Se la vita è una ruota che gira, ora pagate un po’ di pegno

Una cosa che ho sempre tenuto a mente è che la vita è una ruota che gira, in certi momenti sei sopra e tutto è facile, in altri momenti sei in affanno perché stai sotto, per cui quando sei sopra cerca di non vantarti troppo e cerca di aiutare chi sta sotto, tanto dopo un po’ tocca pure a te.

Questo vale anche nel mondo del lavoro, per cui la cosa migliore da fare è quella di mantenere, sempre, rapporti almeno cortesi con gli ex-colleghi, perché come dicevano i Trettrè in “Raimondo” sulla Rai, quando parlavano bene della concorrenza dell’allora Fininvest: “Oggi qua e domani là”.

Insomma, arrivando al punto, è un po’ di tempo che alcuni ex-colleghi, incrociati peraltro per pochissimo tempo, sono improvvisamente interessati a sapere dove lavoro, cosa faccio, di cosa mi occupo; tanto interesse spiegabile perché il progetto molto grande su cui lavoravano è quasi terminato e non se ne vedono altri all’orizzonte.

Questo che sta accadendo non è nulla di imprevisto ma, anzi, proprio quello che immaginavo sarebbe successo ed è stato uno dei motivi per cui da colleghi sono diventati ex-colleghi in poco tempo, non vedevo sbocchi seri in quello che si faceva e sapevo che, tempo qualche anno, si sarebbe arrivati alla fine dei giochi.

Questi ex-colleghi, invece, non hanno mai pensato che questo potesse succedere né, va detto, in tutti questi anni si sono mai fatti venire la minima curiosità di sapere cosa facessi, anzi si sono messi in quella comoda posizione di “faccio finta di non vedere”.

Certo è anche colpa della loro inesperienza, penso che si siano fatti anche un po’ sobillare da chi gli raccontava che io fossi una specie di diavolo e non si è preoccupato (non avendone né gli strumenti né la capacità) di costruire un futuro diverso per loro ma pensava a non creare un team di lavoro ma una specie di dopolavoro (penso di essere stato argomento del dopolavoro per un po’ di tempo). E questi ex colleghi, hanno anche ecceduto di, come dire, conformismo?, perché certo mi avessero invitato una volta a prendere un caffè e si fossero informati di cosa facessi.

Insomma, ho pensato molto a lungo su come gestire questi loro CV che arrivano in azienda: non facendo sconti, perché la qualità umana di queste persone non è così alta e non sono così capaci di pensare fuori dagli schemi. Sono dei tecnici di media qualità, come ce ne sono altri, sicuramente ne conosco altri più capaci e sicuramente ne conosco molti altri che un minimo di rapporto di cortesia l’hanno mantenuto. Ma queste persone le ho frequentate per troppo poco tempo per sentirmi titolato ad espormi con loro e propugnarne l’assunzione, dato anche come si sono comportati con me.

Certo, avessero lavorato un po’ sulle relazioni, forse avrei una immagine diversa, forse sarei più disposto, così invece mi pare che sarei troppo ed ingiustificatamente generoso e questo, nei confronti della mia azienda, non è accettabile.

Sì, la vita (del lavoro) è proprio una ruota che gira.

Pubblicato il 20 settembre 2016 su Fatti nostri. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. ma forse, ti saresti trovato pure in imbarazzo nel dover cassare qualcuno che invece si era ben relazionato con te, e allora non è meglio così?
    Come stai carissimo, mando CV?? :)

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