Recensione: Cloudburst

Il destino dei film di genere GLBT in Italia è quasi sempre quello per cui quello che viene acclamato dalla critica e ha un certo riscontro di pubblico risulta invece abbastanza insignificante per il pubblico gay. Se una eccezione a questo è stata rappresentata da Brokeback Mountain, la regola viene invece spesso confermata, ultimo caso dall’insopportabile La Vita di Adele, che è piaciuto tanto al pubblico non GLBT e alla critica perché se mettiamo due lesbiche sullo schermo allora sì che siamo progressisti, sopratutto se poi se la leccano e si vede qualcosa.

Regola che allora viene confermata per questo bellissimo Cloudburst, la storia di due anziane lesbiche, benissimo rese da Olympia Dukakis e Brenda Fricker.

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Quando Dotty cade da letto mentre scherzava con Stella, la nipote decide che deve essere messa in una struttura che possa seguirla, visto che è sovrappeso e ipovedente. La nipote proprio non arriva a capire che la nonna sia lesbica, con tutto che il marito prova a dirglielo anche esplicitamente.

Allora Stella decide di recuperare Dotty (con uno dei passaggi più divertenti del film) e di andare in Canada, dove le due potranno sposarsi e quindi non essere soggette alla tirannia della nipote. Lungo il viaggio, anche a scopo di destare meno sospetti, rimorchiano per un passaggio fino in Canada un ballerino, interpretato dal belloccio Ryan Doucette.

Il film è quindi un road-movie, tra automobilisti che si scandalizzano per i toni espliciti di Stella (“a me la fica piace bella larga, siete voi uomini che la volete stretta perché ce l’avete piccolo”), gli equivoci tra la famiglia del ballerino e Dotty e tutti i sentimenti e le interazioni tra questa coppia che riesce benissimo sullo schermo.

Un film indovinato e riuscito, forse limitato in una regia e in una fotografia un po’ troppo da serial americano, ma che comunque stacca tante lagne più mainstream.

Voto: 8

Pubblicato il 3 dicembre 2014, in recensioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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