170 miliardi e ci mettiamo d’accordo

Dicevo, un po’ di tempo fa, che l’unico vero pregio di Matteo Renzi era quello di non essere diventato dirigente e segretario politico per cooptazione, ma anzi aver ottenuto il posto partendo da una posizione di scontro molto forte. Quello che sarebbe successo, era troppo facile prevederlo, è quello che accaduto: i poteri forti ora voglio assorbirlo nel sistema, per tenerlo sotto controllo. E come si fa tutto questo? Mettendo insieme un po’ di indicazioni, e lasciando che Matteuccio colga l’indicazione e si dichiari pron(t)o.

In Italia, cominciamo da qui, quando il governo è debole si scatenano le lobby, perché di meccanismi di controllo, di autorità di garanzia, di poteri terzi non c’è quasi traccia. Quindi, quando qualcuno dice qualcosa in una situazione di governo debole è perché si sta riposizionando.

Allora, cosa è stato detto, proprio guarda un po’ negli ultimi due giorni?

La prima cosa detta viene dal Corriere della Sera, che rilancia le voci per cui Napolitano, già dall’estate 2011, aveva in mente di affidare a Monti l’incarico che avrebbe ricevuto a Novembre. Ora, che il Presidente della Repubblica sondi delle personalità e si confronti con esse non è una notizia, tantomeno di fronte al fatto che il governo che c’era in quel periodo, Berlusconi, era già in affanno. Nè dovrebbe stupire che Monti abbia confermato a mezza bocca le indiscrezioni, visto come gli rode di essere limitato alla politica italiana, di cui non gliene è mai fregato nulla (come ho già scritto su questo blog).

La seconda cosa è che le banche italiane stanno suggerendo un bel piano al Governo: noi ti accolliamo tutti i 170 miliardi di euro di sofferenze bancarie, e così torniamo a fare prestiti alle imprese e l’economia riparte. Si tratta, quindi, di un meccanismo per rendere pubbliche le perdite e accentrare in mani private i profitti, visto che fa parte dell’essere banca l’avere a che fare con le sofferenze, ma questo sfugge a lorsignori.

Una richiesta di questo tipo, avanzata ieri (succede tutto ieri, ma tu guarda i casi della vita) dal Governatore della Banca d’Italia, avrebbe un impatto devastante sui conti pubblici, sarebbe pari al 10% del PIL. Potrebbe farlo solo un governo molto forte e molto solido e molto popolare, cosa che il governo Letta non è.

Invece, un governo Renzi, certo che sarebbe. Non sarebbe un governo che dovrebbe preoccuparsi della gazzarra dei M5S, come si è visto con il decreto IMU-Bankitalia.

Allora, caro Matteuccio, vogliamo accettare? Noi abbiamo già cominciato a mazzolare Napolitano, facendolo passare per un oscuro tramone che fa impicci tutti l’anno, Letta lo copriamo di giudizi negativi su ogni editoriale, t’abbiamo detto che quelli che vogliamo sono 170 miliardi, in cambio di prendi Palazzo Chigi e per almeno un paio d’anni con Berlusconi ci parliamo noi, si sta zitto e buono e tu ti diverti.

Questa è la proposta che i poteri forti, cosiddetti, stanno facendo a Renzi. Che passa, quindi, per una cooptazione nel sistema politico, senza questi fastidi delle elezioni.

Ecco perché dobbiamo sperare, tutti, che Renzi non accetti. Sennò, siamo fottuti e la terza Repubblica muore prima ancora di nascere.

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Pubblicato il 10 febbraio 2014, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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