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Anche il dentista piange

Ho raccontato su questo blog delle vicende del mio dentista, da quando ci sono stato la prima volta (e rimasi colpito dagli attestati appesi alla parete di uno di questi corsi di perfezionamento simil-psicologici) ai suoi colleghi di lavoro (compreso il sosia di Calderoli con la voce dell’orso Yoghi, e quello con gli occhi azzurrissimi, sempre a rischio mio assalto, che mi dava del lei).

L’ultima volta che ci ero stato, circa un anno fa, avevo scoperto che si era dato al business delle energie rinnovabili, e lo studio aveva un diverso medico che faceva gli interventi, mentre la moglie era rimasta a fare l’infermiera. Il ponte dentale che ho venne fissato con un cemento provvisorio, con l’impegno poi di passare a quello definitivo quando si fosse reso necessario.

Un paio di giorni fa il cemento provvisorio ha cominciato a dare segni di cedimento, così li ho chiamati. Ho scoperto una cosa che sospettavo da un po’ di tempo, al vedere lo stato dello studio (che dà su strada): hanno chiuso.

La moglie, con cui ho parlato, mi ha trasmesso un grande senso di pena, dicendomi della loro sofferenza per un’attività terminata dopo venti anni. Poi, ha concluso anzi la telefonata dicendomi che se fossi interessato alle energie rinnovabili, loro hanno questo e quello, con un parlare che era il balbettio di chi vede un precipizio dinnanzi a sè e non può tornare indietro. Mia madre mi ha poi detto che l’attività delle energie rinnovabili è andata malissimo, e dopo tre mesi hanno chiuso per mancanza di clienti.

Ok, in Italia perdono il lavoro anche i lavoratori dipendenti, che certo non hanno nessuna possibilità di mettersi da parte un gruzzolo, e forse costui in venti anni di attività avrà pure racimolato qualcosa; glielo auguro, anche considerando che ha due figli piccoli.

Certo che ora rivedo questa persona e rielaboro certi suoi comportamenti pensando quanto non fosse affatto felice dell’attività che svolgeva. Non so nemmeno se fosse un medico dentista, e non solo un odontotecnico che delegava il lavoro ad altri (come mi viene da sospettare) anche se non credo che, nel caso, abbia chiuso lo studio perchè pizzicato, le sanzioni per la falsa professione ammontano a sei mesi di carcere e 516 euro di multa (anche se lo studio dovrebbe poi essere sequestrato, e nel caso riaperto da un’altra parte).

Forse più semplicemente si tratta di una persona con qualche blocco caratteriale forte; mi ricordo che, oltre agli attestati dei corsi di autoperfezionamento che riempivano una parete dello studio, c’era il depliant della sua nuova attività nel settore delle rinnovabili: l’impressione che mi fece fu quella di un grosso gioco di ruolo in cui gli piaceva vestire i panni dell’amministratore delegato, tutto elegantemente vestito e fotografato mentre presiedeva le riunioni del consiglio di amministrazione (o simil-tale).

Per il mio dente, sono andato in tutta fretta in una catena in franchising di origine spagnola: oggi anche i dentisti lavorano in franchising perchè i margini di guadagno si sono molto ridotti, e avere uno studio non garantisce più la ricchezza, come ho avuto anche io indiretta conferma.

Abbiamo fatto la cementazione definitiva (preceduta da venti minuti di autentico mio terrore, perchè sembrava che la cementazione provvisoria avesse consentito l’insorgenza di una carie, che nel caso fosse avrebbe reso molto, molto complicato sistemare il ponte) ma il giudizio del dentista è che il lavoro fatto non sia stato eccezionale, la protesi non combacia perfettamente (e questo lo sapevo). Mentre i guai potrebbero essere latenti e pronti ad esplodere per l’altro dente, in cui la radice è stata tolta ma sembra in modo non completo, con un residuo da indagare tramite TAC: nel caso fosse, riaprire sarà una fonte di sofferenza non piccola.

Alla fine, cala quindi il sipario sul dentista che rideva come Franco Bracardi: io gli dovevo ancora un paio di centinaia di euro, ma lui mi doveva delle fatture che non ho certo coraggio ora a chiedergli, e speriamo di esserne usciti almeno in un modo passabile.

Quattro radici per me, possono bastareee

Oggi gran varietà splatter, con l’estrazione del molare. Il mio molare aveva quattro radici (perchè pare che averne tre sia una cosa troppo comune, meglio quattro come un roditore del Miocene: ognuno ha l’antecedenza che si merita).

Poi il dentista si è messo a cucire, e io sentivo questo filo che entrava nella gengiva e lo vedevo uscire, perchè faceva delle alzate molto lunghe. Mi ha detto che ha fatto tre punti croce.

Ora in bocca ho un buco spaventoso di cui ometto i particolari che è meglio. Il fastidio è almeno solo leggero.

Quando il dentista trapana

Oggi c’è stato il gran rientro dal dentista, dopo aver quasi del tutto sistemato il lato sinistro c’è necessità di occuparsi del lato destro ovvero: rimuovere un molare, metterci una membrana rigenerativa, aspettare qualche mese, impiantare due o tre viti al titanio, aspettare qualche altro mese e avvitare su quest’ultime un dente. Duemila euro alla cassa, grazie.

Il dentista di oggi era uno con cui non avevo ancora avuto nulla a che fare, e si è rivelato un tipo molto estroverso. Dopo qualche minuto che parlavamo ha dedotto che fossi ingegnere (eh, il marchio di Caino è duro ad andare via) poi mi ha fatto l’anestesia senza che sentissi nemmeno la puntura dell’ago, e ha cominciato a trapanare per ridurre il molare. Io soffro molto poco il dolore dentale, per cui più volte mi ha chiesto se mi stesse facendo male, c’era un fastidioso odore di bruciato ma non sentivo nulla. Allora lui ha commentato dicendo che ero un tipo molto recettivo, presumo riferendosi all’interesse che avevo manifestato per la dinamica dell’operazione, e mentre continuava a trapanare ha aggiunto: ma io sono sposato con prole, non fraintendere. Poi rivolto all’infermiera: sposato, ma non felicemente sposato. Tutto questo mentre continuava a sezionare via porzioni di dente, e credo che aver avuto la bocca bloccata mi abbia impedito di essere troppo in imbarazzo.

Prima di mettersi a trapanare mi ha chiesto di fare la manovra di Valsalva, con la quale ha dedotto che il mio setto nasale è collegato ai molari (cosa che pare sia la condizione usuale) per cui dovrà operare in un certo modo per evitare che, a seguito dell’impianto, mi venga una sinusite. Questa manovra è la stessa che faccio quando devo stimolare il nervo vagale quando ho una tachicardia da sforzo, e curiosamente ho avuto un episodio tachicardico (per simpatia credo) proprio poco dopo.

La buona notizia è che dovrò stare fermo solo poco tempo, un giorno oggi e un due-tre giorni quando ci sarà la rimozione fino alla radice, e quindi meno antibiotici, meno antidolorifici e più palestra.

Il dentista torna sempre sul luogo del delitto

Due giorni fa il dentista mi aveva messo il ponte provvisorio. L’operazione non era riuscita perfettamente, visto che:

  • il dente ha sanguinato, e il sangue si era fuso con la resina, macchiando il ponte;
  • la resina non si era fissata al dente, tanto che per tutta la serata ho avuto la sensazione di stare a mangiare il mio bel piatto di silicone sigillante (stesso odore);
  • non essendosi fissata la resina, il ponte ieri ha ceduto, e l’ho rinfilato per evitare di lasciare il dente scoperto. Fare lezione temendo di sputare fuori un pezzo della tua bocca non è proprio divertente;
  • avendo infilato il ponte alla meno peggio, non era ben incastrato, quindi la bocca non si chiudeva bene e mi sembrava sempre di averci dentro un nocciolo di pesca.

Indi per cui, oggi sono tornato, e mi ha sistemato in modo assai migliore (non ci sono puzze). Ora non discuto del fatto che si possa compiere un errore, anche se preferirei che il mio dentista non lo compisse su di me, però avrei apprezzato se si fosse scusato, invece di biascicare con i suoi colleghi di problemi di resina che con il caldo ha perso la proprietà di incollare.

Io come sto

Non particolarmente bene. Oggi seduta di terapia, e la terapeuta ha detto che mi trova molto stanco, depresso, con un umore altalenante. Mi ha imposto di prendermi un giorno di riposo in questa settimana da tutte le faccende.

Ieri è stata una giornata difficile. La terapia farmacologica che mia madre stava seguendo non ha dato i risultati sperati, anche perchè mia madre spesso ha fatto finta di ingoiare le compresse, per poi sputarle al primo momento, con una capacità di simulazione incredibile e tipica di chi ha un disturbo psicologico forte.

Secondo la psichiatra, magari mia madre stesse simulando, sarebbe un passo in avanti, in realtà è semplicemente che sta molto male. Io e mia sorella non ce ne rendiamo così tanto conto, perchè siamo stati abituati a vedere di peggio, in particolare ora la componente maniacale, quella che è più fastidiosa, è quasi assente.

Comunque, la psichiatra ha cambiato cura, ed è passata a qualcosa di molto più forte. All’uscita della visita, mia madre è stata insolitamente silenziosa, poi ha parlato con mia sorella chiedendole di comprarle un gelato, insomma sembrava che la visita in sè avesse avuto un effetto. Salvo che poi, quando ero a casa, con un tremendo mal di testa per la stanchezza di tutta la giornata, sento mia sorella invocare aiuto, con il cuore in gola corro e c’è mia madre che in qualche modo ha scovato i vecchi psicofarmaci, quelli di cui ha abusato ormai un mese fa, e vuole prendersene un paio perchè altrimenti non dorme. Io e mia sorella glieli strappiamo di mano, mia madre si fa aggressiva, io prendo i farmaci e li butto nel gabinetto.

La cosa mi ha sconvolto, manco ce ne fosse bisogno. Se dopo un mese mia madre ritrova dei farmaci di cui non sapevamo niente (quelli nuovi sono in una cassetta portavolari che mia madre nemmeno sa che esiste e dove sia) e pensa di prenderli per dormire, è come non fosse successo niente. Terrorizzato del peggio, ieri ho detto a mia sorella che appena avessi avuto avvisaglie di un comportamento deviante di mamma avrei chiamato l’ambulanza e chiesto un ricovero precauzionale, poi si è invece calmata.

Oggi ha cominciato la nuova terapia, che ha anche il vantaggio di essere una compressa solubile in acqua, per cui non può non prenderla. Ieri, quando chiedeva, come tutti i depressi, qualcosa per dormire, le ho detto che poteva non sputare le medicine, così non avrebbe dovuto cambiare terapia e fare un giorno di quasi totale sospensione prima di passare alla nuova cura, il messaggio deve averla raggiunta se oggi era tutta collaborativa, chiedendo più volte se questi sono i farmaci che la aiuteranno a dormire. Forti come sono, avranno anche questo effetto collaterale, sopratutto all’inizio.

Per la tesi, oggi ho ottenuto i primi risultati, che già bastano a giustificare il lavoro fatto finora, ma ho ancora del tempo per produrre altri dati.

Il dentista ha cominciato l’opera di sistemazione dei denti per metterci il ponte, oggi c’ha messo più di un’ora di trapano per molare il molare, ha detto che ho dei denti così duri che è una fatica trapanarmi. In effetti ad un certo punto l’ho visto che sudava, tutto preso a fare pressione con la punta del trapano sul dente, dopo mi ha detto che ha dovuto cambiare la fresa di un trapano, che non so cosa voglia dire ma io ho fatto l’espressione interessata. Gli ho detto che, con tutto quello che mi sta succedendo, stare seduto con la bocca aperta senza pensare a niente è una forma di riposo.

Compensazioni

Aver mandato un altro capitolo di tesi (quindi me ne manca uno solo, è da scrivere qualche programmino e farlo girare un po’, ottenere tanti bei grafici e commentare astutamente che il problema è complesso, finora sono a 96 pagine, me ne stupisco io per primo) mi aiuta a sentire un po’ meno il fastidio dovuto all’estrazione del premolare sinistro.

Libri

Non mi ricordo se sia stato Voltaire a dire che, per conoscere una persona, ci sono due cose da fare, vedere la sua biblioteca e accompagnarlo quando compra le mutande, ma di sicuro non penso di accompagnare il mio dentista a comprare mutande.

La mia terapeuta ha, sulla scrivania, un libro su Socrate, una edizione che peraltro mi pare anche prestigiosa. Non so se lo legga per davvero, pare messo a dare un tocco, ma comunque è gradevole.

Il mio dentista, meglio il responsabile sanitario dello studio dove vado aveva sulla scrivania “Il Pensiero Positivo”. Alla parete, ho oggi notato che aveva una serie di attestati. Allora, mentre aspettavo che mi parlasse, mi sono avvicinato a leggerli. Chissà quale prestigiose scuole di specializzazione in tecniche odontoiatriche avrà seguito e di cui vorrà giustamente rendere edotti i suoi pazienti. Ecco, non erano specializzazioni professionali in senso stretto. Bensì quei corsi di auto-motivazione; in particolare ha seguito, e profittato, i seguenti corsi: Potenzialità, La Comunicazione, Squadra Vincente, Superare le Barriere.

Poi si è fermato, ma chi li eroga (sono andato sul loro sito) prosegue con Armonia e Benessere, Un Cammino da Coach, Arricchisci Te Stesso, Sfida: Soluzioni e Strategie, Appuntamento con il Destino, Sicurezza e Controllo, Io OK, tu OK, I Segreti del Cash Flow.

I corsi sono stati tenuti in varie parti del mondo: Pomezia, Spagna e Kazakistan. Che a me, andare in Kazakistan per seguire un corso, mi pare una quasi cattiveria. Almeno a Velletri c’è la romanella, per dire.

Comunque, io sono di idee liberali: io, piuttosto che dare 3000 euro di corsi di formazione su questi argomenti, pagherei alcuni mesi di psicoterapia motivazionale, se proprio questo è quello che serve, ma appunto ognuno ha le sue corde da dover far suonare e probabilmente per questa persona quei corsi sono stati utili ad affrontare certi nodi.

Sono andato a vedere i commenti dei corsi, lasciati dai partecipanti, e ho letto:

“Sono arrivato al corso che io a differenza della pulce ero senza zampettine per saltare questi due giorni per me sono come se fossi stato operato e che quindi posso ricominciare a saltare. Voi mi avete dato i mezzi a me resta il compito di metterli in pratica.”

“Veramente eccezzionale.”

“Finalmente dopo aver letto tanto (frase incomprensibile) e pratico molto (tai chi e chi quan) ho vissuto con voi dal vivo grandi emozioni e affermazioni dal vivo ti danno + carica.”

“Tutto mi sarei aspettato da un corso di comunicazione ma non di finire in lacrime.” (e pensa al portavoce di Veltroni Lunedì pomeriggio, allora)

“Molto utile, specialmente la possibilità di recuperare il “me” sano che era prima di tutti quei falsi condizionamenti e credenze che ottenebrano la mia luce e la mia vita.”

Cioè, ho delle perplessità.

Mentre chiedevo chiarimenti in campo odontoiatrico, mi ha fatto vedere delle lastre di interventi fatti da loro, con una persona a cui hanno completamente rifatto i denti sopra, tutti, e fissati con quattro viti alla mandibola. E’ impressionante. Certo, spero che non mi proponga poi delle tecniche motivazionali, perchè “Io ok tu ok” potrebbe essere troppo difficile per me.

Ma che bocca grande che hai

Oggi ho iniziato le cure dal dentista, è il terzo che vedo in questo studio medico, ed è anche un bell’uomo. Mi verrebbe da dire un bel ragazzo visto che avrà grossomodo la mia età, ma è meglio che mi rassegni all’idea che i miei coetanei sono uomini e non ragazzi.

Ha devitalizzato un dente, e ha notato (anche lui, come gli altri dentisti da cui sono stato) che ho una soglia del dolore molto alta, oggi non ho sentito assolutamente nulla, nemmeno l’anestesia è stata minimamente dolorosa. E non ho sentito nulla rispetto ad un problema che non è grave, ma dovrebbe farmi veramente molto male. Spero che questa soglia al dolore così alta rimanga tale, ho l’impressione che sia aumentata con il passare dell’età e non vorrei perderla ora che mi farebbe tanto comodo.

Oltre a questo, mentre mi stava curando, mi ha anche detto che non serve che tenga la bocca completamente aperta, è comunque sufficientemente grande. E’ questa l’altra cosa di me che i dentisti adorano, grosso e privo di sensazioni, e detto così pare un film porno.

Quando gli ho detto che io tendo a mangiare cose molto morbide, se non proprio liquide come i frullati proteici, mi ha detto che questo non fa mai male, e questo me l’ha reso simpatico.

