A quando il processo a Beppe Grillo?

Diciamo che se il Movimento Cinque Stelle fosse un partito democratico, dopo i risultati in Emilia-Romagna si sarebbero riuniti gli organismi dirigenti che avrebbero ringraziato, innanzitutto, l’impegno profuso dal segretario in una situazione così complessa. Prima, ovviamente, di accompagnarlo alla porta.

Il disastro dei Cinque Stelle è la notizia di queste elezioni regionali che meno riceve attenzione. Loro si baloccano felici del loro tredici per cento, che è secondo loro il doppio delle precedenti regionali. Vero, ma da quelle sono passati tanti anni e un intero quadro politico è cambiato. Quei voti sono viceversa la metà di quanto preso alle ultime politiche; quindi nella regione del PD, nella regione del Presidente del PD che si dimette per una storia poco chiara di affari fatti con il fratello, nella regione del Consiglio Regionale che viene inquisito per le spese allegre che cosa succede al partito che doveva fare la rivoluzione? Che doveva cambiare la politica? Che non si allea con nessuno perché governerà solo quando avrà più del 50% dei voti?

Semplicemente, non succede niente, il partito-movimento si eclissa e non riesce a portare a votare una quantità di astenuti enorme che si astiene, sicuramente, contro il PD, proprio per tutti i motivi appena detti ma che non decide, per nessun motivo, di andare a votare M5S.

C’è una cosa da dire di Renzi: ha sempre pensato ai cinque stelle come al suo nemico principale e, dopo alcuni mesi di governo, ha dato loro una serie di mazzate fenomenali. Talmente è bravo, Pittibimbo, a fare questo e talmente è poco capace a fare qualsiasi altra cosa, o quasi, che viene proprio da pensare che sia stato messo lì sopratutto per questo motivo, per evitare che il sistema istituzionale finisse nelle mani dei grillini.

Poi, però, e qui pecca di incapacità, non è riuscito a fare altro che neutralizzarli, perché non ha costruito un partito o una proposta politica che portasse i delusi a votare.

Rimane comunque che, dopo queste elezioni, le carte del mazzo continua a darle lui, mentre nei Cinque Stelle non comincia quel processo a Grillo e Casaleggio che sarebbe invece necessario. L’alternativa è che il movimento sparisca e si riduca ad una forza contestataria che fa folclore, una versione riveduta ma non corretta del Partito Radicale (almeno in quanto a incidenza nella vita politica; poi in quanto a capacità del personale e dei dirigenti, i due partiti sono agli antipodi).

Pubblicato il 24 novembre 2014, in Fatti miei con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: