Il Volo (ma dalla finestra, e peggio di Tosca, grazie)

Una delle tradizioni invero orribili delle feste è rappresentata dal “Concerto di Natale”. Solitamente si tratta di una accozzaglia di musicisti che non si conoscono né si frequentano tra loro durante l’anno, che decidono di dare un concerto di musica classica (ma non troppo, che la gente si stufa e non la capisce) dentro una chiesa (fa tanto Natale, e poi è bello et spirituale in magno modo) per il beneficio di alcuni signori e signore incappottati, incravattati, ingioiellati e impellicciati che di musica capiscono ‘na sega, ma che fa tanto fine il Concerto di Natale signora mia e c’era pure la figlia del medico del paese. Il pubblico, che come competenza musicale si perde nella profondità di Toto Cutugno (che, sia chiaro, è un signor professionista, non come quelli di cui parlo qui adesso) è tutto preso quindi ad applaudire, non perché apprezzi, ma perché se siamo lì, tutti ingioiellati incravattati ecc.., se è il Canto di Natale, sicuro che è bello, nessuno si sente di non applaudire e quindi a passare per ignorante.

Nell’ambito di questa gioiosa manifestazione, che sta alla vera musica come il clistere alla gastronomia, mi è capitato, ahimè, di sentire questi sgangherati musicanti che rispondono al nome de “Il Volo”.

Da quanto mi dicono, sarebbero tre tenori che forti di un grande successo di pubblico e di critica stanno facendo tourneè e sfracelli in Italia e all’estero.

Direi che di tenori questi non hanno niente, non sanno manco di cosa si tratti e in un coro di un qualsiasi teatro stabile, accademia e conservatorio potrebbero trovare posto nemmeno nelle prime file, ma nelle seconde, per evitare che le loro vociacce rovinino e distraggano i cantanti, quelli veri.

Non hanno niente di una voce tenorile. Ma niente. Non c’è profondità, non c’è rotondità, non c’è potenza, non c’è tecnica, non c’è la capacità di tenere una nota, e manco scandiscono le parole. Forse adatti ad esibirsi agli angoli delle strade, per gli stessi inspiegabili motivi che hanno reso celebre Giovanni Allevi sono oggi acclamati. Purtroppo per loro, dal pubblico ingioiellato ed incravattato di cui sopra, privo di qualsiasi minimo gusto musicale, perché da qualsiasi altra parte verrebbero presi a pomodorate.

La situazione è talmente grave che credo di poter dire: rimpiangeremo Andrea Bocelli.

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Pubblicato il 25 dicembre 2013, in recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. “per gli stessi inspiegabili motivi che hanno reso celebre Giovanni Allevi sono oggi acclamati”
    Da scolpire nella pietra

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