Le meraviglie della tecnica del dentista

Oggi sono andato dal dentista, per vedere come le cose stessero o non stessero peggiorando. Mi ha visitato, e ha detto che sia il pre-molare che il molare (fortunatamente ai lati opposti della bocca) sono andati, quindi bisogna valutare se fare un impianto.

Cioè, viene cavato via il dente, viene inserita all’interno una vite di titanio, su questa vite si monta il dente. E’ possibile che questa cosa sia fatta in una sola seduta, o facendo passare alcuni mesi, per consentire alla vite in titanio di osteointegrarsi, cioè di fondersi con il dente. Ho letto in rete che questi interventi, quando sono esclusi i fattori di rischio, non presentano complicanze, salvo che uno in bocca ha un pezzo di metallo che non ha terminazioni nervose, per cui deve osservare un livello di igiene orale scrupoloso per il resto della vita, con una serie di controlli annuali.

Tutto questo, a parte il dolore, costerà diversi quattrini: gli ho chiesto quanto potesse essere e mi ha detto che deve studiare attentamente le radiografie, che comunque prima dovrò fare anche una TAC, e dovrà parlare con l’implantologo, insomma non mi ha detto la magica parola “poco“.

Vabbè. Avrei potuto farlo prima, e me la sarei cavata con due capsule? Sicuramente sì da un punto di vista tecnico, non da un punto di vista psicologico, non avevo evidentemente le energie per farlo. Non che ora sia entusiasta all’idea, e ora è il caso di sentire qualche altro parere e di capire esattamente le loro capacità, se sono il millesimo che operano con successo penso di potermi anche fidare.

Una delle cose che oggi hanno fatto è stata mettermi in bocca una mini-telecamera che proiettava l’immagine del mio dente su uno schermo posto di fronte a me, per farmi vedere la situazione. Gli ho chiesto che, d’ora in avanti, la cosa sia evitata, vedere il mio dente su uno schermo da 17 pollici, con tutte le sofferenze dentarie che ci sono, non è esattamente uno spettacolo incoraggiante. Se poi durante l’intervento devono registrare per avere una prova di quello che fanno, possono pure, io nel caso già sogno non solo l’anestesia locale ma pure la blanda sedazione, visto che quando mi estrarranno il molare saranno amarissimi cazzi.

Il mio dentista è uguale a Calderoli

Più passa il tempo più penso che si debba rivalutare l’opera e gli studi di Lombroso.

Ieri sono andato dal dentista, anzi dallo studio dentistico, sono almeno in tre ognuno ad occuparsi di una specifica cosa. C’è quello che è il capo, il tipico giovane professionista 40enne lanciato in carriera, tutto curato, lampadato, sempre cazzuto e che guida gli altri. C’è ne è un altro che ancora non ho conosciuto, e c’è poi questo qui, che è la copia fisica di Calderoli. Non so se ne condivida, come dire, l’orientamento sessuale, ma gli assomiglia in un modo molto forte; non nella voce e nei modi di fare, anzi è piuttosto pacioso, ma per il resto quando l’ho visto sono rimasto interdetto. Perchè Calderoli è dentista e viene da una famiglia di dentisti, quindi in perfetto accordo con la teoria lombrosiana.

La diagnosi è che comunque ci sono due denti che si sono spaccati, di uno lo sapevo già, dell’altro lo sospettavo, vedremo come potranno essere recuperati. Lo studio medico è molto bello, dall’ultima volta che sono stato in uno studio dentistico, buoni anni fa, la tecnologia ha fatto passi in avanti, pare che potrò vedere anche mentre smanazzano la mia boccuccia, grazie ad un monitor LCD che registra tutto: credo che non ricorrerò alla feature, preferisco avere la sorpresa finale.

La cosa che mi ha più fatto pensare, e purtroppo come sempre aggiungo, è che mi hanno fatto i complimenti per il fatto che,  nonostante la giovane età, sia professore a contratto all’università. Dico purtroppo non per i complimenti ma per la mia reazione. Quando succede così, io mi schermisco subito (questo quando i complimenti li sento sinceri, quando invece sono costruiti divento di ghiaccio). Invece di ringraziare ed apprezzare, già stavo per dire loro che ingegneria non è come medicina, una facoltà dove la gente è pronta ad ammazzarsi per fare il professore a contratto. Certe volte ho proprio un atteggiamento di svalutazione verso di me da cui dovrei almeno un po’ guarire.