La tragedia di un uomo ridicolo: Angelino Alfano

Angelino Alfano è, innanzitutto, inadeguato.

Si tratta della cifra stilistica della sua mediocre esperienza politica: inadeguato come Ministro della Giustizia nei governi Berlusconi, quando contribuì a fare passare leggi come la Bossi-Fini che sono poi state stracciate dalla Corte Costituzionale. Inadeguato come Ministro dell’Interno in questo governo, con la vicenda della sparizione forzosa dell’oppositrice kazaka, avvenuta con il Ministro che non ne sa niente. Inadeguato a gestire una macchina così verticistica come il Ministero dell’Interno, dove proprio il modo in cui ha scaricato i funzionari che si occuparono di quella oscura vicenda ha fatto sì che la burocrazia ministeriale gli si sia messa contro.

E’ anche, sopratutto, inadeguato a fare il segretario di partito. Berlusconi ci aveva provato a metterlo a capo del PDL, ma si era dovuto subito ricredere per l’atteggiamento ondivago ed inconcludente del pupillo. Allora Alfano non si è perso d’animo, ed ha deciso di fondare il suo partito insieme ad altri personaggi in cerca di poltrone e contando sulla benemerenza da parte del Presidente della Repubblica.

Come Casini prima di lui, è rimasto poi prigioniero della parte più retriva e clericale del mondo cattolico italiano. Se c’è una cosa che ha impedito a Casini di creare un grande partito moderato è il tanfo di sacrestia che da lui promana. Odoraccio che, va detto, non c’era nella Democrazia Cristiana che era sicuramente un partito cattolico, ma che aveva una idea di Stato molto più ampia.

Senza divagare, Alfano è invece rimasto a fare lo sguattero della minestra riscaldata e stantia del clericalismo italiano, quando questo ormai è un ferrovecchio per lo stesso Papa (che, probabilmente, non sa chi è Alfano oppure non se lo spiega, certo non arriva a comprenderlo nè particolarmente se ne cale).

Così, mentre il Sinodo dei vescovi dice che anche le famiglie omosessuali vanno accettate nella Chiesa, che deve essere misericordiosa e paterna, Angelino – proprio il giorno prima, ma guarda che disdetta – se ne esce con la stupida, stupidissima, circolare che vieta le trascrizioni dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero.

Ora, che ad Angelino piaccia o non piaccia, all’estero i matrimoni tra persone dello stesso sesso si celebrano ed è nel pieno diritto di chi l’ha contratto all’estero chiederne una trascrizione in Italia, esattamente come quelli che hanno preso una laurea in Europa e l’hanno riconosciuta in Italia senza valutazioni di parte. Questo perché il matrimonio genera degli effetti che hanno effetto, scusate il gioco di parole, anche in Italia, quindi sarebbe strano che lo Stato Italiano non ne fosse a conoscenza.

Non voglio stare a perdere tempo a spiegare perché quella di Alfano è una forma di clericalismo con un sottostrato burocratico che suscita ilarità o sdegno, ma mai comprensione, questo è già stato detto.

Vorrei invece riprendere il tema dell’inadeguatezza per evidenziare un punto che è stato poco toccato nelle cronache. Alfano ha detto che il Sindaco come Ufficiale di Stato Civile prende disposizione dal Prefetto su questi temi, non può agire di testa sua.

Per chi conosce come funzionano certi processi amministrativi, questa è una bestialità che, detta da un Ministro dell’Interno, equivale ad una bestemmia in chiesa detta da un prete.

L’identità dei cittadini (cioè la carta d’identità) viene attribuita dai Comuni, secondo una legge credo del ’57 che, interpretazione e consolidata giurisprudenza costruita giorno dopo giorno, riconosce questa potestà ai Comuni in modo esclusivo. Non esiste un altro ufficio dello Stato, centrale o locale, che possa fare la stessa cosa. Allora, stabilire per circolare che il Sindaco risponde al prefetto di quello che fa significa invadere un campo di esclusiva pertinenza comunale. Cosa che, infatti, ha provocato sia la risposta piccata dei vari sindaci promotori delle trascrizioni – che hanno curato l’aspetto politico della questione – sia del presidente dell’Anci, che si è incazzato da un punto di vista istituzionale.

Dicevo, Alfano è inadeguato. Lo è nella gestione del partito che l’ha messo lì, nel raccordo con quella che lui considera la Chiesa Cattolica Italiana che invece se ne frega amabilmente di questo personaggio, nella conoscenza delle leggi nei rapporti con i Comuni che per il Ministro dell’Interno sono elemento essenziale della sua attività quotidiana.

Farebbe bene a farsi da parte, per manifesta ignoranza, invece di stare a strillare sulla violenza inaudita di qui – povera stella – è stato vittima. Pensasse alle violenze di chi vive in famiglie a metà e ogni giorno deve arrabbattarsi per avere riconosciuto un pezzettino, piccolo piccolo, dei suoi diritti.

Piuttosto, Renzi se ne liberi. Tanto, il partito di Alfano non farà mai cadere il governo, sa che finirebbe stritolato nelle elezioni politiche (e poi, si andrà a votare comunque tra qualche mese).

Pubblicato il 10 ottobre 2014, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. bravo, bravo, ma delle cose importanti non ci capisci niente! ti sfugge la visione d’insieme! ohibò! calere non è un verbo riflessivo: non il papa non se ne cale, ma al papa non gliene cale! smack!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: