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Sapete che vi dico? Viva il vincolo del 3%, anzi meglio ridurlo al 2%

Ora va molto di moda raccontare che il vincolo dei trattati istitutivi dell’Euro che prevede che un Paese non possa avere un deficit annuale superiore al 3% del PIL è anacronistico. Sì, dal punto di vista economico è proprio così, è una scemenza. Ma dal punto di vista politico, io dico che non solo è giusto, ma è troppo lassista, è meglio avere un vincolo ancora più stretto, possibilmente il 2%, o anzi proprio il famigerato Fiscal Compact, cioè l’obbligo di avere non solo deficit zero ma anche di ridurre il debito.

Oddio, e come facciamo a farlo? Se già così l’economia italiana soffre?

Si fa con una legge anti-corruzione draconiana, perché non può essere che qui si continua a rubare a tutto spiano e a tutti i livelli, non può essere che Galan, quando l’hanno indagato, ha cominciato ad urlare e strepitare che era innocente, che era un abbaglio, che era un complotto, che non c’erano soldi all’estero né tangenti e poi, invece, ieri ha patteggiato, restituendo 2.6 milioni di euro. Quindi, Galan è un ladro, ora può essere detto senza dubbi, per sua stessa ammissione. Ma, per quanto sia una buona notizia che abbia ammesso le sue gravi colpe, non va bene perché in quindici anni di presidente del Veneto avrà incassato, dal MOSE di Venezia, ben più di quei 2.6 milioni e, anzi, chissà quante altre fonti di finanziamento ci saranno state. Un’opera, quella contro l’acqua alta in laguna, che di costi dovuti alle tangenti, quindi sia di tangenti che di sprechi, è costata un miliardo di euro più del necessario; anzi almeno un miliardo.

Fai una legge anti-corruzione terribile e severa, che stabilisce che in caso di un episodio corruttivo il primo dei due, tra corrotto e corruttore, che confessa ha un grande sconto di pena, così da metterli l’uno contro l’altro e rompere il muro della reciproca convenienza a tacere. Una proposta di metà degli anni ’90 di cui poi si sono perse le tracce, oggi è meglio parlare del 3% e di quanto è cattiva la Merkel.

Fai poi una riforma drastica della burocrazia e del sistema del pubblico impiego, in cui è pieno di persone che tutto il giorno non fanno niente e non producono ricchezza per il paese ma, anzi, fanno un danno a chi vuole lavorare. E’ pacifico che, dato un ministero a scelta, i due terzi degli impiegati e dirigenti sono semplicemente inutili o, appunto, dannosi, chiunque c’ha lavorato l’ha visto. Questa gente o la metti a lavorare o la licenzi, meglio pagargli la disoccupazione che tenerli a fare danni.

Fai una lotta feroce alla criminalità organizzata che da sola assorbe ben più del 3% del PIL. Pretendi che si paghino le tasse, che tutti le paghino, non che i gioiellieri continuino a dichiarare 500 euro al mese di guadagni e nessuno provveda, di fronte a queste aziende così gravemente in crisi, a rilevarle ai prezzi, molto modici, che devono valere per aiutare questi onesti galantuomini che, poveretti, hanno aziende che ormai sono decotte.

Comincia a fare queste riforme, invece di farti dare una delega in bianco sulla riforma del mercato del lavoro in cui sostanzialmente si dice che, data l’impossibilità di fare una riforma condivisa in Parlamento allora la lasciamo fare al governo. Poi, a quel punto, il problema del 3% del deficit si risolve da solo.

Invece no, meglio stare a piangere, a chiedere l’aiuto dell’Europa, a criticare l’Europa, a pretendere che la Germania debba pagare i debiti dell’Italia senza che l’Italia abbia fatto niente per risolvere queste situazioni incresciose. Comincia a stabilire che a chi ruba saranno tagliate le mani (anche non solo in senso metaforico, io una riflessione su certi aspetti della sharia comincerei a farla), poi gli scossoni che ne risultano e che, quelli sì, causano all’inizio una discesa del PIL, saranno affrontati da tutti, in Europa. Però se pensi di portare come risultato il fatto che Corradino Mineo si è astenuto sulla legge delega in bianco, mi sa che stiamo un po’ lontani da quello che serve.

