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L’intervista di Grillini

No dico, come avrà fatto a prendere 14mila voti. Nella intervista che ha rilasciato a Radio Radicale, dice le seguenti cose:

  • se è stato un brutto risultato, lo è stato per i socialisti, Grillini ha preso molti voti (sì, una caterva);
  • è tutta colpa di Veltroni, che pur di prendere il 2% in più ha tolto i socialisti e quelli della sinistra radicale dal Parlamento. (Beh, se l’avesse fatto avrebbe fatto benissimo. Potrei diventare veltroniano solo per questo);
  • se Rutelli vuole i nostri voti devi chiederceli (ma come, non aveva detto che avrebbe riunito i suoi elettori per decidere cosa fare? che lui era democratico non solo nel nome?);
  • che i due partiti principali sono soggetti al veto delle gerarchie ecclesiastiche, salvo che poi ha detto l’esatto contrario (cioè che non ci sono partiti cattolici), ma è ovvio che uno deve dire una cosa e il suo contrario, in fondo a forza di dire cazzate ha pur preso qualche voto: ne prenderebbe di più se dicesse delle cose serie, ma non gli si può chiedere l’impossibile;
  • che la sua candidatura ha fatto sì che il grande tema dei diritti civili fosse al centro della campagna elettorale (e sì, non s’è parlato d’altro).

Io mi domando e dico, ma ci stiamo pure a domandare come mai la sinistra è poco rappresentata in Parlamento e ha perso le elezioni? Ma che, questa sinistra merita di essere rappresentata? Con questo livello di analisi politica, che oggi al mercato la maggior parte delle signore che prendevano la frutta erano ben più acute di questo Grillini? Che tutto ha detto tranne “abbiamo perso pesantemente ho fatto una campagna elettorale completamente sbagliata”?

Cioè, ci rendiamo conto che adesso al prossimo raduno di finocchie Grillini verrà presentato come un grande e coraggioso eroe? E noi che vogliamo fare, perpetuare questo ceto politico che ha così lampantemente fallito?

Rappresentanza e rappresentazioni

Oppure, politica gay e politica per i gay.

Il tema di fondo che non è stato colto, da parte di quegli sciagurati che hanno sostenuto la candidatura di Grillini a sindaco di Roma in una logica di contarsi. Immaginando di mettere il proprio cappello su chissà quanti voti.

A niente è valso far notare che ci si conta quando si è tanti, che prima si sa di essere tanti e poi ci si conta. Che tu prima hai i pullman pieni e poi decidi che sono pieni per il Family Day. Che se ci si vuole contare occorre farlo nelle migliori condizioni possibili. Che occorre farlo con un candidato che possa prendere il maggior numero possibile di voti. Che se perdi con un buon candidato non hai perso, lezione morotea di cui c’è bisogno, che non è che qui si hanno così tanti voti da poter fare i dorotei.

Invece si è fatto lo stesso errore che ha fatto Veltroni a livello nazionale che invece di dare rappresentanza a degli interessi – ovvero, fare politica – ha scelto delle rappresentazioni: l’industriale progressista, l’operaio, la ricercatrice, il generale. E si vede come è andata a finire. Ma, contro Veltroni, i sinistrorsi tutti a lamentarsi che è stata colpa sua.

E Grillini a Roma, chi ce l’ha messo? Già, chi? C’è stato un referendum? Delle primarie? Oppure c’è stato solo un interesse di alcuni gruppi di potere che hanno incontrato il gruppo di potere del Partito Socialista che doveva fare il possibile per salvarsi?

Grillini ha presentato il suo programma in un locale gay. Ha distribuito profilattici gratis. Ha candidato una pornostar che ha messo le foto del culo in giro. Ha candidati che, insieme e con lui, hanno mandato messaggi sui siti di annunci gay (i siti, no?, del tipo “a o p”). Ha cioè messo in campo tutto lo schifume, la promiscuità, gli equivoci peggiori del mondo gay, tutta quella parte fatta di rappresentazione che non è mai, appunto, rappresentanza. Come diceva Rino Formica: nani e ballerina. Devo parlare di chi c’ha intorno Grillini? Della gente che è fidanzata sì, ma in coppia aperta? O posso limitarmi a dire che questi gay a me fanno proprio schifo?

Sì, schifo.

E, grazie a Dio, fanno schifo anche ai gay romani. Che, in massa, sono scappati via e non l’hanno votato. Dimostrando una consapevolezza assai maggiore di quella di questi grandi blogger di sinistra.

Cazzoni e cazzone, per carità animati da buoni propositi, ma del tutto incapaci di fare politica. Poi certo, c’è chi ha appoggiato Grillini con il seme del dubbio, rendendosi conto dei limiti di questa operazione. Io non parlo di questi realisti qui, parlo di quelli convinti, di quelli che sapevano e ti guardavano con disprezzo, tu ma chi sei e che vuoi, qui si sta facendo Politica.

Ho sentito le fregnacce e le stronzate maggiori in questo mese di campagna elettorale. Su quanti voti avrebbe preso Grillini, almeno il 3%. Che, se fosse stato, avrebbe significato che meno di un gay su cinque a Roma l’avrebbe votato.

