L’oro di Napoli

In questi giorni a Napoli va terminando una mostra sugli ori e i gioielli del periodo angioino. La mostra è organizzata dal Forum delle Culture e, purtroppo, si vede eccome.

Il Forum era una idea della precedente amministrazione della città, quella attuale non lo considera strategico e l’esito si manifesta nella scarsissima qualità di quello che viene organizzato, nella pubblicità assente e, in questo caso, in un apparato museale pessimo.

I pezzi mostrati sono eccezionali, nel loro genere si tratta di una mostra che può avere pochi uguali al mondo, ma l’esposizione la rende comprensibile solo agli accademici (nemmeno, direi, al pubblico generalmente colto, devi proprio essere specialista nel settore per capire cosa hai di fronte).

E’ un peccato che una mostra che, in una qualsiasi metropoli europea, sarebbe un evento sensazionale (trovate voi quanti pezzi del XII secolo ci sono in una collezione permamente di un qualsiasi grande museo del mondo e quanti, tra questi, siano in perfetto stato di conservazione e siano tempestati di ori, pietre preziosi e lavorati con una abilità che supera i confini del tempo) divenga invece qui una cosa fatta in un angolo, mal presentata, per niente pubblicizzata e del tutto inaccessibile a persone comuni e meno comuni.

Guardate, è un destino terribile di quello che è l’oro di Napoli. E’ lo stesso destino che subisce il tesoro di San Gennaro, ovvero la collezione di oltre ventimila pezzi pregiati raccolti nel corso degli ultimi cinque secoli come donazioni dei fedeli.

Si tratta probabilmente del tesoro di maggior valore al mondo, visto che molti di questi ventimila pezzi sono in realtà dei “set” di più elementi collegati tra loro e che tra questi pezzi, oltre alle cinquantuno statue dei co-patroni di Napoli, tutte in argento massiccio e di qualità estetica straordinaria, ci sono la mitra (con circa 4000 pietre preziose), il collare (a cui ogni casa regnante a Napoli ha contribuito con un pendente), il calice di Pio IX e altri pezzi pregiati (ciascuno dei pezzi pregiati è talmente pregiato che nessuno, al mondo, ha mai accettato di assicurare anche solo il singolo pezzo, non parliamo di tutta la collezione).

Una collezione di questo tipo, che spazio dovrebbe avere? E quanto dovrebbe essere conosciuta? Certo, andrebbero trovati gli spazi in cui ospitarla , ci vorrebbe l’accordo delle parti interessate, ma quanto significherebbe per questa città?

Invece, abbiamo la mostra scamuffa sugli ori angioini, in cui le didascalie sono messe per terra, per cui per leggerle ti devi mettere in ginocchio. Poi stiamoci a lamentare dell’austerità europea, quando siamo noi ad essere proprio coglioni.

Pubblicato il 3 novembre 2014, in gay con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. “Poi stiamoci a lamentare dell’austerità europea, quando siamo noi ad essere proprio coglioni…”

    Tu, per “noi coglioni”, intendi i Napoletani o gli Italiani in generale?

    Perche’ se intendi “noi Napoletani” mi trovi d’accordo (basta vedere chi eleggete ad amministrare la vostra citta’), ma se intendi gli Italiani in generale avrei piu’ d’una obiezione da muovere.

    Buone, cattive e mediocri amministrazioni si alternano in modo fisiologico in tutte le citta’ del mondo: i cittadini, quando sono contenti, confermano chi hanno eletto; quando sono scontenti, gli danno un calcio in culo e cambiano non solo i cattivi amministratori, ma anche l’area politica dalla quale provengono.

    I Napoletani, invece, incorreggibili coglioni, soffrono di una incurabile patologia: adorano scavare piu’ profonda la fossa di merda nella quale gia’ affogano e votano con passione religiosa sempre a Sinistra adorando contemporaneamente un Santo che i miracoli non li vuol fare anche se da secoli lo riempiono di regali.

    E per essere sicuri che le cose non cambino mai, i Napoletani coglioni continuano a nutrire sempre un profondissimo rispetto per le Istituzioni Camorristiche che li “aiutano” a tirare a campa’ e che li “proteggono”.

    Riassumendo:
    La Camorra li protegge da secoli, San Gennaro li protegge da secoli, la Sinistra li protegge da decenni e Napoli continua a vivere la sua miserabile esistenza protetta dai soliti magnaccioni cui i Napoletani sembrano essere davvero molto affezionati.

    Le tradizioni, si sa, sono dure a morire: specialmente quelle napoletane.

    • Era molto tempo che non leggevo un commento così sciocco, volgare e fatto apposta solo per insultare. Questo, peraltro, è del tutto evidente sapendo chi tu sei e perché sei qui a scrivere, non pensare che veniamo dalla montagna del sapone.

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