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Decostruendo Renzi – la vicenda Mogherini

La quasi totalità dei mezzi d’informazione è ormai schierata a favore di Renzi, tanto che gli sta facendo passare una riforma costituzionale che gli permetterà di governare come un Cesare per i prossimi vent’anni. Di questo vorrei parlare in un’altra occasione, ho accennato al tema solo per mostrare come quello che vado a ricostruire (anzi, a decostruire, essendo una operazione che smonta le scemenze che Pittibimbo racconta) non sia passato sui giornali italiani.

Pittibimbo si è ad un certo punto convinto che la cosa migliore da fare per sé stesso e il suo governo fosse liberarsi della Mogherini, messa da lui medesimo a capo degli Esteri non più di pochi mesi fa. Questo perché la Fede (sì, fatemela chiamare così, che è comunque un soprannome migliore di quello che le hanno rifilato gli alti ambasciatori della Farnesina, dove viene chiamata “mare mostrum” per la sua propensione a occuparsi di barconi di immigrati ma con scarse cognizioni anche in quel settore peraltro non particolarmente complesso) dicevo la Fede è poco capace e al suo posto potrebbe invece andare utilmente Angelino Alfano. Questo passaggio, per lui, da Interni ad Esteri avrebbe il significato di salvargli la faccia, per quanto ne sia rimasta dopo le costanti cazzate che ha combinato al ministero dell’Interno. E’ interessante aggiungere che Interni ed Esteri non potrebbero essere due ministeri più diversi per funzionamento. Mentre al Viminale il ruolo del ministro è essenziale, essendo una struttura molto verticistica, agli Esteri il ministro è un grazioso soprammobile, visto che la burocrazia, di altissima competenza, è autonoma e risponde al segretario generale della Farnesina. Quindi, non ci sarebbe un posto migliore per uno che non sa fare il ministro e che vuole occuparsi invece del suo asfittico partitino.

Così, Pittibimbo ha deciso di silurare la Fede. Salvo che in Europa non ci tengono tanto a prendersi gli scarti italiani. Prima, quando ha parlato con Hollande e gli ha detto, a Fransuià, ma lo sai che ho un ottimo candidato come capo della diplomazia europea, è rimasto basito quando Hollande gli ha detto: ottimo, anche io sostengo Emma Bonino. Sì, perché i francesi avranno tanti problemi di politica interna, ma hanno ancora un senso della politica estera che a noi manca del tutto. Di questa idea di Hollande, per cominciare, la stampa italiana non ha fatto cenno, fosse mai che Pittibimbo si offende che gli vogliono rompere il giocattolo.

Allora Renzie è andato avanti con la Fede (in effetti, gli mancavano proprio Speranza e Carità), per incontrare le opposizioni di molti paesi. In massima parte, per l’inesperienza di Fede, che è tanto simpatica ma non ha particolari capacità. Sopratutto, brucia a tutti la pessima esperienza dell’attuale capo della diplomazia europa, la signora Ashton, di cui non si ricorda una sortita utile che fosse una. Ma non per questo si vuole cadere nella brace con la Fede. Che, tanto per dire, quando si fanno i gruppi di contatto sulla crisi siriana non viene manco invitata ed, anzi, le hanno appunto proposto di andare a capo della istituenda “commissione barconi”, ovvero un gruppo di lavoro senza fondi e senza personale (quindi alla sua portata, secondo i maligni) per occuparsi dell’immigrazione clandestina.

Allora Pittibimbo ha pensato di rabbonire D’Alema, in modo tale da tenere buona quella parte del PD che gli ha giurato vendetta e che è pronta a tutto, fosse pure al crollo dell’Europa, per liberarsi del fiorentino considerato un personaggio stupido e rivoltante. D’Alema ha altro spessore rispetto alla Fede, ma le sue simpatie filopalestinesi gli causano problemi con gli USA (la Fede, che è invece furba, sta facendo circolare le foto di lei che si interessa ai danni causati dai razzi di Hamas su Israele, giusto per far scolorire le sue foto con Arafat).

Peraltro, in tutta questa vicenda, i giornali italiani compiono due grandi, ed ulteriori, omissioni. La prima è non dire che la Ashton, l’attuale capo, quando si insediò fece presente che lei con gli italiani si rifiutava di lavorare, tanto che le ambasciature che abbiamo avuto come servizio diplomatico europeo sono delle terze scelte. Un paese orgoglioso di sé stesso ne avrebbe chiesto, viceversa, l’immediata rimozione.

La seconda omissione, assai più grave, riguarda il fatto che questo ruolo a capo della PESC non avrà alcun effetto nella capacità di Pittibimbo di negoziare migliori condizioni economiche con l’Europa. E’ un contentino che gli può solo risolvere qualche problema di stabilità interna, ma si comincerà a ballare a fine Ottobre, quando bisognerà trovare un pacco di miliardi per sistemare i conti.

Così, il grande Renzi, salutato dalla stampa italiana come il salvatore dell’Italia, anzi dell’Europa, si trova schiaffeggiato e perculato dalla stessa, che gli propone candidati indigesti (Enrico Letta, Emma Bonino) nel ruolo di commissari europei, irride i suoi candidati (Federica Mogherini, Massimo D’Alema) e beatamente se ne strafotte il cazzo dei problemi di Pittibimbo.

Di tutto questo, sui giornali italiani, manco una riga di analisi, giusto per ricordarci che d’estate si mangia dell’ottimo pesce e la carta con cui sono fatti è ottima per incartarcelo.

 

 

 

 

 

 

 

Contro gli islamo-fascisti

I. I giovani di Piazza Taksim non stanno combattendo una battaglia perché sono tutti ambientalisti. La verità è che quel parco, proprio perché vicino alla piazza, è un luogo in cui ci si può fare una canna in relativa libertà, fare un po’ di sesso e simili. E’ questo, di converso, il motivo per cui Erdogan vuole eliminarlo, e si sta tanto impegnando. Per fare questo ha fatto un accordo con chi ha i soldi e con chi ha il potere religioso, volendo costruire lì un centro commerciale e una moschea. Non certo una biblioteca per gli studi filosofici. Nei giorni precedenti gli scontri, peraltro, erano apparsi inviti a non baciarsi in metropolitana e simili, quindi si tratta di uno scontro che va ben oltre quello di un singolo spazio di libertà.

II. Erdogan è un islamo-fascista, che sta attuando una repressione feroce, usando gas che sono troppo forti per essere dei semplici lacrimogeni, lasciando libera la polizia di stuprare quelli che vengono arrestati, arrestando in blocco pure gli avvocati che vanno a manifestare davanti al tribunale per chiedere tutele per i loro assistiti.

III. C’è una involuzione democratica forte in Turchia, visto che il presidente della Repubblica, l’unico che era disposto ad una trattativa, è sparito da alcune ore e non rilascia dichiarazioni. Se non è questo un golpe strisciante, non so cosa ci vuole perché lo sia.

IV. Ma l’Europa, esiste per davvero? Perché se esiste, forse farebbe bene a dire qualcosa. Certo, considerando che ci siamo stati quasi zitti con Assad, che di suoi ne ha ammazzati duecento-trecentomila, per confronto ad Erdogan che finora ne ha ammazzati solo quattro o cinque, potremmo dare un bel premio di difensore per la democrazia, ma è anche vero che se l’Europa dicesse “Hai rotto il cazzo”, questo darebbe l’occasione alle forze turche di intervenire.

V. Per forze turche, intendo l’esercito, di cui è evidente che si rende necessario l’ennesimo colpo di Stato per la difesa della laicità del Paese. Una bella sfilata di carri armati per le strade di Ankara.

VI. Certo che è pieno di intellettuali che parlano dell’Islam come di una cosa incompatibile con la democrazia, poi guarda un po’, quando c’è uno che si copre con l’Islam per fare una strage di stato, allora si girano dall’altra parte e parlano d’altro: l’idea che ci siano dei giovani musulmani che vogliono le loro libertà civili è incomprensibile a questi tromboni de’ noantri: e poi ti pare che i plutocrati di qui, e i loro prezzolati editorialisti, si mettono a litigare con i plutocrati di là?

(Scrivo tutto questo che sono le otto di sera. Se la polizia entra nel parco stanotte, si rischia il massacro)

Ma se dell’Europa non frega niente a Parigi e Berlino…

Standard& Poor’s ha deciso oggi di declassare ulteriormente il debito greco, e la cosa scandalosa è che questo sia avvenuto con il silenzio dell’Europa.

S&P, come Moody’s e Fitch, è una di quelle società che non si è accorta della crisi dei subprime finché non l’ha vista esplodere; ed anche ammettendo che si sia pentita dei propri errori di valutazione (che per una società di valutazione sono comunque un po’ gravi) è e rimane una società americana, con interessi americani.

Un paio d’anni fa, quando la crisi era iniziata (non che fosse al culmine, quello ci dobbiamo ancora arrivare) ci fu un sussulto d’orgoglio degli europei, che pensarono che forse avrebbero dovuto dotarsi di una propria agenzia di valutazione.

Sarebbe bastato prendere Eurostat, che già esiste, dargli i poteri di valutare i debiti nazionali, e dichiarare che i pareri delle tre società americane sarebbero non più stati considerati come significativi da tutte le istituzioni europee, in primis la BCE.

Questo non si è fatto perché quelle società sono legate a triplo filo con la grande finanza, quella che condiziona pesantemente anche i governi europei.

I quali governi quindi hanno lasciato correre, e hanno invece varato un piano di salvataggio dei paesi più in difficoltà il cui unico scopo è stato quello di consentire alle banche francesi, tedesche ed inglesi, che erano pesantemente esposte avendo acquistato titoli di stato ormai a rischio, di lavarli e rivenderli sul mercato.

Ora che le banche si sono depurate, improvvisamente S&P scopre che la Grecia ha problemi.

La Grecia era in una situazione disperata già un anno fa, ma allora non faceva comodo mandarla a gambe all’aria, ora non importa più niente a nessuno, e noi europei con la non azione dei nostri governi, stiamo volutamente rendendo molto più poveri alcuni milioni di persone, a cui ci legano alcuni millenni di storia in comune.

Una non azione dei governi che si esplica in opportune scelte, primo appunto lasciare le tre società americane a continuare a dire quello che credono senza nessuna replica, poi nel salvare le banche che hanno speculato sulle difficoltà di bilancio della Grecia, e ora nel fregarsene beatamente.

Praticamente il senso della politica economica ce è stato adottato è quello di una gigantesca truffa con uno schema Ponzi: i primi che entrano nella piramide (le banche che prestano soldi alla Grecia al 6,7,8 per cento) ci guadagnano, attirano altri a partecipare, poi la Grecia non ce la fa più, quindi arrivano gli Stati a salvare, il debito torna in giro e qualche fesso lo compra.

Parmalat anyone?

Tutto questo porta alla morte dell’Euro? E pazienza, devono aver detto a Parigi e Berlino.

Sarebbero esistite soluzioni alternative? Sicuro. Si sarebbe potuto cominciare un paio d’anni fa stabilendo un principio di sovranità, invece di andare alla rincorsa di interessi extra-europei. Purtroppo l’Euro è una idea che richiede una classe politica europea assai più capace e lungimirante.

Ora è un ognuno da sé e il cielo per tutti. Non so come faranno i tedeschi a sopportare l’idea di aver distrutto l’Europa per la terza volta in un secolo, ma evidentemente siamo un continente che non impara dai propri errori.

Dall’altra parte dell’oceano, qualcuno ci ama

(Scena: Ministero del Tesoro degli Stati Uniti d’America, ore 00:00. Il segretario al Tesoro legge gli ultimi dispacci di agenzia. L’espressione è angosciata. Prende il telefono (rosso, in questi casi è sempre rosso) e dice “Chiamatemi il Presidente”.)

(Scena: Casa Bianca, ore 00:15. Il segretario al Tesoro con una cartellina sotto braccio, lo sguardo teso, il passo svelto, attraversa i corridoi. Si ferma all’ingresso dello Studio Ovale)

Segretario al Tesoro: “Devo vedere il Presidente. E’ una questione di sicurezza nazionale”

(il segretario entra nello Studio Ovale. Il Presidente, contrariato per essere stato buttato giù dal letto a quell’ora, lo squadra severo)

Segretario: “Signor Presidente, mi spiace di averla svegliata, ma le cose stanno andando male”
Presidente: “A cosa si riferisce? All’Iran? All’Iraq? Al Pakistan? Ad Al Qaeda? Corea del Nord? Cina? Filippine?”
Segretario: “Signor Presidente, mi riferisco all’Europa”
Presidente: “Cosa è successo in Europa?”
Segretario: “Sta per crollare. Ecco i dati: è in corso un attacco selvaggio all’euro, i mercati sbandano, i governi sono bloccati, non si rendono conto del baratro”
Presidente: “Cazzo”
Segretario: “Le stesse parole che usò John Fitzgerald Kennedy quando vide tirare su il Muro di Berlino.”
Presidente (parlando nell’interfono): “Chiamatemi subito il segretario di Stato”

(Scena: Casa Bianca, ore 00:25. Studio Ovale)

Segretario di Stato: “Le conseguenze del crollo dell’euro sarebbero oltremodo catastrofiche. L’Europa si avviterebbe in una crisi economica estrema, e alla fine collasserebbe”
Segretario al Tesoro: “La caduta dell’economia europea impatterebbe anche sulla nostra; potremmo addirittura venirne trascinati”
Vice Presidente: “Potrebbe essere la crisi più grave della sua presidenza”
Presidente (dopo attimi di silenzio): “Dobbiamo intervenire. Chi chiamiamo?”
Segretario di Stato: “Beh ci sarebbe il presidente della commissione europea, coso, lì, Barroso”
Presidente: “Non conta niente, viene da un paese come il Portogallo che sta con le pezze al culo, ho bisogno di qualcuno che abbia il potere di decidere”
Segretario al Tesoro: “Il presidente della Banca Centrale Europea, aspetta, si chiama…ce l’ho sulla punta della lingua…Trichet!”
Presidente: “Uno che si fa mettere sotto tutela dal Fondo Monetario Internazionale? Non credo sia significativo”
Segretario di Stato: “C’è l’Alto Rappresentante per la Politica Estera, quella lì, quella brutta come la fame, che si occupava di pesca, la Ashton”
Presidente: “Non capisce un cazzo di politica estera, da quando è stata eletta non s’è vista o sentita, e poi è inglese e gli inglesi ora non hanno un governo”
Segretario di Stato: “Ci sarebbe…ecco…ci sarebbe…”
Presidente:” Chi? Parla!”
Segretario di Stato: “Il Presidente del Consiglio Europeo, van Rompuy”
Segretario al Tesoro e Presidente (all’unisono): “Chiiii???”
Segretario di Stato: “Sì un belga, uno simpatico”
Segretario al Tesoro: “E il suo ruolo quale sarebbe?”
Segretario di Stato: “Beh, una volta il suo posto era assegnato a rotazione, ora no”
Presidente: “Ok, ma il posto a che serve?”
Segretario di Stato: “A non essere assegnato a rotazione. Comunque questo van Rumpuy…”
Segretario al Tesoro: “Non era rompoy?”
Segretario di Stato: “E che ne so? C’ho parlato una volta ad una cena, un tipo simpatico. Mi pare gli piacessero i surrealisti”
Presidente: “Quindi questo sarebbe il meglio che abbiamo? Roba che manco Google riesce a fare l’autocompletamento del nome”
Segretario di Stato: “In Europa quello c’è. Ora che ci penso, credo che gli piacciano molto i pittori impressionisti, non i surrealisti”
Segretario al Tesoro: “Non c’è nessun altro leader da chiamare?”
Segretario di Stato (borbottando): “Ma forse erano i pittori fiamminghi…mica mi ricordo”
Presidente: “Leader? L’Europa non ha leader. Gli inglesi sono senza governo, Zapatero è l’ombra di ste stesso, Sarkozy ha preso una botta alle elezioni regionali che ormai parla da solo, Berlusconi…beh lo sapete meglio di me…”
Vice Presidente: “Signor Presidente, dobbiamo pure fare qualcosa”
Presidente: “Non ci rimane che un’opzione. E sapete a cosa mi riferisco”
Segretario di Stato: “Signor Presidente, si rende conto che una cosa del genere sarebbe una esplicita ammissione che gli Stati Uniti non credono all’Europa? Come crede che reagiranno gli europei?”
Presidente: “Reagire? Sono talmente intontiti che nemmeno credo se ne renderanno conto, anzi alla fine ci ringrazieranno. E comunque, tra fare questo ed invadere nuovamente l’Europa, perchè tanto se non ci mettiamo mani la fine è quella…”
(attimi di silenzio nello Studio Ovale)
Presidente: “Passatemi il telefono”