Bene, ha preso (ad adesso, metà delle sezioni scrutinate), lo zero virgola sette qualcosa percento.

Ho sentito che Grillini avrebbe poi, forte dei suoi voti, condizionato Rutelli al secondo turno. Teoria strampalata, visto che Rutelli a Roma è stato sostenuto dalla Chiesa, altrimenti il 45% non lo prendeva.

Ho sentito dire che con Grillini si faceva la “Storia”.

Ho sentito dire che c’era la maratona dei blog pro Grillini.

Ho ricevuto mail di contumelie da parte del ragazzino di venti anni che o Grillini o Ratzinger. Uno che sul suo blog si beava di aver conosciuto Carlo Masi, altro grande supporter di Grillini. Cazzi, culi, scopate, ecco il programma di Grillini e il mondo di cui parla, cm? a o p? ospiti?

Questa è stata, dico è stata, la politica gay. Che ha avuto come esponenti Pecoraro Scanio e Grillini. Che sono stati trombati e cancellati, aldilà di ogni possibilità di recupero.

Ora, si deve cominciare a fare un politica per i gay.

Però, i compagni e le compagne che hanno fatto tanto sinistra radical chic salottiera, e che ci hanno messo in mutande a tutti quanti, che ci hanno condannato alla marginalità politica (registro delle unioni civili? ma se il vostro candidato che questo voleva fare ha preso meno dei voti del suo già esiguo partito), ecco, questa gente, per cortesia, si levasse definitivamente dalle palle.

Se questi sono quelli buoni…

Se non l’avessi visto con i miei occhi, non ci avrei creduto.

Franco Grillini, il candidato sindaco a Roma per il PS, mi ha mandato un messaggio su me2, invitandomi a votarlo.

Quando stiamo a questi livelli, il mio pensiero è uno solo: viva il Papa Re.

Ma piuttosto che votare Grillini…

…ma non è meglio votare questo qui? Almeno è sul bonazzo andante.

Finirà così (Grillini candidato a Roma)

Potrei scrivere questa voce del blog riempiendola di link, aumenterei moltissimo i contatti e le polemiche. Siccome non mi interessa, faccio proprio un discorso generale.

La comunità gay ha degli esponenti che fanno politica piuttosto penosi, quando non del tutto indecenti. Quando va male, è gente che si trascina da anni e da decenni dicendo un mucchio di cazzate e non facendo nulla, ben sapendo che il principio più importante che anima l’azione politica è chiagni (per gli altri) e fotti (per te). Quando va bene, faccio per dire, sono dei tontoloni e delle tontolone che si vendono non per una poltrona, ma per il miraggio di una poltrona, peggio di un cane che litiga per il suo osso. Oppure sono persone che non sono in grado di affrontare la politica per quello che è, la prendono come una specie di scampagnata in cui si litiga, si rutta e si fa pace.

Questa generazione (anche se è più di una generazione) è inguardabile, invotabile ed insopportabile. Saranno anche (non tutti) delle brave persone, ma la politica non fa per loro. Il livello dei dibattiti e degli scontri è da vecchie zitelle inacidite, manca assolutamente un leader che  riesca ad avere una direzione, ad indicarla e a seguirla. E’ gente che si insulta ferocemente, poi fa la pace, e tutto rimane come prima, pensano che la politica sia una specie di living theatre.

Il risultato è, anzi i risultati sono, sotto gli occhi di chiunque voglia vedere. Nessuna capacità di trascinare la comunità gay, anzi il risultato opposto, con ad esempio un candidato sindaco a Roma che prenderà una elemosina di voti.

Se uno vuole contarsi, è giusto e sensato farlo, a volte, ma lo si fa quando si sa che la conta ha esito positivo. Ruini, per capirci, prima sa che può portare in piazza un milione di persone, e poi fa il Family Day, non il contrario. E se non si capiscono queste due righe, è dovuto smettere di fare politica, per il proprio bene personale oltre che per quelli che si crede di rappresentare.

Grillini raccoglierà una miseria di voti, e così sarà facile dire che il tema della laicità è un tema che non interessa agli italiani. Se non è a Roma, la metropoli, dove il tema della laicità è sentito, se non è a Roma dove serve il registro delle unioni civili, si può pensare che serva nei comuni della Marsica? Che a Poggio Bustone ci saranno manifestazioni di piazza contro l’ingerenza della Chiesa? Che il Sulcis sia infiammato per combattere la ripartizione dell’otto per mille?

Questo sono i “nostri” leader, un branco di poveri coglioni. Che sono andati al suicidio della causa gay, pur di sistemarsi i cazzi loro. Ammesso che almeno la capacità di curare i cazzi loro ce l’abbiano, a volte penso che siano dei minus habens.

 E se la domanda è: ma allora chi avresti candidato sindaco a Roma? la mia risposta rimane: Aldo Busi. Se si vuole una candidatura dirompente e che pesca voti nei partiti di centro-sinistra. Prima bisogna capire la distanza che c’è tra Aldo Busi e Franco Grillini, pi si può parlare di politica.

