto.

Oh, se si esclude il sesso. Le due ci danno dentro di brutto, nel film ci sono minuti e minuti di leccate, titillamenti, mordicchiamenti, strofinamenti, gemiti, urletti, urli, orgasmi e così via, con la buona dose di pelo che si intravvede. Sarà che tutto è fotografato benissimo come dicono, ma si tratta di scene gratuite, messe lì solo per compiacere il pubblico di maschi eterosessuali che sono ben contenti di vedere tanta grazia sullo schermo. Sono scene, si tratta infatti più di una scena, che ci fossero state o non ci fossero state non sarebbe cambiato niente nell’economia del film, e che hanno quindi un effetto amo da pesca. Certamente, scene analoghe non le avremmo viste se la storia d’amore avesso riguardato due gay, perché avrebbero generato un rifiuto in larga parte del pubblico. Qui invece l’arrazzamento è gratuito e anzi proprio suggerito. Ma noi apprezziamo il film che siamo moderni, eh.

Il film dura tre ore, tre indicibili ore di rottura di palle, con il regista che si perde, si riperde e non si ritrova in dettagli insignificanti, ma che devono giustificare il suo grande affresco (cioè: se metti solo patata a tutto schermo stai facendo un film porno, se poi passi minuti e minuti a farci vedere come Adele lavora a scuola e cosa fa con i bambini e le lettere dell’alfabeto, allora sei un artista che fa un’operazione culturale, il pelo è solo una conseguenza).

E’ proprio impossibile paragonare questo film a Brokeback Mountain, quello sì un capolavoro con niente di gratuito. Questo è più un polpettone francese che evidentemente ha trovato il momento giusto per uscire e farsi apprezzare da un certo tipo di critica che ha troppa paura di bollare il film come scadente e poi sembrare retrograda (e mi spiace che di questo film abbia parlato bene anche Natalia Aspesi, che evidentemente deve aver visto una versione ridotta a quei 45 minuti essenziali).

Sì perché poi alla fine qualche buona idea la sceneggiatura l’avrebbe pure, qualche tocco efficace il regista non se lo fa mancare, ma quello che è mancato è stato l’editing, cioè un bravo produttore che abbia imposto quei tagli qui salutari come non mai.

Giudizio sintetico: potete vivere senza.

Voto: 5

 

 

 

 

Annunci

Pubblicato il 5 novembre 2013, in recensioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. sei il primo che scrive ESATTAMENTE quello che ho pensato io.. credevo di essere l’unico.. grazie!

  2. A me intriga assai “Lo sconosciuto del lago”, un bel thriller con sottofondo omo. Forse era meglio fiondarsi su questo……dovrebbe gia’ essere uscito, lo recupero altrimenti perche’ mi sa che non se lo e’ filato niuno in sala.

    • Ci saremmo volentieri fiondati a vederlo, ma non c’era un cinema che lo facesse, per cui abbiamo ripiegato. E mal ce ne colse.

      • Curiosita’ OT: a Milano mi e’ toccato ciucciarmi al circuito UCI Cinemas la bellezza di 25 minuti di pubblicita’ PRIMA dell’inizio del film, ovvero dalle 17.15 quando doveva iniziare la proiezione han fatto scattare l’orchite da spot, a Modena e Reggio nell’Emilia si limitano e almeno hanno il pudore di farla prima e sforare di poco rispetto all’orario di inizio previsto. A Napoli come butta?

        • Ciao Arisio: io sono di Modena ma fidanzato a Milano e ho impiegato un po’ a capire l’inghippo degli UCI Cinema milanesi. L’orario riportato non è quello dell’inizio del film, ma dell’apertura della sala e dell’inizio della vendita dei biglietti. C’è scritto in piccolissimo sui manifesti…non sai quante volte ci siamo scapicollati nel traffico per arrivare in tempo e poi rompersi le pelotas con tutta quella pubblicità ad un volume assordante!

  3. Lo vado a vedere domani sera anche se, tutte le recensioni di amici (fidati) che l’hanno visto, sono contro :) Insomma zappa sui piedi la mia, ma corro il rischio!

  4. Anch’io l’ho trovato terribile.
    Sparerei in fronte chi dice che questo è un capolavoro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: