Il biglietto sospeso di ANM e la solidarietà pelosa di alcuni napoletani

Proteste a Napoli per il nuovo sistema di tariffazione dei biglietti pubblici, le cui novità più importanti sono il biglietto che vale per più corse che passa da 1,30 ad 1,50 euro e la nascita del biglietto di corsa singola che costa 1 euro.

Per chi è di Napoli, o almeno conosce bene i napoletani, è chiarissimo di cosa si stia parlando in realtà, magari ci può arrivare facendosi aiutare dal titolo; per gli altri provo a spiegarlo, perché è interessante per capire certi tratti di questa città e sopratutto dei suoi cittadini.

Una tradizione di cortesia e solidarietà di Napoli è quella del caffè sospeso: tu ti paghi il tuo caffè al bar e poi ne paghi un altro per un avventore che non conosci e che verrà a chiederlo dopo di te. Così, chi può pagarsi il caffè lo paga anche per chi non se lo può permettere. Sia chiaro, non è una tradizione così diffusa, ma c’è chi la pratica (si trova applicata anche alla pizza).

E’ una delle tante idee di cortesia che in questa città, a dispetto di tutto, sopravvivono malgrado un contesto sfavorevole. Ho visto innumerevoli volte persone offrire il loro posto a sedere su un mezzo pubblico a qualcuno più avanti con gli anni o in difficoltà, e gli inviti a sedersi e il rifiuto a farlo sono sempre esempi di una cortesia che, per dire, a Roma non esiste proprio.

Bene, queste tradizioni di cortesia hanno poi delle degenerazioni: come tantissime cose di Napoli, si può passare dal meglio al peggio in pochi passi.

Nel caso del caffè sospeso, il peggio si ha con il biglietto sospeso: non nel senso che qualcuno compra il biglietto per qualcun altro, ma nel senso che il biglietto di corsa multipla, dopo che era stato usato dall’acquirente, veniva ceduto gratuitamente ad un’altra persona. A volte questo avveniva con un contatto diretto, cioè c’è qualcuno che chiede il biglietto usato ma ancora valido all’ingresso delle stazioni; a volte la cosa prende una piega anche peggiore, per cui sui corrimano si trovano mucchietti di biglietti usati ma ancora validi.

E’ evidente come questa sia una degenerazione schifosissima del caffè sospeso: se quello è un contributo pagato di tasca propria, questa del biglietto sospeso è un modo per fare generosità con i soldi dello Stato, senza esporsi di persona.

Allora, l’azienda di trasporti pubblici ha pensato di risolvere il problema in modo astuto, appunto con il doppio sistema di biglietti: se fai una corsa singola paghi un euro; se vuoi fare più corse, comunque entro 90 minuti, paghi un euro e mezzo.

A questo punto, tutti i solidali pelosi che devono fare una singola corsa in metro possono decidere se spendere cinquanta centesimi in più per fare i signori, oppure risparmiare i soldi ed ovviamente, essendo bravi a fare solidarietà ma con i soldi altrui, scelgono di risparmiare.

Peccato, erà così bello farsi belli con i soldi altrui. Ho sentito io, con le mie orecchie, una signora lamentarsi di questo nuovo sistema di tariffazione e, la lamentela, gira e rigira, era proprio perché non poteva più regalare biglietti ancora validi, cosa che la angustiava tanto. Uno le avrebbe dovuto dire che se voleva fare solidarietà poteva comprare biglietti in più da regalare, ma credo che non avrebbe apprezzato.

Da i miei primi controlli empirici, vedo che ci sono meno biglietti riciclabili in stazione.

Per una volta tanto, brava ANM.

Pubblicato il 19 gennaio 2015, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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