(Scena: Berlino, Cancelleria Federale. Suona il telefono)

Funzionario: “Signora Cancelliere, c’è in linea il Presidente degli Stati Uniti per lei. Dice che è urgente”
Cancelliera: “Pronto? Ciao…Come stai? I bambini? E la macchia di petrolio? Sì guarda il petrolio è un guaio, quando ti macchia un vestito… come dici? L’Euro? … Embè? … Stai calmo e non ti agitare che non capisco niente… ricomincia da capo… ok la speculazione… ok l’Europa… sì vabbè von Rumpuzzupuy, ma chi lo conosce… no non ti arrabbiare, non è che ce l’ho messo io, me l’hanno suggerito… sì vabbè Schroeder, quello fa il consigliere di amministrazione per una società russa, sta dietro a queste cazzate, Gordon Brown ci voleva mettere Tony Blair che gli ha fatto una scenata… boh che ne so, pare gli piacciano i quadri di Pollock… ok non ti arrabbiare, era per parlarti del personaggio… che è successo? … sicuro? … tu dici? … beh certo se fosse così… certo visto da quest’ottica… sì che ci ricordiamo l’ultima volta che voi americani siete intervenuti in Europa… sì è il caso di evitare… ok come potremmo fare secondo te? … ah, ah… ah… beh detto così suona bene… mi pare fattibile… avete già controllato voi? … mi fido eh? … ok ci penso io… sì stai tranquillo… stai tranquillo… sì non ti preoccupare… salutami tua moglie… un bacio”

(Scena: riunione straordinaria dei capi di Stato e di Governo dell’Unione Monetaria Europea. Grandi sorrisi e pacche sulle spalle, flash dei fotografi)

Berlusconi: “Sono felice per come l’Europa ha reagito”
Sarkozy: “Una grande prova di compattezza”
Zapatero: “Sconfiggeremo tutti gli speculatori”
Merkel: “Un piano che gode del pieno sostegno del governo tedesco che l’ha anzi proposto per primo”

(Scena: Studio Ovale della Casa Bianca)
Vice Presidente: “Guarda i gonzi, credono di aver deciso qualcosa”
Presidente: “L’importante è che abbiamo evitato che nascesse un nuovo Muro di Berlino”
Vice Presidente: “Al prezzo di dire in pubblico che l’Europa non esiste, e qualsiasi suo coordinatore conta meno del più grande paese”
Presidente: “Se lo facessero a noi, se qualcuno chiamasse il governatore della California scavalcandomi, gli lancerei contro i marines”
Vice Presidente: “Noi non siamo come loro”
Presidente: “Per fortuna”

Sangue sull’Europa

Io non mi considero una persona pessimista. Penso però di vivere in un momento storico in cui stiamo abbandonando il sistema economico capitalistico, ormai morto e in avanzato stato di decomposizione, e siamo alla ricerca di qualcosa che ancora non vediamo nemmeno all’orizzonte. Per molti aspetti, penso che ci troviamo a vivere in tempi interessanti, nell’accezione della maledizione cinese in cui si invitano i propri nemici a vivere, per l’appunto, in tempi interessanti.

