La crisi greca e il Presidente italiano

Quale è lo scopo di uno Stato? Verrebbe da dire quello di garantire e tutelare la sicurezza dei suoi cittadini, liberarli dal bisogno, dare una società giusta dove non viga la legge del più forte. Se è così, la perdita di oltre il 12 per cento della Borsa di Atene, occorsa ieri, è una buona notizia.

La Borsa non perdeva perché c’era qualche improvvisa notizia negativa, ma per le convulsioni della politica greca che deve eleggere un nuovo Presidente della Repubblica; se non ci riuscirà come sembra probabile, si andrà a nuove elezioni dove vincerà la sinistra di Tsipras.

Una sinistra scioccamente indicata come antieuropea dai giornaloni di lor signori, quando invece è la forza più europea di tutte nel panorama greco. Solo che è una forza che non pensa che ci si debba impiccare al debito e che la Grecia, essendo ormai arrivata al 170% di debito rispetto al PIL, debba occuparsi di altre cose prima di pensare di pagarlo visto che, tanto, non può essere pagato.

Per dire, debba dare le cure ai malati di cancro, cosa che oggi non si può fare perché non ci sono i soldi. Oppure che possa aiutare i poveri con una forma di sussidio statale e non debba portarli ad iniettarsi volontariamente sangue infetto con il virus dell’AIDS per poter contare su una pensione di invalidità.

Il problema e la discussione non sono se la Grecia fosse una nazione corrotta e con una economia inefficiente, era risaputamente così e forse si doveva pensare bene se accettarla o meno nell’Euro, ma che oggi, dopo anni di sacrifici che sono stati non lacrime e sangue, magari, ma sangue e morti, si deve decidere se sia così importante pagare il debito oppure destinare i soldi pubblici a poche altre priorità.

Tutto questo ci riguarda decisamente da vicino, non solo per motivi geografici e di vicinanza ideale, cose di cui comunque la penosa politica italiana non sa occuparsi – rendono di più le tangenti al Mose, all’Expo o al Comune di Roma – ma anche perché l’Italia ha un debito che ormai è il 136% del PIL, cioè prossimo ad una soglia di non ritorno: la Grecia cominciò a ballare quando era intorno alla stessa percentuale.

Da questo problema, viene l’identikit del prossimo Presidente della Repubblica che dovrà essere in grado di gestire i rapporti con l’Europa e di garantire per il governo italiano quando si renderanno necessarie scelte difficili come il consolidamento di una parte o di tutto del debito italiano (ricordo che pochi giorni fa S&P l’ha classificato come quasi spazzatura, quindi lo scenario di riferimento è ormai questo).

Gli unici candidati che hanno una rete eccellente di rapporti internazionali ed una conoscenza dei meccanismi dell’economia sono, ad ora, Romano Prodi e Giuliano Amato con, più defilata, Emma Bonino; tutti gli altri appaiono meno capaci e più adatti a fare le belle statuine lasciando fare al governo e alla maggioranza del momento, una cosa che difficilmente i partner europei saranno disposti ad accettare: quando hai un debito, sono i creditori che ti condizionano nelle scelte.

Pubblicato il 10 dicembre 2014, in Fatti nostri con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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