Matisse arabesque alle Scuderie del Quirinale

Vista Sabato, il Henri-Matisse-Pervinche-Giardino-marocchinogiudizio sintetico è: modesta, non brutta ma certo non all’altezza delle mostre a cui ci avevano abituato alle Scuderie del Quirinale.

E’ un tema e un problema che va avanti ormai da diversi anni, ma certo dopo anni in cui abbiamo avuto cose incredibili (Antonello da Messina, Lorenzo Lotto, Caravaggio) ora siamo in una fase calante, in cui è evidente che di soldi ce ne sono pochi pochi. Questa è una mostra che sarebbe stata una buona mostra per il Vittoriano.

La mostra si intitola “Matisse Arabesque” e racconta Matisse mettendolo in relazione con gli influssi arabi e orientali. Un’operazione già abbastanza rischiosa, perché certo non si raccontano le opere principali e più importanti dell’autore, resa ancora più difficile dal fatto che nella maggior parte delle sale la parte legata a Matisse e quella relativa agli influssi non sono in equilibrio tra loro; in genere non si parlano, poi spesso viene sovrastato l’uno o l’altro. Inoltre, la curiosità maggiore è comunque suscitata da opere e manufatti che difficilmente si possono vedere a Roma (viene subito da pensare alle straordinarie collezioni orientali ed arabe del British Museum e a quanto una bella mostra di arte giapponese a Roma sarebbe proprio necessaria, ci siamo innamorati di alcune vedute della scuola di Kano). Svettano anche alcune composizioni geometriche del piano che, ad onta di essere fatte nel dodicesimo secolo al Cairo potrebbero ben figurare all’interno di una architettura romana moderna come quella di molti palazzi dell’EUR.

Invece, abbiamo trovato abbastanza noiosa la parte sul Chant du Rossignol, un’opera teatrale di cui Matisse dipinse i costumi che sarà sicuramente un esempio di opera totale, ma dedicarci tre sale tre è forse un’esagerazione spiegabile come la necessità di dover riempire la mostra (necessità che si avverte anche nell’audioguida, che in molti casi si dilunga inutilmente, tanto inutilmente e che poco fa il suo mestiere di spiegare l’opera e l’influenza).

Alle Scuderie del Quirinale fino al 21 Giugno.

(A fianco, H. Matisse, Pervince (o Giardino Marocchino), 1912)

Pubblicato il 30 marzo 2015, in recensioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Ho vissuto la tua stessa esperienza dal proctologo, ero troppo eccitato!

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