Scozia/ Cose da fare e da non fare

Questa mappa mostra che in effetti in Scozia ci sono stato per davvero:

scozia

quindi, come si dice in questi casi, è la voce dell’esperienza che parla, ovvero – come diceva Oscar Wilde – del nome che gli uomini danno ai propri errori.

Alcune delle cose da fare e da non fare quando si va in Scozia sono:

  • Pianificare il viaggio. La Scozia è grande (circa quattro volte la Lombardia), la ricettività non è altissima, sopratutto nella zona Nord e comunque d’Estate c’è spesso il tutto esaurito in strutture che, comunque, hanno poche stanze. Noi abbiamo prenotato con poco preavviso e quindi siamo dovuti scendere a compromessi, credo che per andare in Scozia senza doverne fare sia utile prenotare con almeno quattro mesi d’anticipo. Per Edinburgo, che ad Agosto è centro di tre festival di grande interesse culturale, quattro mesi potrebbero anche essere pochi. Considerate che per vederla tutta ci vogliono circa 5-6 settimane;
  • Avere l’abbigliamento adeguato. Sempre nel tema della pianificazione, non fatevi venire idee strane per cui andrà sicuramente bene un paio di scarpe da ginnastica che le mettete pure quando qui fa freddo e poi sono così carine: dovete necessariamente comprare un buon paio di scarpe da escursionismo impermeabili, perché anche d’Estate troverete il bagnato. Noi abbiamo avuto la fortuna di comprarle in un ottimo negozio dedicato, vi sconsiglio di andare in quella famosa catena francese di negozi sportivi perché hanno molto meno assortimento e un centesimo della competenza (le scarpe da escursionismo sono un mondo in sè, non funziona che le comprate perché vi sembra che vadano bene: noi abbiamo delle Salomon che si sono rivelate eccezionali, con appositi calzini perché pure lì non funziona che uno compra in base al colore);
  • Avere una buona macchina fotografica. La Scozia non è la meta più economica d’Europa, per cui capisco che l’idea di spendere soldi per una buona macchina fotografica (ovvero una reflex) aumenta spese già non piccole, ma non pensate nemmeno per sbaglio di poter fare delle buone foto ai paesaggi scozzesi con cose buffe quali macchine digitali compatte, telefonini, iPad e altre scemenze nate per fare tutt’altro ma non per fare le foto, sopratutto in condizioni di scarsa luminosità;
  • Mangiare in albergo. Molti b&b e guest house offrono la possibilità di cenare, pagando a parte. Noi, ogni volta che l’abbiamo dovuto fare perché costretti dalla logistica, non abbiamo mangiato bene: sempre cose così così, da cucina di casa riscaldata e a prezzi invece da buon ristorante. E’ sempre molto meglio cercare un ristorante, prima di arrivare dove si vuole arrivare.

Per i costi: come detto, la Scozia non è una meta economica. Vale sempre la pena dormire in strutture come b&b e similari che spesso sono più nuove e meglio tenute di molti alberghi (che erano per un tipo di turismo che ormai è in declino, gli inglesi preferiscono prendere un low cost per andare nel Mediterraneo che subire l’uggiosità del clima scozzese) e il costo è quello di una stanza in un albergo di una media capitale europea. I costi maggiori sono quelli per gli spostamenti (è indispensabile avere un’auto propria – ci si abitua abbastanza in fretta alla guida a destra – sopratutto se ci si sposta dalla fascia centro-meridionale, dove si potrebbe comunque viaggiare anche con i mezzi pubblici). Anche per mangiare si spende non troppo, considerando che spesso ci sono ottimi pub a prezzi da pub. Le attrazioni sono abbastanza costose; la cosa migliore se si vogliono vedere castelli e monumenti è quella di fare l’Explorer Pass della Historic Scotland, che permette di vedere quello che si vuole tra decine di opzioni (concentrate sopratutto nella zona centro-meridionale) nell’arco di un certo numero di giorni.

Per la guida viaggi: vince la Lonely Planet, per sostanziale mancanza di concorrenti. La Rough Guide che ho visto era una cosa vecchia di anni, mentre la guida verde del Touring, purtroppo, è un fascicoletto scritto in modo sciatto e svogliato. La Lonely Planet non è che sia perfetta, spesso tradisce una sensibilità che non è europea nel valutare le attività e i posti, però è discreta dal punto di vista logistico. Va comunque letta tutta ed attentamente prima di decidere cosa fare, visto che in Scozia ci sono grandi varietà di opportunità: potreste preferire la parte storico-monumentale (che è la zona centrale e meridionale) piuttosto che i paesaggi delle Highlands, trovare o meno interessanti le isole che hanno poi climi e culture molto diverse tra loro e su queste cose ognuno sceglie secondo i suoi gusti;

Voli: Oltre alle compagnie aerea che che trovate tramite Skyscanner e simili, considerate Jet2, che è una buona compagnia low cost che fa prezzi interessanti. Potete anche valutare di non arrivare in una grande città ma in una piccola, se c’è un volo diretto, per poter risparmiare qualcosa, sempre che non ve lo ritroviate con il noleggio dell’auto.

Cosa si può vedere in Scozia: le attrattive principali sono i paesaggi, la fauna e la flora e i monumenti (castelli ed abbazie). Oltre a questo, le pietre dei Pitti sono l’unica cosa culturalmente significativa della regione (inoltre, ci sono un po’ di menhir in alcune delle Ebridi Esterne). Le due grandi città scozzesi (Edinburgo e l’altra che non nomino perché porta sfiga, storia lunga) hanno dei musei discreti ma che non giustificano il viaggio.

Che lingua parlano gli scozzesi: una lingua incomprensibile. Più si va al Nord e più le cose migliorano, ma l’inglese parlato nelle grandi città è un’esperienza terribile. Ad esempio, la pronuncia di “Do you have a mobile phone?” è qualcosa di simile a “Du u a mobile phu?” e termini come “holiday” si pronunciano circa come “old”. A domande come “Sono quelli i vostri bagagli?” abbiamo risposto “Buona giornata”, tanto avevamo capito cosa stessero dicendo.

(se ce la faccio, seguiranno foto).

 

Pubblicato il 4 settembre 2014, in viaggi con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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