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Se queste non son squadracce

C’è qualcuno che vuole spiegarmi le differenze tra le squadracce fasciste che Mussolini mandava in giro a punire i colpevoli e i grillini che su ordine di Grillo invadono i blog degli avversari politici di Grillo, riempiendoli di insulti, rendendo i blog illeggibili, sovraccaricando i server che li ospitano in modo tale da zittire i blog stessi? C’è qualcuno che non nota come migliaia di commenti pieni di insulti non servano certo a produrre un dialogo ma siano il modo con cui Grillo mostra i suoi muscoli agli avversari? C’è qualcuno che nota come coprire di insulti, costringendo a bloccare i commenti sul blog, riduca i miei spazi di libertà perchè non posso nè leggere un blog ridotto ad uno sfogatoio nè scrivere un commento? C’è qualcuno oppure ormai la coscienza critica è sparita e si aspetta l’Uomo della Provvidenza che, dall’alto della sua conoscenza nei campi più disparati del sapere, ci dica cosa fare e che opinione avere? Graziosamente concedendoci di manifestarla sui blog e nei modi che reputa migliori?

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Gli studenti

Pisa è una città di studenti. In particolare nella zona universitaria, ma anche spostandosi un po’, per strada ci sono sempre tanti, tantissimi ragazzi, che in giro da soli, in gruppo o in coppia vanno per le varie sedi dell’università che sono in tanti diversi edifici, giri un angolo e c’è il dipartimento di italianistica, poi dietro trovi l’edificio di Fisica dove ha studiato Enrico Fermi. Sembra un fatto estetico, ma è invece sostanziale, Pisa è come dovrebbe essere una città italiana, piena di giovani che si spostano a piedi o in bicicletta, le nuove generazioni che si affermano e costruiscono il loro futuro.

Ieri sono stato alla mensa della Normale, e mi sono dedicato ad osservare meglio quelli che, tra quelli della loro generazione, sono gli studenti più capaci d’Italia. C’è un tratto distintivo che hanno, è che hanno delle facce pulite.

Dovrebbero, dovremmo noi nuove generazioni, essere al centro del dibattito sociale e politico, invece il tema più appassionante è se il vecchio rincoglionito Prodi vada sostituito dal vecchio rincoglionito Marini o dal rincoglionito Veltroni, per evitare che vinca le elezioni il vecchio rincoglionito Berlusconi. Nessuno parla di questi ragazzi dalle facce pulite, con delle intelligenze spesso fuori dal comune, che vanno all’università in bicicletta e potrebbero costruire qualcosa di importante per loro e gli altri se, buonagrazia, qualcuno gli chiedesse che cosa vorrebbero per il futuro.

A futura memoria

Sono del tutto d’accordo con l’analisi di Giampaolo Pansa sull’Espresso, ed in particolare sulla sua conclusione:

Il santone del Vaffanculo ci spiega che sarà la Rete, ossia Internet, la sua nuova struttura politica. Ma sono abbastanza vecchio per aver imparato che senza i partiti non si costruisce nulla. Certo, bisogna cambiarli, ripulirli e insegnargli la modestia. Però se la Casta rimane quella di oggi, non c’è speranza. Alle spalle di Grillo e della Rete un giorno apparirà il vero, nuovo mostro. E ci fotterà tutti.

E’ una riflessione che ho svolto insieme a G. nei mesi passati, e mi ricordo che una sera a casa sua, con un gruppo di persone che si potrebbero definire come dei borghesi da sinistra riformista, alla domanda su quali fossero le possibilità di una svolta autoritaria in Italia più della metà ha detto che era una possibilità concreta. L’evoluzione che c’è stata in questi mesi è la nascita del PD e la relativa segreteria Veltroni, roba che alla fine me lo rende quasi simpatico in quanto necessario, essendo l’unico ultimo baluardo a questa involuzione. Se non fosse che per esserlo, dovrebbe avere una forza di idee, uomini e programmi che proprio non si vede.

Datelo a me

Ecco, sarei ben contento che questo farabutto fosse un mio studente. Perchè sarebbe un piacere essere implacabile con lui.

Ripristinare il potere temporale dei Papi

Questa sarebbe una riforma utile e necessaria, per migliorare le condizioni di vita di tanta parte del Paese.

Oggi sono stato dal medico di base, che ha diagnosticato non una faringite ma delle placche sulle tonsille che cura con acqua ossigenata diluita e un antibiotico, salvo rivedersi domani quando gli chiederò se non sia il caso di fare un tampone faringeo, comunque c’era una lunga attesa e le signore (vabbè, diciamo signore) lì presenti hanno cominciato a discutere. Discutere proprio nel senso discutere, non nel senso parlare, per cui urlavano sempre più che è tutta colpa dell’indulto, che Mastella è un figlio di cagna, che il governo fa schifo anzi S C H I F O, che non si può andare avanti così, che la polizia scientifica sa sicuramente chi è il colpevole del tal omicidio ma non lo dice, che è uno S C H I F O, che i parcheggi sono tutti pieni di automobili, ed è quindi uno S C H I F O, tanto che io ho preferito aspettare fuori dallo studio per evitare di partecipare al dibattito (nonostante questo le sentivo lo stesso), e il medico è uscito ad un certo punto per chiedere bonariamente cosa le facesse così tanto arrabbiare.

Ecco, durante il potere temporale, una delle punizioni previste era quella del silenzio, si poteva parlare solo per pregare. E’ una norma civile, perchè aldilà di quello che si dice, sarebbe da capire che in certi momenti nessuno ha piacere di sentire le opinioni politiche degli altri, sopratutto quando ti trovi in un posto in cui sei costretto a stare; quanto poi alle opinioni, il peggior concentrato di qualunquismo, anzi nemmeno qualunquismo che sarebbe già un punto di vista, ma proprio delle banalità disarticolate, più spiegabili secondo la coppia azione-reazione con cui si studiano gli organismi monocellulari, lampi di lingua italiana pieni di delirio, costruzioni dadaiste di gente che non sa nemmeno dove sia di casa la realtà.

Ripristiniamo il potere temporale dei Papi!

Sul bacio del Colosseo

Basta, non se ne può più.

Trovo insopportabile, per non dire peggio, che la comunità gay difenda a spada tratta i due tipi che al Colosseo si stavano scambiando effusioni quando sono stati fermati da una volante e denunciati per atti osceni in luogo pubblico, perchè a detta degli agenti questi non stavano semplicemente baciandosi.

Lo trovo insopportabile perchè nessuno sa quello che sia successo per davvero, e quindi prendere una posizione piuttosto che un’altra mi pare una scelta politica, nel senso peggiore del termine. Ma osservo alcuni elementi che mi fanno pensare che non si stessero solo baciando:

  • Due uomini di circa 30 anni, usciti dal Coming Out, se vogliono baciarsi possono farlo proprio lì, non hanno alcun bisogno di andarsi a nascondere perchè si vergognano o vogliono stare in intimità, appunto hanno 30 anni e non 15;

  • La linea di difesa dei due è cambiata, prima erano fidanzati, poi no solo si frequentano, prima avevano casa per cui nel caso potevano andare lì se volevano far sesso, poi casa è sparita;

  • Voci mi dicono che uno dei due sia noto per il grande piacere di tenere qualcosa di caldo in bocca, quindi che si descriva come un tipo riservato è quantomeno bizzarro;

  • Ho molte difficoltà a pensare che un poliziotto possa verbalizzare il falso. Succede, conosco almeno un caso in cui è stato redatto un verbale falso, ma è difficile che accada perchè per sbaglio ci fosse un testimone, il poliziotto rischierebbe pesante.

Poi, è pacifico che, anche se stavano facendo sesso orale, non davano fastidio a nessuno, che questo intervento è stato sollecitato da abitanti della zona che non sopportano l’idea della pedonalizzazione della strada (e che quindi possono andare a fare in culo, se preferiscono la prostituzione del vicino Colle Oppio a un po’ di vita notturna), e che tutto ciò detto il poliziotto poteva invitare i due a ricomporsi, e che comunque se la caveranno con una denuncia per atti osceni colposi, che viene sanzionata pecuniaramente senza galera e senza sporcare la fedina penale.

Questo detto, quello che più mi fa pensare di questa vicenda è che moltissimi gay abbiano preso partito preso per queste due persone, senza porsi delle domande che sono fin troppo semplici sul cosa sia successo, e questo perchè è un fatto che noi gay ci sentiamo accerchiati, quindi reagiamo difendoci a prescindere dai fatti. Abbiamo buoni motivi per sentirci circondati, ma se giustifichiamo ogni cosa fatta purchè a farla sia un gay, non usciremo dal recinto.

Arcigay ed arcisoldi

Questo post mi suggerisce molte riflessioni, partendo dal fatto che son d’accordo con tutto quanto dice, in particolare, il commento di Vincenzo Rao. Per me l’Arcigay è sostanzialmente l’associazione degli imprenditori gay, e non l’associazione dei gay. Questo perchè i suoi 200mila iscritti nascono da iscrizioni nei luoghi di ritrovo gay, in cui oculati imprenditori sanno che, gestendo l’attività come un club per gli iscritti non solo evitano eventuali grane con la polizia ma evitano di pagare le tasse sui profitti. E’ del tutto giustificato il loro agire, sono imprenditori e vogliono fare soldi, ma il comportamento dell’Arcigay è tutto un altro paio di maniche.

