Chiamatemi Marrabbio

Premessa: il riso è una delle cose che meno amo a tavola. E’ un eufemismo, diciamo che il riso in bianco è in grado di provocarmi un disgusto così forte che arrivo al conato di vomito. Purtroppo, so e gli riconosco il fatto che è anche un ottimo alimento, adatto sia agli sportivi che a quanti hanno problemi di stomaco. E in quest’ultima categoria, purtroppo, io ci rientro anche abbastanza spesso. In questa situazione così sfortunata (io invidio tantissimi quelli che amano il riso in bianco e se lo mangiano per scelta, non per necessità) con il tempo ho visto che c’era qualche via d’uscita rappresentata dal riso e dalle ricette a base di riso delle cucine orientali. Sia chiaro, anche i supplì alla romana o i pomodori con il riso sono per me un ottimo modo di mangiare il riso, però certo non sono troppo consigliati se uno è indisposto. Mentre, un po’ di riso da sushi è sempre un’opzione accettabile (o proprio il sushi, visto che contiene poi o verdure lesse o pesce crudo, entrambi compatibili con i miei specifici disturbi digestivi). 

Il problema del riso da sushi è che non è un prodotto che si può mangiare in ogni ristorante (a Napoli ci sono un paio di ristoranti giapponesi, di cui almeno uno ottimo per mia esperienza personale) così ho cominciato a pensare a farlo in casa, nè uno può certo andare a ristorante quando non si sente bene e mangiarsi il riso in bianco.

Come è andata? Ecco, diciamo che le prime volte che uno cucina una cosa non sempre gli viene bene. Anzi, spesso gli viene malissimo e più è venuta male all’inizio più impegnandosi riuscirà a migliorare. 

Quindi, un giorno, il mio sushi sarà eccezionale.

Ieri ho fatto la prima prova, dopo essermi dotato di riso da sushi, alghe per riso da sushi e aceto di riso (risultando quindi gravemente carente sul lato degli strumenti di cucina, però prima di spendere quaranta euro per la ciotola di legno in cui va fatto mescolare con l’aceto di riso vorrei aspettare un po’). 

La prova di ieri è stata catastrofica, si è tutto bruciato perché ho sbagliato i tempi di cottura. Oggi è andata meglio, il riso da sushi è fatto ed è anche abbastanza discreto.

La cosa notevole è stata invece il momento madeleine. Se vi ricordate, tanti anni fa c’era il cartone animato Kiss Me Licia (poi fecero anche un telefilm). Il padre di questa Licia si chiamava Marrabbio e ha quella che noi chiameremmo una tavola calda. 

Spesso, si vede Marrabbio cucinare e usare un ventaglio sui piatti (almeno è così nel mio ricordo e tanto basta). Finora non avevo capito perché lo facesse, sembrava una cosa semplicemente ironica per rappresentare un carattere apprensivo. Invece no: quando si aggiunge l’aceto di riso al riso cotto, il ventaglio serve a farlo evaporare più in fretta. 

Me lo sono ricordato oggi, mentre sventagliavo il riso. 

(se l’immagine di me che sventaglio il riso come Marrabbio vi fa ridere, non posso darvi torto)

Pubblicato il 10 settembre 2014, in Fatti miei con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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