Splendida battuta di Beppe Grillo

“Mi copiano, hanno addirittura candidato uno che di cognome fa Grillini”.

Tanto alle frocie piace prenderlo nel culo

E’ il miglior riassunto possibile della candidatura di Grillini a sindaco di Roma per i Socialisti.

Grillini, cominciamo da lui, è stato per anni, decenni, il presidente dell’Arcigay, l’associazione degli imprenditori gay, cioè di quella gente che sui locali gay ha fatto i miliardi. Grazie all’Arcigay, l’Italia è l’unico paese democratico al mondo in cui i froci sono schedati, ed è l’unico paese al mondo dove, se vuoi metterti a pecora per farti sfondare da un negro in sauna, devi essere iscritto all’associazione.

Grillini, dopo anni di onorato servizio, s’è giustamente dato alla politica nazionale, dove non ha concluso niente (avrebbe potuto proporre, chessò, un abbattimento delle tasse che i suoi amici imprenditori pagano, ma non c’è riuscito) e allora sta cercando uno sbocco. Dopo la parentesi, da ricordare, della sua storia d’amore con il ventenne con il fisico scolpito ma che gli cita Seneca (o Orazio, non ricordo) a memoria, elemento di colore in tutta la vicenda.

Chi poteva incontrare Grillini, nel suo tentativo di mantenere una poltrona? Ovviamente non altri che i Socialisti di Boselli, quell’inutile e patetica scusa di partito che negli ultimi dieci anni s’è alleato con chiunque capitasse, in modo da mettere insieme i voti sufficienti per tirare a campare. Ci sono state alleanze con i Verdi, Rinnovamento Italiano, poi infine la Rosa nel Pugno, con la fuga dei radicali che hanno lasciato Enricuccio solo.

Allora Boselli, che ha uno scopo essenziale, trovare una poltrona da onorevole (ai socialisti piace il lavoro, quello altrui sopratutto), ha ben pensato di proporre un’alleanza a Clemente Mastella da Ceppaloni, che almeno in Campania avrebbe preso quel 4% alla Camera che gli avrebbe garantito (al sor Enrico) la permanenza in Parlamento, dove avrebbe potuto pensosamente discutere dell’importanza del pensiero socialista in Italia, in particolare del suo pensiero socialista.

Ma il sor Clemente, è per caso quello che, quando il governo Prodi ha presentato i DiCo, li ha bocciati facendo cadere la maggioranza? E’ per caso quello che ha fermato il disegno di legge contro le violenze omofobe? E’ insomma quello che ha bloccato gli unici due provvedimenti presi nella storia d’Italia a difesa dei gay?

Sììììììì (da dire, con lo stesso tono che uno ha quando il negro di cui sopra comincia a stantuffare). E Boselli ha trovato ora un nuovo mercato elettorale, quello dei froci stantuffati, a cui promette e parla di diritti civili, senza avere la minima vergogna, anzi coprendosi di ridicolo quando dice che Mastella sarebbe stato candidato per una battaglia di garantismo. Beh, a ben vedere, il garantismo del suo posto in Parlamento, per le ragioni del socialismo ecc…

Sìììììììì. Allora, Boselli e Grillini non potevano che incontrarsi, e Grillini non poteva che finire candidato sindaco a Roma, dove grasso che cola se prende lui un posto in consiglio comunale, ma almeno Boselli può sperare di raccattare qualche voto a livello nazionale, perchè di frocie che penseranno ai Socialisti come al partito pro-gay ce ne sarà pure qualcuna (non che i gay che votino socialisti siano frocie, ma l’equazione che interessa a Boselli è un’altra).

Così, Grillini ha presentato la sua candidatura, ovviamente non in un posto come una biblioteca comunale, una sala convegni, macchè, tutti al Muccassassina, perchè la cosa è talmente ridicola che non c’è motivo di prenderla sul serio. Però, alcune delle frocie di cui sopra, potranno trovare anche simpatica l’idea del Muccassassina, e poi con l’occasione magari fare o farsi fare un raspone durante la serata.

Questa è la candidatura di Grillini, uno che è entrato prima in Sinistra Democratica, quindi con una idea comunista in testa, e poi si è messo coi Socialisti, le due incompatibili tradizioni della sinistra italiana. Poco conta poi che alcune associazioni gay lo appoggino e altre no, è sempre una questione appunto imprenditoriale, c’è gente che fa i milioni con questa o quella iniziativa di visibilità estiva (ovvero: frocie che ballano a culo di fuori; oh, a me il culo piace parecchio, ma direi che è un tipo di visibilità abbastanza autoreferenziale) e ovviamente teme di non poterlo fare più, pure io se fossi un imprenditore gay di queste cose mi preoccuperei.

Il resto, l’idea di prendere voti al primo turno in misura sufficiente da condizionare Rutelli al secondo, è degna o di un analfabeta della politica (perchè se prendesse il dieci per cento forse dei voti potrebbe succedere) o di uno che mente sapendo di mentire.

Chi sarebbe stato un vero candidato? Aldo Busi.

E ora, tutti insieme, riflettiamo sulle ragioni del socialismo e diciamo: sìììììììììììììììììììììììììììì.