Siamo sicuri che ogni luogo di ritrovo, compresi quelli più scoperecci, debba essere associato all’Arcigay? Anche che fosse, l’Arcigay non dovrebbe chiedere la disponibilità di spazi e di comunicazioni con chi si iscrive lì, e pretendere un certo canale di comunicazione? Io non ho visto una sauna romana in cui ci sia uno – uno – volantino dell’Arcigay o una bacheca per le comunicazioni, senza considerare che nell’accesso dovrebbe essere compreso un profilattico gratis, oppure l’Arcigay è a favore del sesso senza preservativo? Ed ancora, di quei profitti immensi che queste attività realizzano, quanti soldi tornano all’Arcigay per favorire attività di tipo politico e supporto legale? Qualcuno ha mai visto come questi illuminati imprenditori gay finanzino la loro associazione di riferimento?

A me pare che l’Arcigay sia riuscita, credo unica associazione in Europa, a realizzare la schedatura della popolazione omosessuale senza diventare una lobby di riferimento, perchè come in tutte le cose o si fa politica per la politica oppure si pensa al soldo, le due attività insieme non possono marciare e gli altri interlocutori sanno a chi riconoscere un diritto morale come se si fosse una organizzazione non governativa o una onlus e quando no.

Credo che l’Arcigay non abbia alcun contatto con queste masse di iscritti per forza, a me nessuno è venuto a chiedere cosa penso di cosa, e che spesso perda del tutto il contatto con la realtà, come ad esempio è stato con la cosidetta gay street romana. Una iniziativa che andava chiamata per quel che era, ovvero la pedonalizzazione di una via di Roma, perchè per esserci una gay street occorrerebbero tutte quelle attività e quel tessuto sociale che la rendesse tale, cosa che richiede a sua volta disponibilità anche economiche da parte di quei soggetti, fossero imprenditori o privati cittadini, che lì decidessero di andare ad aprire una attività o avere casa. Ma questo si fa con i soldi, e di 30enni che in Italia possono permettersi una casa propria ce ne sono pochi, e le gay street nascono dall’esperienza di chi si ritrova in un posto da giovane e poi decide di rimanerci.

La notte bianca e la notte di Grillo

Non mi interessa la Notte Bianca, perchè mi pare l’iniziativa promozionale di un sindaco che non ha migliorato concretamente la vita notturna della città e quindi offre panem et circenses per tenersi buoni i cittadini. Non pretendo che un sindaco faccia chissà cosa per la sicurezza, ma le orride condizioni del trasporto pubblico romano, per cui se non sei di Roma e devi andarci la sera non hai altra ipotesi che l’auto, sono colpa di questa amministrazione e di quella che l’ha preceduta, che invece di migliorare la qualità della vita dei cittadini, pensa di migliorare la percezione della qualità di vita dei cittadini.

Tantomeno voglio avere a che fare con il V-day di quel personaggio che è Beppe Grillo, innanzitutto per la disistima verso quest’uomo che parla e pontifica su tutto, in genere senza capirci assolutamente niente (il caso migliore è la sua pubblicità gratuita per Skype, il peggior sistema di telefonia via IP che esista) rimestando nel torbido e solleticando l’anima più scura di questo Paese, quella che ama sentirsi dire che fa tutto schifo (come ha detto il Times, è il comico che ci meritiamo). In secondo luogo, perchè trovo mostruoso che una persona, condannata in primo o secondo grado, non possa sedere nei banchi del Parlamento, visto che vale la presunzione di innocenza per tutti, e sta alla propria sensibilità e alle scelte dei cittadini elettori disporre diversamente. Ma, anche fosse stato condannato in via definitiva, varrebbe lo stesso principio, visto che il voto è un esercizio di scelta e non una costrizione. Allo stesso modo, non c’è nessuna ragione per ridurre a due il numero di legislature per un parlamentare, perchè ci sono persone capaci e competenti che lavorano e che si creano una rete di conoscenze e di competenze che non devono andare disperse facendo arrivare qualcun altro, magari lo stesso Grillo che scalpita tanto per partecipare alle prossime elezioni europee. Ricorrendo anche ai servizi di una delle sue società, che ha scelto il condono tombale di Tremonti, perchè a parlare siamo tutti buoni ma, come diceva mia nonna, il più pulito c’ha la rogna.

Nuove generazioni

Domanda allo studente durante l’esame: “Se io mangio un pollo e lei mangia nessun pollo, in media quanti polli abbiamo mangiato a testa?”

Risposta: “Uno“.

Essendo d’accordo con Amato

E’ pacifico che Repubblica abbia sposato il Partito Democratico, che fa molto comodo al suo editore De Benedetti.

E’ pacifico che Giuliano Amato non sia il grande politico che viene dipinto, e sia anche un ministro dell’Interno debole, tanto che per un periodo si pensava di mandarlo all’Economia al posto dell’impolitico Padoa-Schioppa.

Ma, non riesco ad essere in disaccordo con una riga dell’intervista che ha rilasciato oggi a Repubblica sul tema della microcriminalità. Il che anche un po’ mi preoccupa, la stima per l’uomo è quella.