L’ordinanza contro i raccoglitori di rifiuti di Napoli

Il sindaco di Napoli ha emesso un’ordinanza contro i raccoglitori abusivi di rifiuti.

Dubito che chi non sta a Napoli, anzi non sta in alcune particolari zone di Napoli, possa capire di che cosa si tratti, per cui lo racconto qui.

Intorno alla stazione centrale si incontrano spesso persone, in genere non italiani almeno a dire dai tratti somatici, che vanno in giro a raccogliere rifiuti dai cassonetti. Sono tutti organizzati con un passeggino per neonati, da cui hanno tolto la culla e tengono solo la struttura portante, dove hanno incastrato una grande scatola in cartone, come quelle che si usano per gli elettrodomestici più pesanti come ad esempio un condizionatore. Quindi, spingendo avanti questo carrello improvvisato vanno a cercare rifiuti “pregiati” all’interno dei cassonetti, in genere rovistando armati di un bastoncino in ferro, anche arpionato (quelli meglio organizzati).

Raccolti questi rifiuti, li commerciano e li rivendono. In molti casi, credo, a degli smaltitori che sono magari interessati ad avere dei materiali ferrosi. In troppi casi, purtroppo, si organizzano delle lunghe file di recuperi che sono messi in vendita, sul marciapiede, in genere sempre nei paraggi della stazione centrale.

Non è piacevolissimo incontrarli per strada, perché le condizioni igieniche in cui operano sono precarie ma è assai peggio quando viene loro in mente di salire sull’autobus, in particolare la linea 1 che è una di quelle favorite (visto che collega la stazione con Poggioreale e S. Giovanni, quindi altre zone in cui andare a comprare e vendere). Quando si presentano sull’autobus ci possono essere diverse reazioni dei passeggeri, che vanno dalla tolleranza mal tollerata, quando l’autobus è semivuoto, alle proteste che impongono a questi poveracci di scendere quando l’autobus è pieno e la puzza di immondizia e lo sporco non sono sopportabili.

Ho spesso incrociato gli sguardi di questi derelitti rimanendo sempre colpito da una cosa, l’atteggiamento che hanno che è, mi si lasci dire, quasi di orgoglio, come se a fare quella cosa, per quanto terribile ed umile, loro si sentissero comunque impegnati a fare qualcosa e ad avere un senso e un ruolo.

Però, detto questo, con tutta l’empatia, non posso che essere d’accordo con la ordinanza del sindaco che prevede la distruzione di questi carrellini e del loro contenuto, lasciamo perdere la multa di cinquecento euro che dubito sia nelle loro possibilità pagare, perché il degrado e l’immagine che risulta per la città è tremenda. Le proteste dei residenti stanno crescendo e sono già esplose e a ragion veduta.

Questi scavengers sono infatti concentrati sopratutto nei dintorni della stazione centrale (andando fino a porta Nolana), che è poi la stessa zona dove si concentra la maggior parte degli alberghi di Napoli. Vedere piazza Garibaldi ridotta ad un mercatino di immondizie, truffatori del gioco delle tre carte e venditori di pacchi è insopportabile.

Per evitare equivoci: questi fenomeni sono comunque molto circoscritti in un’area della città che ha scarso, se non nullo, valore turistico, non li ho mai visti arrivare anche solo all’inizio del Rettifilo, tantomeno nel centro antico.

Pubblicato il 28 novembre 2014, in Fatti nostri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. E’ difficile capire perche’ il sindaco comunista De Magistris si limiti a sequestrare e distruggere questi “carrellini” insieme al loro contenuto applicando una multa di 500 Euro ai questi riciclatori abusisvi che immerdano una citta’ che gia’ affonda nella merda fino al collo.

    Sappiamo gia’ che a Napoli le multe non le paga quasi nessuno, figuriamoci questi improvvisati “operatori ecologici del riciclaggio”.

    Se il sindaco comunista vuole davvero estirpare l’ennesimo fenomeno di incivilta’ che caratterizza la citta’ dove “la Camorra ci protegge” dovrebbe emettere un’ordinanza che prevede l’arresto in flagranza di reato e il rilascio solo dopo il pagamento della multa di 500 Euro.
    Cosa gli impedisce di farlo?

    La Costituzione?

    La possibile rivolta del proletariato emarginato terzomondiale che scenderebbe in strada reclamando il “diritto umano” alla sopravvivenza?

    La paura che la sua azione verrebbe considerata un po’ troppo “di destra”?

    La probabile reazione della terzomondista isteric0-comunista Boldrini che invece vedrebbe piu’ appropriata una “regolarizzazione” del fenomeno dando l’opportunita’ ai morti di fame del Terzo Mondo di guadagnarsi da vivere onestamente provvedendoli di regolare licenza di riciclaggio dei rifiuti urbani ed istituendo apposite aree della citta’ dove questi operatori ecologici possano operare serenamente contribuendo con le…tasse all’economia della citta’?

    O piu’ semplicemente che i “Comunisti” sono fisiologicamente incapaci di risolvere gli eterni, immutabili, patologici problemi napoletani e che bisognera’ prima o dopo affidarsi alle energiche iniziative di un tipo con le palle come “Salvini”?

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