La buona legge sulle unioni civili

La legge sulle unioni civili, così come è uscita dal Senato, si configura come una buona legge; spiace che parti significative del mondo LGBT italiano siano preda di un furore massimalistico e stiano organizzando una manifestazione a Roma in cui sosterranno che è meglio nessuna legge piuttosto che questa.

Gli aspetti positivi della legge. L’aspetto positivo di questa legge è che finalmente esiste un istituto giuridico con cui riconoscere le unioni affettive tra persone dello stesso sesso. Si tratta di un istituto forte, perché prevede la pensione di reversibilità, come dicevo in questo articolo di quasi due anni fa. Può sembrare un dettaglio, ma la pensione di reversibilità ha un significato importante in Italia, visto che per il nostro sistema pensionistico si configura come una assicurazione forzosa (quindi la pagano tutti i lavoratori) con premio la possibilità per il coniuge sopravvissuto di avere una integrazione della propria. Siccome è una assicurazione forzosa, la paghiamo tutti, single e sposati, etero e gay: quindi consentire ai gay di beneficiarne è un atto di giustizia a costo non zero per le casse pubbliche.

L’obbligo della fedeltà. Questo è uno degli elementi che nella legge delle unioni civili non è presente ed ha fatto gridare allo scandalo tutti i fini intellettuali che stanno su Facebook (pagine intere di gente che si dà ragione e si fomenta l’un l’altra). Il punto è che l’obbligo di fedeltà, per i matrimoni tra eterosessuali, è un residuato storico, che nasceva in una Italia in cui questo si applicava sostanzialmente alla donna più che all’uomo e che doveva regolamentare alcuni obblighi legati alla tutela dei figli. Ma oggi, per consolidata giurisprudenza di Cassazione, non vale più: si riconosce la colpa della separazione al coniuge infedele solo se l’infedeltà è avvenuta di punto in bianco; se è avvenuta perché i rapporti erano già deteriorati, non è più questione che riguardi il giudice. Quindi, quale è la lamentela? E’ evidente, non siamo scemi, che la gentaglia dell’NCD abbia voluto questa norma per far passare un’idea per cui le coppie omosessuali sono intrinsecamente promiscue; ma mai come in questo caso: ognuno con il proprio cuor l’altrui misura. L’effetto giuridico di questa cosa è zero, l’effetto politico c’è tutto ma non è esattamente quello che sperava l’NCD, che quindi sta raccontando agli italiani che il partito di quelli che pensavano che Ruby fosse la nipote di Mubharak è per la fedeltà. Casomai, saranno gli eterosessuali a sentirsi discriminati, perché hanno (in potenza) un obbligo che non ha senso. Così come, hanno procedure di divorzio lunghe e complesse, mentre le unioni civili hanno un iter di tre mesi,

La stepchild adoption. Altro tema complicato e sicuramente poco piacevole. Che, politicamente, rappresenta la prima sconfitta vera per Renzi, che si era impegnato ad inserirle. L’effetto giuridico, anche qui, dell’assenza di una norma è prossimo allo zero, per vari motivi. Primo, i giudici già oggi riconoscono l’adottabilità del configlio a coppie omosessuali, anche in mancanza di un istituto giuridico specifico che le identifichi come tali. Ora che l’istituto c’è, il passaggio per l’adozione sarà immediato e ben più semplici, perché a differenza di quello che dicono i sapienti su Facebook, la mancanza di una possibilità (ad adottare) non equivale ad un divieto (ad adottare). Poi, non ultimo, ora che c’è un istituto giuridico, sarà sempre possibile pensare a ricorsi alla Corte Costituzionale o a quella dei Diritti dell’Uomo per avere un invito ad una legge estensiva (del diritto ad adottare) e non discriminatoria. Sarebbe stato meglio che il legislatore avesse scelto di essere coraggioso, ma questo è un tema di natura politica generale e non specifico di questa legge.

L’NCD. Che si è dimostrato per quello che è, un antistorico rigurgito di clericalismo. Poverini, non capiranno mai perché nonostante tutto il loro affannarsi rimangono sempre inchiodati al due per cento: forse perché non hanno una idea inclusiva di società come quella dei grandi partiti conservatori europei (dai democristiani tedeschi ai neo-gollisti francesi). Sono comunque in grande difficoltà, perché gli organizzatori del Family Day si sono detti contrariati da questa legge (sì, la posta in palio era non farla proprio, forse non si è capito bene questo) e quindi Alfano ha dovuto fare la volgare uscita sulla legge che evita le adozioni contro natura. Allo scopo di provare ad intestarsi un rivolo di questo rigurgito fascistoide, non capendo che così ha perso sia il sostegno degli uni che la captatio benevolentia degli altri. Purtroppo, quando uno non ha il quid…