Così, quando qualche giorno fa scrivevo che non mi riuscivo a capacitare delle indecisioni dei leader europei, in particolare tedeschi, nell’aiutare la Grecia, perchè temevo che queste indecisioni avrebbero portato al morto in piazza, non pensavo a qualcosa che sarebbe successo oggi.

Oggi, per la prima volta dal 1945, in Europa ci sono dei morti per una questione che riguarda i rapporti tra stati democratici ed occidentali. Quando ho letto la notizia, sono rimasto pietrificato, mi sono sentito come se un mondo che avevo conosciuto non ci fosse improvvisamente più: un mondo in cui si scriveva “euro” ma si leggeva “pace” era sparito. Mi veniva da piangere.  Casa mia non era più casa mia. E vedevo intorno a me persone che leggevano la notizia con la partecipazione che si può dare ad un episodio spiacevole ma che avviene lontano da noi, e questa cosa mi lasciava vieppiù sgomento.

Con tutto il mio realismo, pensavo che a questo saremmo forse arrivati, ma in tempi più lunghi, non dopo pochi giorni.

Europa, non si fa così

Cara Europa, mi hai deluso.

Non perchè hai scelto, come ministro degli esteri europeo, una persona che non si è mai occupata di politica estera.

Non perchè hai scelto, nel ruolo di Alto Rappresentante per la Politica E Sicurezza Comune un inglese di basso profilo, rinunciando a David Miliband che, il giorno dopo che era diventato ministro degli Esteri volava in Darfur.

Non perchè hai applicato un criterio di quote rosa nel modo più approssimativo possibile.

Non perchè hai scelto come Presidente dell’UE uno che parla francese (e che sta parlando francese alla conferenza stampa di presentazione) e come Ministro degli Esteri una che parla inglese, tante chiacchiere sul multi-linguismo poi sciolte alla prima occasione.

Quello che non accetto, cara Europa, è che c’hai lasciato Massimo D’Alema in casa!

Ma lo sai che vuol dire? No, dico, lo sai? Che ora dovremo continuare a sorbirci la sua espressione infastidita, e a tratti schifata, nei telegiornali, quando si sforzerà di mantenere la calma anche quando parla con qualcuno che, per il semplice fatto di non essere lui, non è che inferiore a lui.

Ora dovremo continuare a seguire sui giornali le sue convulsioni, mentre tratta con Casini la riforma elettorale. Di un po’ Europa, ma che t’ha fatto di male Pierluigi Bersani? Eh? Lo sai che sta piangendo? Che sperava tanto, dopo decenni di gavetta, di avere un partito, anche un partitino, anche un 15%, tutto per sè, e invece già lo deve dividere?

A proposito, e i giornali? Pensi che De Benedetti sia contento? Sperava di avere un po’ di campo libero nel settore del centro-un-po’-a-sinistra-ma-solo-perchè-fa-chic e invece, chi ti arriva, anzi chi ti rimane? Massimino! Sarà una dura lotta a chi riesce meglio a fingere di credere in quello che dice, quando poteva non esserci più gara.

Tu, sì dico a te Europa, te le sciroppi di tuo i convegni di ItalianiEuropei, oppure pensi che siano punizioni destinate solo a noi italiani? Ci mandi qualcuno dei tuoi funzionari che stanno lì a scaldare la poltrona?

Senti un po’, io pago l’IVA, e tutti i soldi dell’IVA vanno al bilancio europeo. Non ti sembra che avrei avuto diritto ad avere qualcosa in cambio? Sì certo, D’Alema è come Gozer il Gozeriano, è il distruggitore della politica italiana, ha distrutto prima il governo Prodi, poi l’Ulivo, poi il Partito Democratico, ma che c’entra?E’ uno che si fa prendere la mano, ma noi avevamo bisogno di te.

Cara Europa, non si fa così.