De Magistris, in mancanza di meglio

Tutto fa supporre che, tra poco più di due settimane, Luigi De Magistris detto Giggino sarà confermato sindaco di Napoli.

Più per demeriti dei suoi modestissimi rivali che per meriti suoi. Certo, se le opposizioni si sono organizzate perché il centro-destra riproponga lo stesso, logoro, candidato di cinque anni fa; il M5S candidi un milanese trapiantato a Napoli da dieci anni e che tifa Juve; il PD si divida in lotte intestine e paghi gli elettori per votare alle primarie; alla fine, De Magistris non dovrà fare molto per vincere.

De Magistris vincerà quindi, e purtroppo anche se è il meglio possibile rimane comunque un candidato modesto. E’ stato un amministratore poco capace, sicuramente disattento e più interessato a costruire una sua posizione politica nazionale che non a governare la città. Me lo ricordo bene, quando una sera la metro su cui ero si fermò in mezzo alla galleria, ci fecero scendere e ci facemmo trecento metri con le luci di emergenza e sulla banchina di emergenza e, arrivato a casa, potei bearmi di Giggino che pontificava sulla TAV: è tanto più facile andare in televisione e parlare di massimi sistemi che non occuparsi di far camminare la metro…una cosa così noiosa e che poco appaga l’ego smisurato del Sindaco.

Un ego smisurato che è un tratto che piace tanto a molti napoletani; perchè una delle forze di De Magistris è quello di incarnare certi tratti che sono la continua maledizione del Sud: il fare la rivoluzione dentro le istituzioni, l’arringare il popolo, l’ergersi a vittima del sistema: la continua riedizione del Masaniello.

Napoli è una città sofferente, priva come è di una vera borghesia, con la plebe che ha tracimato e ha invaso tutti gli spazi; Giggino ha puntato su questi, sul solleticare certi animi, piuttosto che sul costruire quei corpi sociali intermedi.

E’ stato bravo a raccontarsi come l’eroe senza macchia che combatte contro forze sovrumane, ma nessuno gli ha chiesto come mai la raccolta differenziata sia passata in cinque anni dal 17% al 22%, ben lontano dal 45% delle altre grandi città italiane e tragicamente distante dal 70% promesso anni fa. Tantomeno, qualcuno gli ha chiesto come mai, a Napoli, le multe si possono o non si possono pagare, visto che il servizio delle riscossioni fa acqua da tutte le parti, cosa che porta ad un traffico caotico e disordinato; però lui bravissimo a fiutare l’aria e a candidarsi all’anti-Renzi del Sud.

Così, ce lo terremo altri cinque anni. In cui, facile profezia, sarà ancora più distratto e solo interessato a cercarsi uno strapuntino nazionale o europeo; fosse mai che dovesse tornare a fare il magistrato…

Pubblicato il 4 giugno 2016, in Fatti nostri con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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