L’M5S. Il partito dei Cinque Stelle ha dimostrato di essere un partito, altro che un movimento; ed un partito peggiore degli altri, perché almeno dagli altri non ti senti fare discorsi su una superiorità morale che proprio non esiste. Pur di mettere in difficoltà Renzi hanno costruito una eccezione in termini procedurali che dal punto di vista delle regole non sta in piedi e che dal punto di vista dell’esito ha tolto l’adozione del configlio dalla legge. Possono dire quello che vogliono sul perché e sul percome, la verità è che si sono spostati a destra per far contenta la CEI e quella parte dei loro elettori a cui i gay fanno tanto schifo. Certo, non possono dirlo, per cui parlano di canguro, sono diventati tutti esperti di regolamenti parlamentari. E’ quando si tratta di diritti, che sono un po’ carenti. Un partito che è nelle mani di un singolo uomo, Gianroberto Casaleggio, che decide quello che vuole ed interpreta le proprie regole come gli conviene (pare il regolamento di Amici di Maria De Filippi) dovrebbe preoccuparci tutti.

Renzi. Ha vinto, ma non ha stravinto. Ha vinto perché si è imposto con tutti, dalla minoranza integralista del suo partito all’NCD alla CEI. Non ha stravinto perché non ha ottenuto l’adozione del configlio perché si è fidato troppo del partito dei Cinque Stelle.

Verdini. Splendido leader politico liberale che con i propri voti ha consentito di dare all’Italia una legge sulle unioni civili. Non mi importa niente, ma proprio niente, di chi sia, che voglia e da dove venga. Perché queste riserve si potrebbero fare anche su tanti altri parlamentari (vi ricordate che Alfano è quello che sta dietro al caso del rapimento della Shalabayeva oppure no?) solo che parlare male di Verdini fa comodo alla minoranza di sinistra del PD, mentre dell’NCD non si può parlare male perché quella stessa minoranza con l’NCD ci ha fatto il governo Letta. Allora, Alfano o Verdini per me pari sono, quindi li giudico su quello che fanno e non su quello che l’opposizione a Renzi vuole suggerirmi di pensare.

La manifestazione del 5 Marzo a Roma. Per tutti questi motivi, io e il mio compagno non parteciperemo alla manifestazione del 5 Marzo a Roma, la cui piattaforma programmatica è confusa quando va bene e massimalista quando va male. Che ci possa essere una manifestazione a favore della laicità dello Stato è cosa buona, ma farla al grido che è meglio nessuna legge che questa legge significa non capire un beneamato cazzo. Capisco la gente che si eccita a leggersi e a rileggersi su Facebook per dirsi che questa legge non andrebbe bene, ma questi dovrebbero ricordarsi che è solo nel 2003 che la Corte Suprema statunitense ha abrogato le leggi che punivano il sesso omosessuale e i matrimoni sono arrivati nel 2013: queste cose non si fanno in un giorno solo. Qualsiasi altro atteggiamento è massimalista e pericoloso, sopratutto verso una legge che non è tale e che deve ancora passare alla Camera (dove non potremmo escludere sorprese di nessun tipo). Capisco pure che questo atteggiamento nasca da una elaborazione sbagliata di un sentimento di rifiuto ma non tollero che ci sia polemica da gente come Luxuria che, quando era deputato, l’unica cosa che ha votato è stata la proroga dell’esenzione ICI per gli immobili della Chiesa.

Pubblicato il 28 febbraio 2016, in Fatti nostri con tag , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Sono d’accordo su tutto ma ho un dubbio sull’invito alla pazienza nell’attendere un upgrade della legge fino a includere l’adozione del figliastro. In Germania l’unione civile è stata introdotta nel 2001, allora con molti meno diritti di questa legge italiana (era poco più di un Di.Co di bindiana memoria). Nel tempo si è evoluta a colpi di cassazione e corte europea, fino a includere adozione del figliastro, diritti ereditari, esenzioni fiscali ecc., e ora è quasi un matrimonio civile, ma i gay tedeschi stanno invocando e aspettando da QUINDICI ANNI l’adozione congiunta e l’equiparazione al matrimonio vero e proprio. Nel frattempo il tempo passa, coppie che reclamano il diritto all’adozione congiunta diventano anziane e vanno fuori i tempi massimi, perdendo un’opportunità unica e irripetibile. Questo in un paese come la Germania. Figurati l’Italia…

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