La verità su Regeni, chissà se arriverà mai

Più passa il tempo e più mi convinco che dietro l’omicidio del povero Giulio Regeni non ci siano servizi deviati o squadroni della morte al soldo del governo egiziano, ma agenti (anche riconducibili, nelle figure degli esecutori materiali, a questi gaglioffi) che operavano per conto di una qualche potenza (industriale o politica) straniera.

Non mi spiegherei, infatti, perché un killer professionista avesse avuto la necessità di sbarazzarsi del cadavere del martire mettendolo in un posto dove poteva essere trovato e dove, quindi, _doveva_ essere trovato.

Così come non mi spiegherei perché il governo italiano, di fronte alle comunicazioni del governo egiziano, dovesse proprio dire, come sta facendo ora per bocca del suo ministro degli Esteri che la collaborazione è carente e senza una svolta ci saranno misure immediate.

A me pare proprio la richiesta di rinunciare alla ragion di Stato, quella a cui sta ricorrendo il governo egiziano che sa benissimo o quantomeno sospetta chi siano i mandanti ma è nella più grande difficoltà a dirlo.

Potrebbe il governo egiziano dichiarare che dietro l’omicidio c’è la lunga mano, chessò, dei francesi o dei russi o di chissà chi altri? Non potrebbe. E allora il governo egiziano sta chiedendo agli italiani di soprassedere, del resto gli esecutori materiali sono stati identificati e giustiziati, giusto per essere sicuri che non parlassero.

E se qualcuno pensasse che no, non è possibile che dietro un omicidio così efferato possano per davvero nascondersi dei paesi occidentali, financo alleati dell’Italia, si ricordi che gli 81 morti di Ustica ancora aspettano di sapere chi ha lanciato il missile; o, meglio, ancora aspettano l’ammissione da parte dei francesi (o degli americani) di essere loro gli autori materiali della strage.

Poi, se Regeni è stato fatto fuori con i soldi di qualche multinazionale del petrolio o delle armi, beh in questo caso nessuno penserebbe che costoro possano veramente avere una coscienza e possano danneggiare i loro lucrosi affari ammettendo una colpa.

E quindi, temo, questa cosa rimarrà sepolta e nebulosa, senza un vero movente e senza dei veri mandanti.

(Piccola aggiunta di infimo cabotaggio: la mia azienda aveva delle interlocuzioni con dei partner commerciali egiziani e, da subito dopo l’omicidio, tutto si è fermato, gli egiziani non ci hanno più cercato)

Pubblicato il 5 aprile 2016, in gay con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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