Recensione: “The Martian”

Questo libro mi è stato suggerito su Facebook da Albino e l’ho letto con una certa, sopratutto iniziale, curiosità.

E’ la storia di Mark Watney, astronauta su Marte che per una sfortunata circostanza si trova solo sul Pianeta Rosso e deve trovare il sistema, per intanto, di sopravvivere e a seguire di comunicare con la Terra per avere una speranza di essere salvato.

Detta così potrebbe sembrare una storia alla Robinson Crusoe, ma lo stile letterario è molto più modesto.

Il racconto è tutto teso a spiegare come si fa a fare cosa, quindi ad esempio come si possono piantare delle patate nella colonia su Marte per avere una certa quantità di carboidrati di cui fare provvista. Nello specifico, così, sappiamo quante calorie occorrono per vivere, quante ne producono le patate, quanto terreno ci vuole per coltivarle, come concimarlo, i tempi di produzione, gli incidenti di lavorazione. La cosa poi non finisce qui, perché ci sono problemi di navigazione marziana, chimica, fisica, meccanica che appaiono ad ogni pagina del libro.

Anche di informatica, per cui il lettore potrebbe (o non potrebbe) appassionarsi a sapere che per la comunicazione con la Terra si è reso necessario usare hexedit per patchare una libreria in modo tale che non facesse un sanity check ed accettasse i dati provenienti dal rover allo scopo di riprogrammarsi (non fa niente se non avete capito, non vi siete persi molto, vi dico io sulla fiducia che è plausibile).

L’idea del romanzo non era brutta, ma ad un certo punto la cosa comincia a farsi anche abbastanza noiosa, tanto si sa come va a finire; ed è anche abbastanza evidente che un editor è intervenuto in alcune parti, per dare un minimo di spessore ai personaggi ed evitare che fosse il libro fosse il manuale del piccolo marziano.

E’ un tipo di fantascienza "near", cioè che rappresenta una cosa che potrebbe effettivamente succedere tra venti o trent’anni, un po’ come visto in Gravity.
Ecco, direi che se Gravity non vi è piaciuto, potete assolutamente evitare The Martian, altrimenti potete dargli un tentativo; vi ricorderà un po’ i romanzi di Jules Verne, che comunque erano un po’ più strutturati. Qui la molta inventiva e la (probabile) competenza di Andy Weir, l’autore, sono l’unico motivo per continuare a leggere.

Uscirà nei prossimi mesi un film tratto dal libro (forse è meglio dire basato, perchè a trarre c’è poco da trarre) con Matt Damon.

Voto: 6

[tag fantascienza, the martian, Andy Weir, Mark Watney, Matt Damon]

Pubblicato il 12 agosto 2015 su recensioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Visto che condividiamo la passione per la fantascienza, ti consiglio caldamente questo libro: http://www.fratinieditore.it/volo_su_titano.html. L’ho adorato alla follia. Buon fine settimana! :)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: