Futuro Italia

L’azienda in cui lavoro ha un aspetto molto positivo, quello di essere non solo uno spaccato d’Italia (del resto, essendo italiana non credo che potrebbe assomigliare, chessò, alla società tedesca) ma anche quello di essere sempre anticipatrice di tendenze future. Qua, i renziani sono arrivati da diverso tempo, tanto per fare un esempio.

Beh, la novità che sta arrivando adesso è che pare che verremo venduti, in tutto o in parte, a dei privati. La cosa causa del terrore a chi non ha mai lavorato da quando è stato assunto e che scopre che ora gli potrebbero intanto chiedere cosa ha fatto da quando è stato assunto e a seguiree peggio potrebbero metterlo a lavorare; in molti di questi casi si tratta di persone chiaramente non adatte allo stipendio che prendono e al titolo che hanno.

Così, cominciano scioperi e volantinaggi verso i proprietari, in mano a sindacati che sono i principali rappresentanti degli scansafatiche di cui sopra. I comunicati di lotta sono la prova di una confusione che presenta elementi psicotici o comunque sono degni di umana compassione per persone, anche qui, chiaramente non adatte al compito e che se c’è una cosa che sanno fare è quella di far ridere i proprietari che, quando leggono cosa siamo capaci di scrivere, ovviamente si convincono vieppiù dell’opportunità di separare i destini.

Io di mio ho deciso di non preoccuparmi e tendenzialmente di trovare in azienda quelle persone capaci ed intelligenti, che sanno leggere la realtà nella sua sostanza e non si fermano ai gridi dei demagoghi di turno; sopratutto di quei demagoghi che, senza probabilmente saperlo, stanno in realtà attuando uno sciopero giallo, a difesa dei livelli dirigenziali messi a rischio dall’operazione.

Così siamo alla situazione che le persone capaci, che si conoscono e riconoscono tra loro, danno luogo ad una specie di carboneria in cui si scambiano informazioni e valutazioni, spesso coincidenti, e cercano di capire come muoversi; che non puoi ovviamente parlare con l’azienda né tantomeno con i sindacati.

Anche in questo, siamo lo spaccato d’Italia: i riformisti sono quella povera minoranza che è circondata a destra e sinistra, e guai a farsi scoprire.

 

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Pubblicato il 12 dicembre 2013 su Fatti miei. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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