Aida, San Carlo 2013

Siamo andati a vedere l’Aida, prima per entrambi, al San Carlo.

La regia è di Franco Dragone, e se lo dico per prima cosa è perché è stato l’elemento più significativo e qualificante della produzione. E’ una Aida che si svolge in un luogo alieno e lontano dal tempo, in cui non valgono le leggi della fisica (vedi le foto qui sotto), cosicchè l’attenzione si concentra tutta sugli elementi essenziali della tragedia, i cui simboli essenziali (il potere, la guerra, il sangue) vengono proiettati sullo sfondo di un paesaggio che sì richiama quanto prevede l’opera e le indicazioni del libretto, ma che potrebbe essere invero alieno.

E’ stata una scelta dovuta alla necessità di contenere i costi, ma è stata una scelta efficace perché ha reso l’opera di Verdi moderna nel senso migliore del termine, cioè contemporanea e presente agli spettatori. Certo, c’è sempre qualcuno che vorrebbe vedere gli elefanti in scena, ma una trovata siffatta sarebbe pacchiana e forse attirerebbe le ire degli animalisti e in generale certo non so quanto potrebbe stupire il pubblico, visto che gli elefanti li vediamo molto meglio in televisione.

Di questa messa in scena ho molto apprezzato gli esiti, quindi, ma più dei primi due atti che non negli ultimi due, dove la dimensione intimista forse non è stata resa al meglio (apprezzabile il modo in cui la tomba si chiude sui due amanti, con una soluzione formale molto elegante seppure astratta).

Degli interpreti, ho apprezzato Ramses (Stuart Neill) per la voce e la pulizia dell’intonazione (ancora oggi quando leggo il nome di un tenore anglofono ripenso con terrore ad un loro compatriota che nella Turandot a Torre del Lago disse “vincerrruuuuòò” tanto conosceva l’italiano), anche se come capacità di recitazione mi è sembrato bloccato (sarà pure che grosso come è c’ha poco da muoversi), mentre Aida (Kristin Lewis) a me non è piaciuta molto, nelle parti più “basse” era quasi afona. Quantomeno aveva una notevole espressività. Amneris (Sonia Ganassi) boh, l’ho apprezzata alla fine, prima mi risultava antipatica e un po’ assente.

Direzione dell’orchestra di Nicola Luisotti, che è stato applaudito ma nessun particolare entusiasmo, in generale è mancato quel qualcosa in più.

Mo’ vedete di non fare scherzi con l’Otello che è una opera che adoro…

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Pubblicato il 12 dicembre 2013, in Fatti miei con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Mi fa piacere leggere che sei andato all’opera e che ti sia piaciuta. Per diversi anni sono stato un fan convinto di Sonia Ganassi, che però si è rovinata la voce con un repertorio folle inadatto ai suoi mezzi e non riesco ad immaginare come possa cantare Amneris (nè voglio saperlo per cui mi astengo dal cercarla su youtube). I primi anni che abitavo a Reggio, lei, non ancora famosa, viveva ancora con i suoi genitori nel palazzo di fianco al mio. Per me (e Winckelmann) è nota come la Shonia, per il suo spiccato accento reggiano…

    • Non sono così esperto delle diverse interpretazioni dell’Aida per dirti come se l’è cavata la Ganassi nel suo ruolo, posso dirti una sensazione che ho avuto nei primi due atti: che fosse incredibile, nel senso che non ci credeva nemmeno lei ed era assai poco convinta.

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