Remains (of the day, and of the work too)

Mi ero piuttosto sbagliato sugli esiti delle elezioni europee, tutto pensavo tranne che il PD di Pittibimbo potesse avere una tale affermazione, sopratutto distanziando il M5S.

Posso dire, a mia parziale discolpa, che avevo comunque fatto una stima prima degli ultimi giorni di campagna elettorale, in cui Grillo ha dato prova del peggio di sé, parlando di Hitler, tribunali speciali, licenziamenti e così via, facendo insomma di tutto per spaventare e mettere paura agli indecisi. Anzi, favorendo il travaso di una piccola o grande quota di voti dai partiti di centro-destra al PD.

Si potrebbero fare varie osservazioni. La prima che mi viene è che questi voti del PD non sono scritti nella pietra, ma sono voti molto mobili. La vera novità di queste elezioni europee è che, per la prima volta, c’è stato uno spostamento di elettori, da alcuni partiti ad altri e da alcuni partiti all’astensionismo. Questo è avvenuto per lucida disperazione, non per convinta adesione. Dopo aver provato la Lega, Berlusconi, i Cinque Stelle, a Milano hanno deciso di provare Renzi, dandogli il 43 per cento ed oltre. Ma quei voti, come ci sono oggi potrebbero sparire domani. Tanto di cappello, quindi, a Renzi che ha detto che la rottamazione ora può iniziare per davvero, consapevole che ora deve guadagnarseli e il tempo non lavora a suo favore.

Si potrebbe anche osservare che nessuno dei problemi dell’Italia è stato risolto; questo non per dire che se ne può fare colpa a Renzi che è premier da tre mesi (Papa Francesco, che per i cattolici romani è pur sempre il Vicario di Cristo in terra, è un anno che sta lì e ancora non è riuscito a fare niente per l’opposizione proprio di molti cattolici di alto rango), ma per dire che sarà grave colpa sua se non farà niente. I temi su cui esercitarsi sono infiniti: la corruzione dilaga e la burocrazia soffoca ogni spiraglio di libertà, mentre il merito sparisce.

Certamente mi ha colpito molto come, di tutte le persone di sinistra o anche solo genericamente riformiste, non ce ne sia uno, dico uno, che sia contento di questo esito elettorale. Proprio perché in questa campagna elettorale di temi di sinistra non ne sono stati toccati molti, né Renzi è un leader di sinistra.

Aggiungo poi una piccola nota personale. La situazione in azienda è ormai arrivata al collasso, la stessa continuità operativa è a rischio. Se non mi fa piacere sapere che sono in uscita, dall’altra parte non ho particolare desiderio di rimanere in questo posto un minuto più del necessario, perché la situazione è di una pesantezza estrema. Qui gli uffici sembrano quelle piazzette di paese dove le persone anziane si mettono sedute e vedono chi passa, non avendo altro da fare.

Pubblicato il 28 maggio 2014, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Ciao caro, mi dispiace molto per la situazione in azienda. So di cosa parli. Sul voto, volevo invece dirti che io mi sento di sinistra, e non di centrosx, e sono molto contento di questo voto. Anzitutto perché il partito che avrei votato se fossi stato in Italia, Lista Tsipras, ha acciuffato il 4%, poi per il 40 a 21 del PD sul M5Espelle. L’atteggiamento di superiorità manichea di quasi tutti i grillini era ed è insopportabile, e anche antidemocratico. Quindi godo del fatto che abbiano preso un bagno epico. Purtroppo, non credo che nemmeno una simile lezione li spinga a capire cosa sia la politica e come si fa. La decisione autoritaria di Grillo di allearsi in Europa con Farage, poi, alla faccia di tutte le decisioni prese dal basso, delinea finalmente un’area ideale per questo movimento populista e qualunquista: chiaramente a destra, con gli xenofobi, i nazionalisti. Diciamo che è stata una gran bella illusione, quella del M5S, ma come qui ha perso 3 milioni di voti riformisti, in futuro ne perderà un altro milione, magari però guadagnandone presso quelle formazioni di destra che non ha ancora prosciugato (FdI soprattutto).

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