Gli italiani non cambieranno mai

Popolo di servi, pronto a correre in soccorso del vincitore, pronto a ignorare la legge quando non fa comodo, bravissimo o almeno convinto di esserlo nell’eloquio quando si tratta di piegare i principi alla convenienza del momento.

La legge parla chiaro: i professori che hanno avuto un aumento in busta paga non hanno diritto ad averlo. Sarà una legge sbagliata, avrà avuto degli effetti che vanno oltre le intenzioni degli estensori, sarà modificabile anche con un decreto, ma fino ad ora rimane la legge, che non si piega a convenienze di parte e che si applica in quanto tale.

In questo quadro, arriva il vincitore, Matteo Renzi da Firenze, che dice che la restituzione di quello non dovuto è indecente, i professori che hanno avuto quanto non spettava loro non devono restituirlo. Già qui, ci sarebbe molto da dire, visto che non è compito del segretario del PD, o di qualsiasi leader politico, stabilire quali leggi applicare.

Invece e appunto Renzi ha sparato ad alzo zero, perché nella sua strategia politica ogni elemento è buono per mettere in mora il governo. E il governo che fa? Invece di fare presente che la legge, e sono costretto a ripetermi, si applica salvo una nuova legge che la modifichi, decide di ignorare bellamente la legge stessa e dice che sì, chi ha avuto ha avuto ha avuto.

Stabilendo quindi un nuovo, affascinante invero, principio: se lo Stato ti dà più di quello che ti deve dare, tu vai da Matteo Renzi, e facciamo aumma aumma. Una cosa delirante, che credo non saprei spiegare a nessuna persona di nessuna nazione civile e democratica (e anche a spiegarla ad un italiano ammetto di avere fatica, io pure lo sto scrivendo ma non ci credo).

Così, abbiamo avuto il soccorso per il vincitore, il piegamento della legge alla convenienza politica del momento, e ovviamente il pianto greco e tutte le proteste dei nostri politici che si dicono, tutti, tanto preoccupati per la scuola, tanto attenti agli stipendi degli insegnanti, tanto favorevoli al provvedimento.

Poi però, non dicono che il loro compito e il loro dovere, di fronte alla eventuale sperequazione dovuta alla restituzione degli scatti di stipendio, era quello di riunirsi e modificare la legge. No, sai che palle, meglio un bell’intervento al telegiornale, la voce tremante dall’emozione e dalla partecipazione al dramma degli insegnanti, che fa tanto fine e non impegna. Sia mai che ci riuniamo e poi magari quei soldi che mancano all’appello li venissero a chiedere a noi. No no, facciamo un bell’intervento. Poi, francamente, sarà pure scritto in Costituzione che c’è il pareggio di bilancio, sarà pure che se diamo qualcosa in più a qualcuno dobbiamo togliere da qualche altra parte, sarà pure che decidere quindi dove vanno le risorse è una cosa che viene appunto decisa dalle leggi dello Stato e non dal primo che passa, sarà pure che se il Ministro non è stato correttamente informato allora il Ministro deve provvedere a licenziare su due piedi il direttore generale del Ministero, ma francamente sai che ti dico? Chi se ne fotte. Tanto qui è tutta una delinquenza, come dice il senatore Razzi.

Anzi, viva Razzi, che è bravo e buono esattamente come tutti gli altri, non certo peggiore. Solo più folcloristico.

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Pubblicato il 8 gennaio 2014, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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