Sirte non è Mosul

L’avanzata degli eserciti della libertà contro i nazi-islamisti che controllano Sirte e Mosul avrà delle ripercussioni, temo terribili, in casa nostra, sotto forma di attentati camuffati come rappresaglie.

Sirte non è una posizione strategica per Daesh, alla fine l’occupazione di quel lembo di territorio in terra libica era una specie di puntata fatta nel caos libico, dove il tentativo era quello di provare ad avere una voce in capitolo nel caos e anzi nell’aumentare la confusione. Ora che un governo libico, per quanto raccogliticcio, esiste, Sirte diventa più un problema che una opportunità.

Mosul è completamente diversa. E’ necessaria per controllare i pozzi di petrolio nella regione del Kurdistan iracheno ed è politicamente indispensabile per sostenere che “Isis”, inteso come stato islamico di Iraq e Siria, non sia solo in Siria ma copra due nazioni.

Se Mosul cade, la reazione di Daesh sarà duale: da una parte si diluiranno nel territorio, dando vita ad una guerriglia con vari livelli di intensità, dall’altra scateneranno vili rappresaglie in Europa e in USA. E’ come quando si arresta un boss della mafia: si scatenano le lotte fratricide tra i luogotenenti per vedere chi ne prende il posto.

Pubblicato il 16 agosto 2016, in Fatti nostri con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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