Un eterno ripetersi

Credo che uno dei motivi per cui scrivo meno sul blog dipende dal fatto che molte vicende pubbliche sono la riproposizione ennesima ed ulteriore di cose di cui ho già parlato e detto. Faccio giusto due esempi.

Alitalia-Etihad. Ma che bravi, coraggiosi et audaci gli emiri che si comprano l’Alitalia. Pensa, hanno chiesto solo che: i debiti che Alitalia ha con le banche vengano cancellati (questo causerà che le banche dovranno rifarsi con tutti gli altri clienti, concedendo meno prestiti ovvero aumentando i tassi di quelli concessi o da concedere); lo Stato si faccia carico dei lavoratori licenziati (questo causerà che le tasse di tutti finanzieranno la cassa integrazione dei licenziati, che dovrà durare molti, molti anni, sufficienti a spegnere ogni tentativo di contestazione dei lavoratori); la concorrenza sui voli interni venga ridotta (questo causerà che i costi dei biglietti saliranno). Quindi, cari cittadini italiani, sappiate che voi pagherete tre volte: come contribuenti fiscali, come controparte delle banche, come clienti di un volo di linea. Non siete contenti? Non vi sembra a quel punto che quel “sul lusso, gli emiri non badano a spese” che c’era scritto ieri su Repubblica sia una solenne presa per il culo? Che siamo tutti buoni a fare i ricchi con i soldi degli altri?

Debito pubblico. Ma basta, eh. Dopo anni che ho scritto che il debito pubblico italiano non si può pagare e che non verrà pagato, ora si comincia a scrivere anche sui giornali dei poteri forti. Giusto per far circolare l’idea e vedere come attecchisce.

Solo che, ecco, non ho voglia di esplorare più questi temi, tanto ho già detto tutto anni fa.

Pubblicato il 3 giugno 2014, in Fatti nostri con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Mi sto interessando solo di striscio alla vicenda di Alitalia, e del resto manco mi intendo di economia né di aviazione commerciale, quindi il rischio che mi stia sbagliando è grosso, ma intanto queste sono le mie considerazioni sulla faccenda, poi magari se mi smentisci rivedo la mia posizione:

    1. Alitalia è vendibile solo alle condizioni richieste da Etihad. Questo a causa di decenni di cattiva gestione italiana, e non perché gli arabi stiano sciacallando. Nessuna compagnia se la prenderebbe col carico di debiti e il sovraccarico di dipendenti da cui è gravata. L’alternativa è farla fallire definitivamente, con molti più oneri e molti più cassaintegrati.

    2. Meglio che Alitalia finisca nelle mani di una compagnia come Etihad che ha bisogno di un hub in Europa. Hanno tutto l’interesse a potenziare le tratte internazionali e intercontinentali. Questo, checché se ne dica, ritengo che gioverebbe a molte cose in Italia, turismo per primo.

    3. Le tratte domestiche in Italia sono irrilevanti. Se non c’è concorrenza tra compagnie aeree, c’è comunque la concorrenza dell’alta velocità. Abbiamo per ora le linee di alta velocità più efficienti d’Europa. Francoforte Berlino si fa in oltre 5 ore di alta velocità. Milano Roma, più o meno la stessa distanza, in meno di tre ore. La concorrenza c’è. Le tratte domestiche più lunghe, come quelle per le isole, sono piene di vettori low cost.

    4. Lufthansa sta pestando i piedi per questa storia di Etihad, e minaccia ricorsi e battaglie. Ha tutto l’interesse perché Alitalia rimanga una sgangherata flotta di catorci inefficienti, siccome l’Italia è il suo secondo bacino di utenza dopo i paesi del gruppo che forma insieme a Swiss e Austrian, che sono di sua proprietà. La compagnia tedesca risucchia ogni giorno un numero impressionante di passeggeri italiani per portarli nei suoi hub di Francoforte e Monaco e smistarli in giro per il mondo. Questo insegna che Etihad è l’unica soluzione praticabile perché qualunque compagnia europea impossessatasi di Alitalia (perché Alitalia si salva solo se viene comprata da un’altra compagnia aerea, mica da una seconda cordata di imprenditori) non avrebbe nessun interesse a potenziare il traffico domestico in Italia né quello internazionale che non sia diretto verso i propri hub di pertinenza. Etihad ha bisogno di avere un piede saldo in Europa con un hub consolidato e grande, Alitalia non le serve per trascinare passeggeri verso Abu Dhabi, al contrario le serve per smistare passeggeri in Europa e verso le americhe.

    • Ci sono due punti però che vorrei evidenziare comunque. Il primo è che le condizioni a cui vendere Alitalia sono o non sono le migliori possibili per chi vende. Questo non lo sappiamo, per saperlo si sarebbe dovuta fare una trattativa incaricando una banca d’affari, cosa che non è stata fatta, per cui quelli che ci hanno guadagnato di sicuro sono quelli che hanno fatto la trattativa in stanze buie e fumose, non si sa autorizzati da chi (il governo? l’azionariato? alcuni azionisti isolati?) e con quale mandato.

      Il secondo, che comunque è una vendita di una azienda privata e non si capisce, quindi, perché venderla con un generoso intervento pubblico. Certo, se pensi che tra i venditori c’è (o forse c’era) il gruppo Marcegaglia e la signora Marcegaglia è stata messa, proprio per i suoi meriti industriali, a capo dell’ENI, hai già la risposta alle obiezioni.

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